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Serata all’insegna del “power metal” tedesco della metà degli anni ottanta, un genere musicale che da un po’ di tempo a questa parte sembra voler ripercorrere una nuova stagione. Cominciano gli Axxis, un gruppo storico di heavy metal che da qualche anno è tornato a suonare insieme dopo una lunga pausa. Molti i brani tratti da “Time Machine” l’ album del 2004 , eseguiti insieme a vecchi successi. La ricetta è sempre la stessa : chitarre lancinanti, sostenute da una buona base ritmica e da tutta una serie di figure leggendarie che tornano a vivere su brani come “Wing In The Night” o l’oscura “Dance With The Dead”, gustosa anticipazione del nuovo album, di prossima uscita. Giusto il tempo di cambiare il palco ed eccco che, introdotti dalle note di “ For Those About To Rock” degli AcDc, si presentano sulla scena sorridenti ed ammiccanti, gli attesi Helloween che ci presentano dal vivo “Keeper Of The Seven Keys: The Legacy”, il loro ultimo disco. L’attuale “line-up” delle “zucche di Amburgo” risulta composta da Andi Deris alla voce e da Sascha Gestner alla chitarra solista, più i veterani Michael Weikath, seconda chitarra, e Markus Groskopf, al basso, con l’eplosivo Dani Loeble, ex Rawhead Rexx, alla batteria. Il tour si richiama alla “Legacy”, ad un legame di appartenenza quindi che collega gli Helloween guidati dal non dimenticato Kai Hansen (che poi formò i Gamma Ray) con la formazione attuale, in gran parte diversa. E’ per questo che in apertura di concerto sono tante le citazioni da “ The Keeper Of The Seven Keys - Part I e Part II” , i due dischi a cui si ispira dichiaratamente il nuovo cd. Il pubblico non chiedeva di meglio e si lascia trascinare piacevolmente dalle ondate sussultorie dettate dalle chitarre elettriche di Sascha e di Michael e dalla potenza vocale di Andi Deris, un “front man” dal collo taurino al quale il Creatore ha fatto dono di un’ugola celestiale e potente. Ci mettono pochi minuti gli Helloween a ribadire la loro attuale supremazia all’interno del settore “power metal” e ci regalano un “live act” fatto di sonorità pulite ed accattivanti, di melodie altisonanti e di facile presa , di arrangiamenti curati e di tanti riferimenti mitologici, sia nelle liriche dei brani che nella scenografia preparata per il tour. Brani come “Hell Was Made In Heaven” scritto da Markus, il bassista, e tratto da “Rabbit Don’t Come Easy”, oppure come “Mr. Torture”, inserito invece su “ The Dark Ride” rendono quanto mai evidente l’operazione di recupero del passato che stanno effettuando gli Helloween dopo un lungo periodo di appannamento successivo a “Pink Bubbles Go Ape”. Dopo tutta una serie di lunghi assoli di batteria e di virtuosismi delle chitarre, resi meno noiosi dai divertenti “sketches” messi su dai componenti del gruppo, si arriva ad un finale quanto mai scoppiettante che comporta una oscura versione di “Occasion Avenue” - con la voce di Andi Deris che diventa mefistofelica - l’esecuzione di una ballata epica da brividi come la bellissima “ If You Could Fly”, tratta da “The Dark Ride” e poi ancora l’energetica “We Got The Right” e una lunghissima versione di “Future World” condivisa con un pubblico quanto mai pronto ad invocazioni e grida a squarciagola tanto per non deludere i ripetuti inviti di un Deris quanto mai assatanato e convincente. Il concerto si conclude con “The Invisible Man” , un nuovo brano tratto da “ The Legacy”, ma la gente ha ancora fame e gli Helloween vengono richiamati sul palco per ben due volte! Eseguono una fantastica versione di “Mrs God”, di certo uno dei brani trainanti del nuovo album, e subito dopo fanno altri due passi indietro nel passato con due splendide “live version” di “I Want Out” e di “Dr. Stein” , dei classici ripescati dal repertorio Helloween, imperiosi e furenti anche a tanti anni di distanza.
Articolo del
09/02/2006 -
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