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I componenti della band di Sheffield sono tutti mori che più mori non si può: la cantante Kate, Dorian e Reenie alla chitarra, la bassista Emma e il batterista Screech. L’EP “Appropriation (By any other name)”, che oltre alla canzone omonima raccoglie “Lust in the movies” e “My heart is out of bound”, è un vero gioiello. Se poi si aggiungono i pezzi non ancora usciti ma ascoltabili su vari siti (www.myspace.com/thelongblondes; www.karmaload.com e altri), come “Once and never again”, Christmas is cancelled” e “Giddy stratosphere”, si capisce di essere di fronte a una vera promessa, a un gruppo che fa mangiare la polvere a molti altri… E il nuovo singolo “Separated by Motorways” non fa che confermare il talento dei quattro. Svaniscono i Be Your Own Pet, svaniscono i You say party! We say die! , svaniscono i Die! Die!Die! , tanto per citare arrangiamenti e modi cantare “arrabbiati” che sono cloni gli uni degli altri. Le Long Blondes hanno una marcia in più, con influenze che vanno da Nancy and Lee a Dusty Springfield. Kate è un meraviglioso incrocio tra Blondie e Siouxsie; il sound si aggira in un’affascinante terra di confine tra punk rock e pop, e la voce di Kate, straordinariamente varia, ha la capacità sia di contaminare e “sporcare” l’ascendenza pop, sia di smussare le asperità del punk. In “Appropriation” forse la traccia più catchy e melodica, la voce è ricca e avvolgente ma in altre canzoni trascolora magicamente in tonalità più cupe e dure, alla maniera di Siouxsie, come in “Lust in the movies”. Quest’ultima ha un incipit favoloso, suadente e un climax inarrestabile creato dalla batteria, dal basso cadenzato, dalla successiva e improvvisa rasoiata di chitarra. “My heart is out of bounds” e anche il lavoro più recente, “Separated by Motorways” hanno dei tratti quasi danzerecci, senza accelerazioni o “aggressioni” strumentali; canzoni come queste fanno pensare a qualche pezzo delle Yeah Yeah Yeahs ma con una dimensione più compiuta, regolare, melodica, senza però essere mai scontata. E veniamo ai tracks disponibili all’ascolto in rete: “Once and never again” si sviluppa attraverso le percussioni martellanti di Screech, i ritmi accelerano e la voce si fa sofferta, insistendo su emozionanti tonalità alte. “Christmas is cancelled” è riflessiva e malinconica, modulata su un ritmo docile e regolare, sul quale svettano le strofe di Kate in maniera nitida ed efficace. Infine, una delle canzoni più belle: “Giggy stratosfere” dove la voce vellutata e sottile subito si trasforma in un richiamo sensuale, e sia il contrappunto che la fusione con gli strumenti raggiungono i massimi livelli. The Long Blondes stanno attualmente prendendo parte al NME Music Tour 2006 con Boy Kill Boy, iForward Russia! e Automatic. Speriamo di avere presto il privilegio di ammirare la band in Italia.
Articolo del
03/04/2006 -
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