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Bastano dieci live di fuoco per convincere i talent scout della Stiff Records a mettere sotto contratto i Dirty Looks, uno dei gruppi di power pop più sconosciuti della storia. Siamo nel 1978 quando Patrick Barnes, Peter Parker e Marco Sin partono alla volta del vecchio continente, destinazione Inghilterra e nell’agosto del 1979 registrano "Aside from CBGB" primo episodio di una brevissima storia musicale che si concluderà gradualmente nei primi mesi del 1984.
Il trio dei Dirty Looks, da Staten Island (New York), è una vera scheggia del passato che mi ritorna tra le mani nella forma di una musicassetta Maxwell che ho gelosamente conservato tra le cose da sentire spesso, alla luce di quello che sta succedendo negli ultimi mesi con l’esplosione della New Wave Generation i cui capofila (Bloc Party, Kaiser Chiefs, e co.) riecheggiano proprio alcuni gruppi antesignani che alla fine degli anni settanta hanno scritto le tavole sacre del punk e del pop moderno. Gli episodi felici del gruppo si limitano a qualche uscita su vinile e a un lp (Seez 22) che raccoglie una miscela di rock’n’roll di prima qualità a metà strada tra la facilità compositiva dei gruppi di matrice americana e lo spessore punk delle band inglesi dell’epoca. Un giusto mix musicale di quel fermento che, in quel periodo, stava dando i suoi migliori frutti con i Jam, i Clash, gli Smiths e chi più ne ha più ne metta. I Dirty Looks hanno conosciuto la loro massima notorietà durante il Son on Stiff Tour del 1980, quando registrano alcuni sold out e vendono 100,000 copie dei loro album. C’è anche una hit.single, Let Go, che corre come un treno a vapore e accompagna i Dirty Looks in classifica nei primi cinquanta singoli più venduti in Inghilterra. L’epilogo si ha l’anno successivo. Si interessa al gruppo la Epic che mette le mani non solo sul futuro discografico dei Dirty Looks, ma (attraverso alcuni Label Manager molto invadenti) ne vuole plasmare il suono e le composizioni. Dopo vari cambi di produzione, il presidente della Epic decide di affiancare al gruppo in studio Robert Bechirian, uno dei primi produttori di Elvis Costello.
L’intervento di Bechirian sugli arrangiamenti dei pezzi già registrati è così pesante che il trio decide di non riconoscersi affatto nel lavoro svolto e concede l’uscita di “Turn It Up”, secondo album dei Dirty Looks, solo per il mercato britannico.
La battuta d’arresto è fatale per l’evoluzione successiva del gruppo che continua a girare in tour proponendo il repertorio del passato e mettendo in cantiere un demo che viene autofinanziato dal gruppo stesso. Nel 1982, dopo la rottura con la Epic, i Dirty Looks si rimettono nelle mani del primo produttore, Andy Cavaliere, ma la realtà è più dura della immaginazione e dell’illusione: finiscono velocemente i soldi delle vendite del primo album e i tre si trovano a dover cercare un lavoro per mantenersi e per suonare. Il colpo finale per i Dirty Looks arriva nel 1984 quando Andy Cavaliere muore di attacco cardiaco provocando anche la disgregazione del gruppo. Uno di quei casi in cui il manager fa il gruppo. Finisce così l’avventura di un gruppo anonimo ed anomalo che non ha fatto la storia né del rock né del pop ma che rimane sparso nelle discografie di qualche enciclopedico solitario del periodo che assomiglia molto a questo nostro recente, fatto di nascite repentine di formazioni interessanti e di repentine scomparse di giovani gruppi. Adesso rimangono, come durante i titoli di coda dei film più belli, le note colorite di “che fine hanno fatto i tre sconosciuti”. Patrick (il cantante) ha preso una laurea in Scienze Informatiche e vive nel New Jersey, Marco (il bassista) è rimasto nel mondo della musica lavorando con i Waterboys e i Lone Cowboys ma nel 1995 ha accusato problemi di cuore per abuso di farmaci. Peter (il batterista) vive in Florida e suona in una cover band, i Distractions. Ogni tanto c’è ancora qualche fan dei Dirty Looks che lo contatta chiedendogli di rimettere insieme il gruppo anche per una simbolica reunion. Sfortunatamente la risposta è sempre la stessa..”No, grazie”
Articolo del
25/12/2005 -
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