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Il 1° dicembre 1976 i Sex Pistols apparvero al programma “Today” presso gli studi londinesi di Thames Television per essere intervistati da Bill Grundy, un presentatore della “vecchia guardia”, uno che a volte dava l’impressione di avere bevuto un bicchierino di troppo. All’epoca il primo singolo dei Pistols – “Anarchy In The UK” – era appena stato pubblicato e il punk era solo un culto londinese underground dai toni anti-hippie, praticato da una ristretta cerchia di adepti in età adolescenziale. Ma dopo l’apparizione dei Sex Pistols a “Today”, nulla fu più come prima. Ecco la fedele trascrizione di ciò che accadde quella sera tra i Sex Pistols e Bill Grundy. I membri originali dei Pistols sono seduti – da sinistra a destra, Johnny Rotten, Paul Cook, Steve Jones e Glen Matlock. Bill Grundy siede alla loro sinistra. In piedi dietro ai Pistols un gruppetto di loro amici autodefinitosi “Bromley Contingent”: tra di loro, Siouxsie Sioux e Steve Severin (che di lì a poco formeranno Siouxsie & The Banshees), Simon Barker e una certa 'Simone'.
Grundy introduce la band al pubblico a casa. GRUNDY (alla telecamera) Sono punk rockers. E’ la nuova moda, mi dicono. I loro eroi? No, non sono quei puliti e carini Rolling Stones... vedete, sono ubriachi come e quanto me…no, gli Stones sono puliti, al paragone. Sono un gruppo chiamato Sex Pistols, e io sono circondato da tutti loro... JONES (leggendo dal gobbo) Azione! GRUNDY Allora vediamo i Sex Pistols in azione. Forza ragazzi... [Viene mostrato un filmato dei Sex Pistols in concerto; poi si torna in studio.] GRUNDY Mi dicono che questo gruppo abbia ricevuto quarantamila sterline da un’etichetta discografica. Non vi sembra un po’, ehm, in antitesi con la vostra visione della vita anti-materialistica? MATLOCK No, più soldi ci sono meglio è. GRUNDY Davvero? MATLOCK Oh yeah. GRUNDY Be’, approfondiamo allora. JONES Li abbiamo tutti fottutamente spesi, no? GRUNDY Ah sì? MATLOCK Sì, sono andati. GRUNDY Davvero? JONES Ce li siamo bevuti. GRUNDY Davvero? Santo cielo! Ora voglio sapere una cosa... MATLOCK Cosa? GRUNDY Siete seri o mi state solo facendo, state cercando di farmi ridere? MATLOCK No, sono andati. Andati. GRUNDY Davvero? MATLOCK Yeah. GRUNDY No, ma intendo in relazione a quello che fate... MATLOCK Oh yeah. GRUNDY Siete seri? MATLOCK Mmm. GRUNDY Beethoven, Mozart, Bach e Brahms sono tutti morti... ROTTEN Sono tutti nostri eroi, no? GRUNDY Davvero... cosa? Cosa stava dicendo, signore? ROTTEN Sono persone MERAVIGLIOSE. GRUNDY Davvero? ROTTEN Oh sì! Ci eccitano tantissimo. JONES Ma sono morti! GRUNDY Be’, supponete che eccitino altra gente? ROTTEN (a bassa voce) Sono solo ca*** loro. GRUNDY Sono cosa? ROTTEN Niente. Una parolaccia. Prossima domanda. GRUNDY No, no, qual era la parolaccia? ROTTEN Ca***. GRUNDY Era quella? Santo cielo, voi mi spaventate a morte. ROTTEN Oh andiamo Siegfried... GRUNDY (Rivolgendosi a quanti stanno dietro la band) E voi ragazze là dietro che ne dite? MATLOCK Non sembra vostro padre, ‘sto tipo..? GRUNDY Tu sei, ehm... ? MATLOCK O vostro nonno. GRUNDY (A Siouxsie Sioux) Tu sei preoccupata, o ti stai divertendo? SIOUX Mi sto divertendo. GRUNDY Davvero? SIOUX Yeah. GRUNDY Ah, è quello che pensavo. SIOUX Ho sempre desiderato incontrarti. GRUNDY Veramente? SIOUX Yeah. GRUNDY Ci possiamo dare un appuntamento dopo, se vuoi… JONES Sporcaccione. Vecchio zozzone! GRUNDY Be’, continua capo, continua. Vai avanti, hai altri cinque secondi. Dì qualcosa di oltraggioso. JONES Sporco bastardo! GRUNDY Forza, ripetilo. JONES Lurido cogl****! (Risate da parte del gruppo) GRUNDY Che ragazzo coraggioso! JONES Che fottuto cogl****. GRUNDY Be’, è tutto per stasera. (rivolto alla camera) L’altro rocker, Eamonn – e non dico null’altro su di lui – ritornerà domani. Io vi vedrò presto, spero di non vedere voi (alla band) di nuovo. Da me, comunque, buonanotte.
Parte la sigla di chiusura e iniziano a scorrere i crediti. Rotten guarda l’orologio, Jones si mette a ballare, e Grundy mormora tra sè e sè un qualcosa che interpretando il labiale pare essere un 'Oh shit!'.
Il giorno dopo tutti i giornali del Regno riportarono l’incidente in prima pagina con toni indignati e scandalizzati: tra di essi, il celebre titolone del Daily Mirror - 'THE FILTH AND THE FURY!' – che doveva diventare il titolo di un film del regista Julian Temple proprio sui Sex Pistols. Ma, ciò che conta, grazie al furore mediatico che seguì l’intervista tutti vennero a conoscenza di questa musica e di questa sottocultura denominata “punk”, che da allora prese a dilagare, da Londra a tutto il Regno Unito, all’Europa e infine all’America e al Mondo.
Articolo del
10/01/2006 -
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