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Per una notte è tornato a colpire lo “street rock” californiano di fine anni ottanta, quando l’asprezza dell’ “heavy metal” si mescolava ad un recupero di modalità ed atteggiamenti tipicamente “glam”. Tutto questo grazie agli L.A. Guns di Phil Lewis, ex “front man” degli inglesi Girl, e “vocalist” della formazione originaria, quella che aveva come chitarrista Tracii Guns tanto per intenderci, da una costola della quale erano poi nati i mitici Guns N’ Roses. Preceduti da un suono lacerante di sirene, che avvertono della pericolosità dell’evento, gli L.A. Guns salgono sul palco a mezzanotte e ci regalano quasi novanta minuti di selvaggio rock and roll. Lewis appare in splendida forma, é asciutto e tirato come mai, accanto a lui furoreggiano Stacey Blades, alla chitarra elettrica, Adam Hamilton, al basso, e Steve Riley, alla batteria. Si comincia con una splendida esecuzione di “No Mercy”, lancinante e spietata, subito dopo arrivano “Sex Action” e “Never Enough”, due brani che sintetizzano la quantità e la tipologia di quegli appetiti che tengono ancora in vita la band, fino ad arrivare alla struggente “Electric Neon Sunset”, una ballata elettrica di buona levatura, tratta da “Tales From The Strips”, il nuovo album. La chitarra di Stacey Blades diventa protagonista assoluta su “Hollywood Burning”, un pezzo serrato, potente e carico di energia ribelle. Phil Lewis si rivolge al pubblico - non molto numeroso in verità - ringrazia per l’ospitalità offertagli qui in Italia, per il buon vino e le belle ragazze, poi avverte che questo concerto sarà dedicato maggiormente ai brani nuovi, fra questi “Shame” la prima canzone in assoluto di quelle scritte per l’album, eseguita in un diluvio di chitarre distorte, miagolanti e ferite. Lewis rivela che sono in molti a chiedergli come faccia a mantenersi ancora giovane, lui ci ride sopra mefistofelico, perché?!? Volete saperlo anche voi il perché? Perché io sono… ed esegue una scatenata “Vampire”, sempre tratta da “Tales From The Strips”, con quelle sferzate sporche e vibranti di chitarre elettriche. “Questo non è rap, non è scratch, non è techno…” grida ancora Lewis “questa è musica vera, questo è rock and roll!” E giù con “Wheels Of Fire” , seguita da una drammatica, epica, versione di “One More Reason To Die”. E’ il momento della melodia elettrica di “Electric Gypsy “ e poi arriva una canzone che è già storia, “The Ballad Of Jane”, uno dei brani più belli scritti dal gruppo, il primo che è arrivato qui da noi in Italia, dopo la pubblicazione di “Cocked And Loaded” il disco degli L. A. Guns del 1989. Il concerto si chiude con il ritmo scatenato e l’elettricità folle di “Rip N’ Tear” un rock and roll di buona fattura. Acclamati a gran voce, Lewis e soci tornano sul palco giusto il tempo per eseguire una versione al vetriolo di “Don’t Look At Me That Way” e poi salutare definitivamente. Si torna a casa con qualche disturbo uditivo, ma con tanta energia in corpo. E’ questo il potere del rock and roll, questo il suo compito e gli L. A. Guns fortunatamente ci hanno dimostrato di crederci ancora!
Articolo del
03/10/2005 -
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