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(segue dalla 1a parte) Sempre il 1981 e sempre Los Angeles come riferimenti per la nascita della Bangles, ricordate nel vecchio continente soprattutto per i successi pop da alta classifica che per il reale valore della formazione all female, da riscoprire nei primi lavori delle sorelle Vicki e Debbi Peterson. "All Over The Place" è l'esordio targato 1984 per la IRS, una compilazione di guitar rock song firmate per la maggior parte da Vicki Peterson con l'aggiunta di due cover di formazioni minori. Il secondo capitolo viene supportato da Prince che in quel periodo si fa chiamare Christopher, "Different Light" (1986) è una sequenza di hit che ancora oggi resistono nella memoria collettiva, da "Manic Monday" a "Walk Like an Egyptian", da "If She Knew What She Wants" alla cover dei Big Star firmata Alex Chilton ovverosia "September Gurls". Seppur al suo interno c'è un numero uno come "Eternal Flame", il terzo "Everything" (1988) mette già la parola fine alle Bangles, Susanna Hoffs è causa si dice delle tensioni tra le sorelle Peterson, la band si ferma mentre tra dischi solisti, brevi partecipazioni con le Go-Go's e dischi insieme ai Continental Drifters, ritorneremo a sentir parlare della Bangles recentemente con Doll Revolution. Formatisi in California qualche anno dopo la nascita della scena (1984) i Thin White Rope sono stati autori di una proposta unica, un desert rock oscuro e surreale dipinto in maniera ottima da album rimasti tutti sopra la media rispetto alle produzioni dell'epoca. Guidati dal cantante/chitarrista Guy Kyser, i TWR esordiscono nel 1985 con "Exploring The Axis", votato alla psichedelia che in quel periodo giova del suffisso "neo" per distinguerla dal glorioso passato. Il successivo "Moonhead" (1987) si caratterizza per le liriche disperate e provocatorie di Kyser mentre "In the Spanish Cave" (1988 con l'arrivo di un nuovo bassista) risulta più obliquo ed ironico dei predecessori. I Thin White Rope ricevono più successo in Europa che in patria, divenendo tra l'altro, la prima band indipendente americana ad andare in tour nell'Unione Sovietica. "Sack Full of Silver" (1990) è il lavoro meglio riuscito della band, visioni personali di Kyser descritte durante il tour russo, ed un differente approccio sonico musicale ne fanno un album da avere per i completisti della musica indie stelle e strisce. "The Ruby Sea" dell'anno seguente è il canto del cigno, Kyser intraprenderà studi botanici mentre alcune raccolte aumenteranno il volume discografico di una band davvero unica. Minore importanza ma storicamente da non sottovalutare i Game Theory da Sacramento, che ebbero la loro massima fortuna agli inizi del Paisley Underground supportando dal vivo Dream Syndicate e Tin White Rope. Dopo un esordio fatto in casa in sole 500 copie e due Ep prodotti da Quercio dei Three O'Clock, i Game Theory rilasciano "Real Nighttime" (1985) ma tensioni interne splittano la band che si riforma rinnovata con "Big Shot Chronicles" agli inizi del 1986, che risulta essere un discreto album di neo-psichedelia molto muscolare a tratti e debitorio ai Big Star. Lo status di band oscura viene accettato ormai dai membri che dicono basta dopo il successivo doppio "Lolita Nation" del 1987 e "Two Steps From the Middle Ages" (1988). Dopo aver avuto nella prima incarnazione anche Steve Wynn tra le fila, i The Long Ryders hanno avuto fin dagli inizi il vate da seguire nello sfortunato grandissimo Gram Parsons. Il quartetto losangelino debutta nel 1983 con l'Ep "10-5-60", un attitudine punk mista al garage dei 60's con alle spalle il country radice indelebile per i nostri. "Native Sons" è il debutto del 1984, le influenze possono essere ritrovate nell'asse Byrds/Clash/Flying Burrito Brothers' (il produttore è lo stesso di quest'ultimi). Una band pioniera per quello che sarà il movimento dell'alternative country dei primi anni '90. La band però si scioglie nel 1987 dopo due album meritori ma non fondamentali, Steve McCarthy formerà i Gutterball con Steve Wynn, mentre Sid Griffin lavorerà come critico musicale. Da Sacramento anche i True West, che da subito si mettono in luce con l'Ep omonimo (1983) prodotto anche da Steve Wynn. Prima "Hollywood Holiday" che racchiude anche quell'Ep, poi il vero debutto "The Drifters" (1984) non fermano l'abbandono di Josef Becker che entra nei Thin White Rope mentre di lì a poco sarà la volta anche di Russ Tolman, sostituito dalla coppia Matt Piuccu (Rain Parade) e Chuck Prophet (Green On Red) per l'album "Hand Of Fate" (1986). I True West però si sciolgono in breve tempo non avendo riscosso un decoroso successo. Da ricordare poi anche il progetto a nome Rainy Day che dà alle stampe l'album omonimo del 1984, una sorta di supergruppo al quale prendono parte Susanna Hoffs e Vicki Peterson (Bangles), Matt Piucci, Kendra Smith e Steven Roback e tanti altri. Il Paisley Underground può considerarsi racchiuso e descritto con queste formazioni, non dimenticando la paternità del Jangle Pop che a sua volta riprendeva la psichedelia (Moby Grape, Love e Jefferson Airplane su tutti), il power pop (Big Star e Badfinger), il country folk (Byrds, Gram Parsons e Neil Young) e schegge proto punk riconducibili ai soliti enormi Velvet Underground. Da far girare la testa!
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
19/09/2005 -
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