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Intense ore di drumming e spettacolo, quelle che la 6° edizione de ‘La lunga notte della batteria’, memorial dedicato al maestro Enrico Lucchini, ha regalato al pubblico del Rolling Stones di Milano. Un susseguirsi di artisti e generi diversissimi tra loro, dalla musica classica all’heavy metal, passando per il jazz e le sonorità latino-americane. La serata è voluta e prodotta Paolo Pellegatti, titolare della scuola ‘Nel Centro della Musica’, e celebre batterista jazz, in collaborazione con Sergio Fanton del negozio di musica Notak di Vimercate e due guru del metal italiano, Mario Riso e Tommy Massara. Si inizia con l’omaggio alla musica colta dei Percussionisti della scala, che scaldano la platea con la ritmica travolgente delle percussioni. Poi sale sul palco l’orchestra Nel Centro della Musica, diretta dal maestro Mario Rusca, con il compito di accompagnare gli artisti della lunga notte. Si parte dal futuro: Andrea Mozzanti, promettente talento di dodici anni, dietro alla batteria da quando ne aveva 4, che intenerisce e accattiva il pubblico con uno standard che lascia il posto ad un assolo tecnico ed emozionante. Dopo Barbara d’Alessio, unica batterista al femminile della serata, tocca a Criz Mozzati, heavy drummer dei Lacuna Coil, band gothic metal italiana che sta riscuotendo un grandissimo successo all’estero; con Cristina, la cantante dei Lacuna, Criz interpreta un brano della band rivisitato dal maestro Rusca, con sontuosi arrangiamenti di fiati. Ancora rock con Diego Galeri, ex-Timoria ora nei Miura, band nata nel 2002 dalla sezione ritmica del gruppo bresciano, di cui ripropone un brano dove la melodia di voce è sostituita dai fiati. Show allo stato puro con Roberto Gualdi e Stefano Bagnoli, alias ‘il diavolo e l’acqua santa’ con tanto di ali, forca, aureola, corna: una sfida a suon di cassa e rullante. La lunga notte prosegue con Massimo Serra e la Treves Blues band, elettrizzante nell’esecuzione blues made in Italy arricchita dalla perfetta performance di Serra ai tamburi. Pubblico entusiasta e tutti in piedi per Tullio de Piscopo, unico, prorompente, travolgente nella sua perfezione musicale unita alla simpatia partenopea. L’atmosfera è calda e il momento è quello giusto per approfondire la parte benefica della serata: sale sul palco Icio de Romedis, testimonial AMREF in Italia e responsabile del progetto idrico sostenuto dal ‘la lunga notte della batteria’, a sensibilizzare in chiave ironica su un problema spinoso come quello dell’acqua per la popolazioni africane. La solidarietà va a braccetto con la musica grazie a Mario Riso, l’artista che sale subito dopo sul palco e che propone alcuni brani del cd il cui ricavato verrà devoluto proprio al progetto idrico del Kajiado. Con lui 4 vocalist eterogenei e grandiosi insieme: Cristina (Lacuna Coil), GL degli Extrema, Olly degli Shandon e Marco Cocci, cantante dei Malfunk (già attore in Ovosodo e Ultimo bacio, nonché vj di Mtv). E’ il turno della Drummeria, prima e unica band composta da solo(!) cinque batterie: Paolo Pellegatti, Walter Calloni, Ellade Bandini, Christian Meyer, Maxx Furian. Ironici, divertenti, irresistibili. Tanto da attirare sul palco l’haeadliner della serata, Horacio el Negro Hernadez, che si mette a scherzare con Furian su nuovi modi per suonare la batteria e sfida la drummeria dal suo set. Hernandez, completamente calato nel clima festoso della serata, si improvvisa anche presentatore, e introduce così la parentesi imprevista (avrebbero dovuto esibirsi molto prima, ma c’è stato un problema di volo) Sergio Fanton e Vincenzo Zitello: ‘sul palco, insieme, gli strumenti più belli del mondo, la batteria e l’arpa’. Poi rimette le vesti da musicista e, insieme agli Italuba, il due volte vincitore del Grammy Award rapisce gli spettatori con la sua inarrivabile tecnica e versatilità, che culmina nella appassionata rivisitazione di Guantanamera.
Articolo del
20/04/2005 -
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