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La recente ristampa della discografia dei Replacements da parte della Restless Records, mi da l'occasione ghiottissima di poter parlare di una delle migliori formazioni stelle e strisce degli ultimi vent'anni. Figli della scena punk di Minneapolis, i nostri eroi si uniscono nel 1979 quando con il nome The Impediments vedono tra le loro fila, Paul Westerberg, i fratelli Bob e Tommy Stinson (chitarra e basso) ed il drummer Chris Mars. Di lì a poco il nome viene cambiato perchè banditi da un club locale per aver provocato disordini, e se il sound dei primi tempi è riconducibile ai concittadini Husker Du, i Replacements rispetto a quest'ultimi appaiono sicuramente più selvaggi e corrosivi, così da divenire in breve tempo l'attrazione dello stato grazie ai loro gig alcolici e distruttivi. Certamente privi della sensibilità di band come Sonic Youth e Minutemen, di marcate coordinate sonore a là R.E.M. o di coinvolgimenti politico-sociali nei quali hanno vissuto ad esempio U2 e Midnight Oil, i Replacements hanno invece costruito il nutrito seguito con la loro attitudine da perdenti, il loro entusiasmo e la musica suonata ad alto volume. Una reputazione da grandissima band, riscontrata anche da parte dei critici musicali, che sempre gli hanno tributato onori e meriti, proprio in virtù di quel sound grezzo e diretto (con in mente il rock'n'roll degli albori) controbilanciato da splendide ballads. Variazioni e svisate verso un power pop che negli anni '90 sono state riprese da moltissime alternative band americane (vedi Buffalo Tom, The Posies...) a conferma dell'assoluta validità dei quattro ragazzi di Minneapolis. Sorretti dal songwriting di Paul Westerberg, i Replacements in breve tempo vengono messi sotto contratto con la locale etichetta Twin/Tone che dà alle stampe "Sorry Ma, Forgot to Take Out the Trash" (siamo nel 1981) orientato verso l'hardcore che non desta però l'attenzione del pubblico, così l'anno dopo arriva l'ep "Stink" considerato da molti il vero debutto. Ma si deve attendere ancora un anno per far si che i Replacements possano cogliere i primi frutti, questo avviene grazie a "Hootenanny" che genera un primo nutrito seguito di fan della formazione americana. Proprio da questo momento si avvertono nelle composizioni elementi musicali diversi, come il folk, il pop, stille country e tanto vecchio rock'n'roll. Se "Hootenanny" rappresenta il punto di svolta, il seguente "Let It Be" è invece il capolavoro riconosciuto, dove per la prima volta Paul Westerberg viene largamente considerato un vero autore, capace di splendide pop song come "I Will Dare" e "Answering Machine". Tutte queste voci levatesi in favore dei Replacements, convincono la Sire Records a metterli sotto la propria egida nel 1985, che nello stesso anno da alle stampe "Tim" che riceve eguali recensioni positive come "Let It Be". Combattuti tra il diventare una band mainstream e mantenere il proprio status underground, i Replacements non hanno mai forse per questo, espresso tutto il loro incredibile potenziale. Nei loro concerti mantennero la fama che avevano agli inizi, ubriachi e con atteggiamenti fuori di testa, molto spesso incapaci di terminare i loro pezzi e soprattutto di terminarli sulle proprie gambe! Dopo il tour di supporto a "Tim", Bob Stinson viene allontanato dalla band per la sua dipendenza cronica da alcool e droga, ed il resto del gruppo comincia a registrare nuovo materiale a Memphis con il produttore dei Big Star Jim Dickinson. Il risultato di tale connubio è "Pleased To Meet Me" un altro disco accolto in maniera eccellente dalla critica (1987) e certamente più lineare dei precedenti che non aggiunge però nuovi adepti alla causa Replacements. Slim Dunlap arriva a prendere il posto vacante come chitarrista divenendone membro a tempo pieno, anche quando nel 1989 ritornano con "Don't Tell a Soul" l'ultimo materiale per l'audience mainstream. I Replacements appaiono finalmente "ripuliti", ammettendo che gli abusi alcolici e di droga sono ormai alle spalle, anche MTV (che fino ad allora li aveva banditi) comincia a passare i loro video, come il singolo "I'll Be You" che diventa numero uno tra i pezzi rock e sale al 51 nella pop chart. Cambierà poco perchè l'album non diverrà un best seller e Paul Westerbeg comincia a pensare ad un album solista, idea che gli viene negata dalla Sire. La conseguenza fu tangibile però con il successivo "All Shook Down" uscito a nome Replacements ma che in verità si può considerare un disco solista del frontman (in gran parte acustico) aiutato da un manipolo di session musician. E' il punto di rottura... Chris Mars lascia alla fine del 1990 per intraprendere due anni dopo una carriera solista, e viene sostituito da Steve Foley per il tour di supporto a "All Shook Down". Ma nè il disco nè tantomeno il tour hanno successo così lo split ufficiale avviene nell'Estate del 1991. Paul Westerberg è ormai un artista di culto affermato con molti lavori alle spalle (debutta nel 1993 con "14 Songs") Tommy Stinson formerà dapprima i Bash & Pop e poi i Perfect prima di finire nei nuovi Guns N'Roses di Axl Rose. Dunlap realizza un solo album nel 1993 mentre il povero Bob Stinson verrà ritrovato morto il 15 Febbraio del 1995 a causa di un'overdose. Ma anche in questo caso... la storia era già stata scritta.
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
12/09/2005 -
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