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Abbiamo deciso che cercheremo di seguire il Live 8 – il megaconcerto in contemporanea in dieci piazze diverse di tutto il mondo organizzato da Bob Geldof – integralmente e senza spendere una lira di abbonamento alla pay tv, muniti unicamente di una tv a 26 pollici e di una parabola da 90 centimetri di diametro con relativo ricevitore. Tuttavia, per tutta la tarda mattinata del 2 luglio, del concerto di Tokio, (il primo ad iniziare per via del fuso orario) non riusciamo a trovare traccia. Solo più tardi vedremo qualche spezzone di Bjork, ma nulla dei Good Charlotte (poco male, comunque).
14.30 circa. Inizia il collegamento di RAITRE dal Circo Massimo. A condurre è Giovanni “Ballarò” Floris, il che non fa presagire nulla di buono. Il concerto romano parte parecchio in sordina, sotto una canicola invereconda, con Francesco De Gregori che sbaglia completamente scaletta: con tutte le belle canzoni che ha, ci rifila l’anonima “L’Agnello di Dio” e la retoricissima “La Storia Siamo Noi”, azzeccando solo la sempre magnifica “La Donna Cannone”. Il problema di De Gregori è soprattutto che subito dopo la sua esibizione si apre il collegamento con Londra, Hyde Park, e l’inizio è con il botto: Paul McCartney e gli U2 che fanno “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, strofa iniziale “It Was 20 Years Ago Today” (riferito al Live Aid dell’85), alle loro spalle una versione aggiornata dei volti presenti nella copertina del mitico album beatlesiano del ’67 con varie aggiunte tra cui Spielberg e Schwarzenegger, ed entrano in scena ad un certo punto quattro figure vestite esattamente come i John Paul George e Ringo di “Sgt.Pepper’s”. Un’apertura strepitosa. La linea (per RAITRE) resta ovviamente a Londra dove sono di scena gli U2. Primo pezzo: “It’s A Beautiful Day”, con lancio di colombe a citare – forse – i Rolling Stones del “loro” concerto di Hyde Park del 1968 poco dopo la morte di Brian Jones. Buon inizio e buon seguito, con “Vertigo”, quella scopiazzata da “You Keep Me Hangin’ On” delle Supremes. Poi Bono si mette a fare, come suo costume, il predicatore, e ci appalla non poco. Dura poco, però, perché subito dopo c’è “One”, bella ed intensa, anche se gli U2 la mixano con una “Unchained Melody” che potevano risparmiarsi/ci.
15.30. Dopo questa botta di vita britannica, RAITRE torna nella nostra Italiuzza stretta nella morsa del caldo, con Zucchero che conclude, crediamo, il secondo pezzo della sua esibizione, “Indaco”. Subito dopo fa “Ho Bisogno D’Amore” e “I’ve Got The Devil In Me”, che iniziano a dare un po’ di ritmo al Live 8 romano. Purtroppo Floris e Flavia Cercato, la voce di RadioRai che co-conduce, toppano il toppabile. Segano all’improvviso la musica per dare voce a politici ed “operatori culturali”, si parlano addosso, insomma un disastro. Basti pensare che i Duran Duran al Circo Massimo vengono fatti ascoltare a metà del secondo pezzo (il primo crediamo fosse “Sunrise”) “Ordinary World”. Mosci, i Duran, almeno così appaiono anche nella successiva “Save A Prayer”. La conclusiva “Wild Boys” – che riusciamo a vedere in lieve differita solo sul primo canale della TV SLOVENA perché RAITRE ha inspiegabilmente segato il collegamento – è invece esilarante e contribuisce a far scuotere la piazza, anzi il Circo. RAITRE nel frattempo è ripassata a Londra (e gli altri 8 concerti? Che fine hanno fatto?) e ci fa vedere un Elton John in forma non eccelsa che canta “The Bitch Is Back” prima di far salire sul palco uno strafatto Pete Doherty dei Libertines che massacra con la sua vocalità approssimativa la pur bella “Children Of The Revolution” dei T.Rex. Non granchè, l’esibizione di Elton John, per quello che si è visto, era stato meglio a Live Aid.
16.15. Floris su RAITRE copre con le sue “argute” osservazioni sull’Africa le esibizioni di Elisa e Ron al Circo Massimo. Ci spostiamo allora su RBB BERLIN, il canale locale berlinese tedesco, sperando di vedere immagini del concerto del Siegessaule. Invece anche i tedeschi mandano in onda Hyde Park, dove ha luogo una (superiore alle aspettative) esibizione di Dido, che esegue “White Flag” e “Thank You”; poi, dopo aver introdotto Youssou’n’Dour, regala insieme all’artista senegalese una “7 Seconds Away”, che resterà uno dei momenti memorabili di questo Live 8. Anche SKY TG24, tra una news e l’altra, trasmette il Live 8 e, dobbiamo dire, in maniera più coerente di quanto non faccia RAITRE. E’ lì che cogliamo la parte finale dell’esibizione degli Stereophonics, troppo poco però per poterla giudicare. S.v., come scrivono i giornalisti sportivi di quei giocatori che entrano dopo l’85mo minuto di una partita.
16.51. Finalmente, grazie a SKY TG 24, cogliamo le prime immagini del concerto di Johannesburg, dove però non sembra esserci la folla delle altre piazze. Ci rispostiamo su RBB BERLIN, dove finalmente la linea è stata data a Berlino. C’è l’attore Tim Robbins sul palco, che dopo un etto di retorica terzomondista introduce i Green Day. I tre punkoni di San Francisco danno vita ad un breve ma spumeggiante set, aperto da “American Idiot”, a cui fanno seguito “Holiday”, e “Minority”. Non vogliamo perderci niente, quindi torniamo su RAITRE, dove per qualche istante ascoltiamo i Negramaro che a Roma eseguono la colonna sonora del film “La Febbre”; su SKY TG 24 però sono collegati con Londra, dove sono già in scena i R.E.M., che stanno facendo “Imitation Of Life”, uno dei loro pezzi (recenti) migliori). Segue “Everybody Hurts”, scelta un po’ scontatella. Torniamo su RBB BERLIN per vedere a che punto stanno i Green Day: hanno appena finito “Minority” (in una versione evidentemente estesissima) e attaccano una divertente versione di “We Are The Champions” dei Queen che decreta però come Billie Joe Armstrong possegga una voce che non vale nemmeno la metà di quella di Freddie Mercury. Chiudono così, i Green Day, inseguiti nel retropalco da un’intervistatrice locale che fa loro domande tritissime. Torniamo a Londra, stavolta trasmessa da RAITRE che evidentemente deve avere rozzamente segato i poveri Negramaro, dove gli ottimi R.E.M. chiudono con un’altrettanto ottima “Man On The Moon”, con Michael Stipe che si fa prendere un po’ la mano dall’atmosfera del "big event" ed inizia a dimenarsi in una sorta di ballo spastico. Per quanto si è visto, una delle migliori esibizioni della giornata, quella dei R.E.M., sobria e pacata e comunque in linea con lo spirito del Live 8. (SEGUE 2a PARTE)
Articolo del
04/07/2005 -
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