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Vive da sempre nella zona desertica della California. E’ stato lì che Brant Bjork - insieme a Josh Homme e a Nick Olivieri - ha formato i Kyuss per poi separarsi da loro e iniziare una lunga carriera solista che lo ha portato a pubblicare dischi rari ma preziosi, tutti volutamente ai margini dello “show biz” e indirizzati al recupero di quella impostazione magica, libertaria e bluesata che aveva caratterizzato il buon rock americano dei primi anni settanta. Lo abbiamo intervistato a pochi mesi di distanza dalla pubblicazione del suo nuovo doppio album per la Duna Records, l’ etichetta di cui è co-proprietario, una garanzia di qualità e insieme di musica vera.
Gc : Fin dal primo ascolto si nota subito che c’è molta differenza fra “Local Angel”, il tuo album solo, e il recente “Saved By Magic” che hai inciso insiema ai tuoi Brothers Of Rock (Cortez, chitarra elettrica, Dylan Roche, basso e Mike Peffer, batteria). Là dove c’erano ballate acustiche, ora troviamo puro rock and roll infarcito di blues elettrico…
Brant : “ Non faccio mai le stesse cose. Mi piace muovermi in direzione diverse, fare album da solo oppure insieme ad un gruppo, come in questa occasione. Non ho mai un piano ben preciso in mente quando si tratta di fare musica, ne ho tanti, e spesso si sovrappongono fra di loro.”
Gc : Il brano che apre il nuovo disco è intitolato “Magic vs Technology”, quasi come se volessi stabilire una nuova priorità riguardo a quello che ci circonda nella vita…
Brant : “Credo ancora in una Magia interna a tutte le cose. Sai, la Tecnologia è utile a volte, ma ha il difetto di non possedere un’anima. E’ distaccata, è fredda, non mette in conto la fragilità umana.”
Gc : E come si traduce tutto questo se ci mettiamo a parlare di musica?
Brant : “ Penso che ci sia della vera Magia in una qualsiasi produzione musicale che sia organica, onesta e sincera. Si capisce subito quando un album è stato registrato sulla spinta di questo influsso magico, positivo. Ma esistono altri momenti magici - non soltanto nella musica - anche nella storia personale di ognuno di noi. Per esempio, c’é della magia anche quando vengo a Roma e vado in trattoria a mangiarmi un buon piatto di pasta al sugo !!!”
Gc : “ Hai cominciato nei Kyuss, come batterista. Poi che cosa è successo?
Brant : “Ho iniziato a comporre brani con la chitarra e mi sono dedicato principalmente a questo strumento. Ho scoperto che era l’unico modo in cui esprimevo me stesso per davvero. Così torno a suonare la batteria solo qualche volta, in sala di incisione, ma poi dal vivo suono la chitarra elettrica e canto i miei brani, non posso proprio farne a meno.”
Gc : Un brano semplice e cadenzato, un rock and roll condito di blues, intitolato “ Inside You” può rappresentare forse l’orientamento musicale di tutto il disco nuovo. Sei d’accordo?
Brant : “ E’ stato un disco registrato all’insegna di un divertimento allo stato puro e “Saved By Magic” vuole comunicare la gioia che nasce dalle emozioni semplici. Così anche quando parla di amore e di sesso, come appunto per le liriche di “Inside You”, bisogna inserirlo all’interno di questa prospettiva, fare l’amore, farlo spesso e bene, è una buona medicina!”
Gc : La copertina del disco ha una veste grafica tipicamente anni settanta e mette insieme simboli di varia natura, un serpente nero che si rotola intorno ad un teschio, piante fiorite con petali rossi…
Brant : “ Il disegno non l’ho pensato io, ma mi piace molto. In un certo senso rappresenta la Vita, il difficile equilibrio e insieme l’eterna lotta fra il Bene e il Male.”
Gc : Sul nuovo album hai inserito una “cover” di “Sunshine Of Your Love” dei Cream, su “Local Angel” invece c’era una tua versione di “Hey Joe” di Jimi Hendrix. Quanto sono stati importanti per te gli anni settanta? E in che modo influenzano ancora la tua musica?
Brant : “ Mi hanno influenzato molto, è vero! Le mie radici affondano in quel periodo, e io l’ho assorbito tutto, per intero. Adoro la cultura, l’arte e la musica che si sono sviluppate in quella fase storica. Però credo che la mia rilettura dello spirito di quegli anni sia più fresca, più moderna.”
Gc: Il tuo modo di suonare la chitarra ricorda molto - in certi passaggi e negli assoli - quello di Jimi Hendrix. Chi è stato per te? E come lo consideri ancora oggi?
Brant : “ Jimi Hendrix era unico e solo. Il suo modo di suonare la chitarra ha inflenzato non solo me, ma una intera generazione di musicisti. Che cosa è lui per me? E’ un Guru, un Dio, fai tu!”
Gc : In che modo il fatto di essere nato e cresciuto nel deserto ha determinato la tua musica?
Brant : “Vivo a Joshua Tree e sono nato a venti miglia da qui. Il Deserto fa parte di me, non ci sono dubbi, é il mio ambiente naturale. Certo che influenza la mia musica, questo avviene sia quando scrivo ballate acustiche che quando compongo pezzi più elettrici. Vedi, il deserto è uno spazio aperto e quindi ti apre la mente, diventi più creativo, forse in modo addirittura eccessivo. Infatti siamo tutti un po’ pazzi da queste parti…”
Gc : Saresti capace di muoverti da qui per andare a vivere in città, un giorno?
Brant: “ Non lo so, credo di sì. Ma dipende da quale città. Solo alcune mi piacciono per davvero. Penso a Barcellona, per esempio.. Il mare, la spiaggia, la gente sveglia fino a tardi!”
Gc : “ Hai cominciato con i Kyuss, ma te ne sei andato quasi subito da quella che è poi diventata una “cult band”. Che cosa è successo con loro?
Brant : “ Ho suonato solo sul primo album dei Kyuss. Ma non ho mai suonato dal vivo, né sono mai stato in tour con loro. Me ne sono andato presto, è vero, ma è stato quando ho scoperto che quella Magia che ci teneva insieme si stava esaurendo. “
Gc : “ Hai collaborato con Josh Homme anche durante il periodo delle “Desert Sessions”, non è vero? Come è stata quella esperienza?
Brant : “ Ho partecipato solo alle prime fasi delle “Desert Sessions”. All’inizio era una cosa molto libera e molto sincera. Ci trovavamo insieme per delle vere e proprie “jam sessions” basate totalmente sull’improvvisazione. Poi però si sono aggiunti altri “special guest” alla ricerca forzata di nuove vibrazioni, insomma è diventata un’altra cosa.”
Gc : Ho l’impressione che tu sia insofferente verso qualsiasi “standard”, che scappi via non appena una situazione cominci a prendere delle forme fisse e definitive…
Brant : “ Beh, forse è proprio così. Vedi, il fatto è che mi piace troppo sentirmi libero. Non voglio altro nella vita. Non mi interessano molto né il successo né la ricchezza. Vorrei soltanto continuare ad esprimere me stesso, meglio che posso.”
Gc : Come consideri il lavoro degli ex-Kyuss confluiti nei Queens Of The Stone Age e la loro collaborazione con Mark Lanegan, ex-Screaming Trees?
Brant: “Mi piace molto quello che fa Mark Lanegan, come solista, mi sento vicino anche ai Queens Of The Stone Age, siamo amici, sebbene sono un po’ critico nei confronti delle ultime cose. Credo che il loro album di esordio sia stato il migliore.”
Gc : “ Hai un maggiore seguito negli U.S.A. oppure qui da noi in Europa?
Brant : “ I miei dischi vendono di più in Europa che negli Stati Uniti, ma non mi sorprendo più di tanto, me lo aspettavo. E’ la conseguenza di una scelta indirizzata verso il mercato “indie” e di un approccio musicale volutamente “low-fi”. Va bene così.”
Gc : “ Come procede il lavoro della Duna Records? E’ vero che ne sei diventato il proprietario?
Brant : “ No, sono parte di un gruppo di amici che la gestiscono. Non sono l’unico. Comunque le cose vanno piuttosto bene. Ora abbiamo in programma una grande sorpresa, stiamo per pubblicare il nuovo album di un artista importante. Ma non posso svelarti il nome. E’ top-secret!”
Gc : Dal vivo i B.B.B. (Brant Bjork & Bros) sono fortissimi. Non pensi che sia arrivato il momento di registrare un album live?
Brant : “ Sì, sono d’accordo con te! Grazie, ma voglio darmi ancora altro tempo. Forse fra un paio di anni pubblicheremo anche un disco dei B.B. B. dal vivo.”
Gc : “Tornerete a suonare in Italia?
Brant : Sì, certo! Ma non prima della Primavera dell’anno prossimo, nel 2006”
Articolo del
04/10/2005 -
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