|
Ancora ottima musica a Napoli. Dopo il recente successo di Nick Cave a chiusura del Neapolis Festival è la volta di Jamiroquai, artefice di un adrenalinico spettacolo che chiude nel migliore dei modi questo terzo appuntamento del Cornetto Free Music Festival anno 2005. Nonostante la non troppo coinvolgente conduzione di Ambra Angiolini ed Elio lo spettacolo è stato assicurato da un ottimo cast capace di portare una ventata di black music in terra partenopea: Morcheeba, Joss Stone e Jay Kay hanno scosso e fatto ballare un pubblico accorso in massa in Piazza del Plebiscito (si parla di duecentomila persone). Lo spettacolo inizia alle 18 e 30 e vede passare subito Il Nucleo, l’esordiente Emil (selezionata dal laboratorio musicale LaSerra, della Carosello Records) e US3, ma è con Irene Grandi che si comincia a movimentare la serata: verso le 20 la cantante toscana propone alcuni pezzi dell’ultimo disco in studio come “Per Fare L’Amore” e “Lasciala Andare”, supportata da una buona band che conferisce un suono molto rock alla dimensione live. È solo un antipasto. Le grandi attese cominciano ad essere soddisfatte con i Morcheeba della nuova cantante Daisey Martey, una potente voce soul che riesce a non fare rimpiangere le gesta vocali dell’ex cantante Skye Edwards. Il set proposto comprende brani estratti del recentissimo “The Antidote”, come “Be Yourself” o “Lighten Up”, passando per “Fragment of Freedom” e “Big Calm” (“Blindfold” e “Rome Wasn’t Build In a Day”); il suono è molto soul, caldo e avvolgente, per un’ora circa di black music che prepara verso le 23 l’ingresso di Joss Stone. La diciottenne inglese, incantevole e in possesso di una delle più belle voci soul del mondo, conquista subito il palco e il pubblico con quel suo modo di fare così entusiasta ed adolescenziale eppure così professionale; anche qui la scaletta vede i successi dei suoi due dischi “The Soul Sessions” e “Mind, Body and Soul” presentati da una band di musicisti di ottimo livello, che aprono con un intro strumentale e supportano dando ancora più valore alla prestazione della ragazza. “Jet Lag”, “Some Kind of Wonderful” e “You Had Me” sono eseguiti alla perfezione con un suono raffinato e black allo stesso tempo, grazie anche alla presenza di tre coristi che Joss si porta dietro, e verso i quali nutre una personale ammirazione (tanto da concedere loro degli spazi di autonomia durante la performance). Ottimo show e ottima musica. Il momento che però il pubblico aspetta si concretizza mezz’ora dopo la mezzanotte, con l’arrivo in scena di Jay Kay. Come sempre dotato di un cappello che da solo varrebbe il prezzo del biglietto (ma il concerto fortunatamente è gratuito), il leader dei Jamiroquai fa ballare letteralmente la piazza, trascina il pubblico che lo osanna applaudendo a ogni balletto o salto che fa e dà lo scossone finale ad un concerto che è stato un continuo crescendo di attesa ed adrenalina. Brani anche qui tratti dal recente “Dynamite”, ma spazio ai grossi successi del passato come “Cosmic Girl”, “Alright” e l’immancabile “Virtual Insanity” (tratti dal disco “Travelling Without Moving” che la dice lunga sul perenne stato mentale di Jay Kay). Anche altri dischi presenti con alcuni brani, ad esempio “A Funk Odissey” o “Synkronized”, il finale però è tutto di “Deeper Underground”, tratto dalla colonna sonora del film “Godzilla”. Uno show così potente e adrenalinico che la stessa Joss Stone è andata a seguirlo dal retro del palco, essendo lei stessa una fan di Jay Kay, che verso le due saluta il pubblico e dopo cinque minuti è già pronto nella sua macchina personale a lasciare il backstage. Ma tutti sono contenti, hanno ballato, hanno usufruito di una piazza ben attrezzata a livello audio e video (con due schermi laterali che ben facevano vedere cosa succedeva sul palco anche a chi era lontano) e soprattutto hanno fatto questo gratis. Che di questi tempi non è poco. Chiusura raggiante del Cornetto, ora si vedrà che farà la Coca Cola.
Articolo del
20/07/2005 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|