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In una Londra assolutamente primaverile, il trio dell’East Sussex che ha venduto più di cinque milioni di copie con l’album di debutto “Hopes and Fears” presenta il nuovo album in un evento del tutto esclusivo, riservato ai fans più intimi. Tom Chaplin e compagni hanno davanti a loro una missione difficile, ma non impossibile: sopravvivere nella giungla della musica pop dopo tre anni di tour e successi con un nuovo album, “Under The Iron Sea”, che li vede un po’ più maturi e un po’ più sicuri di sé. Lasciato alle spalle il pesantissimo spettro del successo del primo album, i Keane sembrano lanciarsi sul palco con la convinzione che faranno centro anche questa volta: anche se i toni sono più energici e i testi vagamente più cupi, la formula è la stessa: niente chitarre, squadra che vince non si cambia. La prima cosa che colpisce è, come sempre, la voce del signor Chaplin. Forse non ha ancora la presenza di una star sul palco (e forse va bene a tutti così, anche se si nota lo sforzo di cambiare quell’immagine oramai diffusa di bravi ragazzi diligenti) ma quando canta anche il più scettico deve zittirsi: “Leaving So Soon”, il pezzo migliore del nuovo album, esalta la sua elasticità vocale ed infiamma un pubblico piacevolmente stupito, abituato a suoni decisamente più soft. Anche se inevitabilmente grandi successi come “Somewhere Only We Know” e “Everybody’s Changing”, accolti da un’autentica ovazione, sembrano ancora insuperabili, questo concerto di presentazione fa crescere l’attesa per l’uscita dell’album, prevista per il 12 giugno. Le atmosfere sono decisamente buone: da quelle più dolci e malinconiche di “Atlantic”, che vede cantare anche Richard Hughes (batterista) e Tim Rice-Oxley (tastierista), a quelle più vive e trascinanti di “Is It Any Wonder” (il primo singolo dell’album, dove, attenzione a non ingannarsi, nell’intro non ci sono chitarre elettriche, solo un’arpa distorta), a quelle più cupe e misteriose di brani come “A Bad Dream”. Il front man definisce la canzone “la sua preferita dell’album”: indubbiamente quella in cui c’e da scoprire di più, quella che devi ascoltare di notte mentre percorri un’autostrada deserta. Alternando sapientemente i vecchi successi alle nuove canzoni, tanto per non tenere il pubblico eccessivamente inattivo, il trio inglese dà nettamente l’impressione di essere pronto alla nuova sfida: si sa, ora viene il difficile. Proseguire sulle orme tracciate fino ad ora, evitare di accontentarsi di quanto già ottenuto, mantenere la lucidità per un altro estenuante tour già in programma a partire dai prossimi giorni e che li vedrà in Italia il 18 maggio a Milano, Rolling Stone... Le premesse sono davvero niente male: “Try Again” e “Hamburg Song”, due brani del nuovo lavoro che la band aveva fatto conoscere al suo pubblico durante l’ultimo anno di tour, sembrano già assestati nel cuore dei fans, i quali appaiono tutt’altro che delusi dall’attesissimo nuovo lavoro. Ed anche se continuano a scattare lacrime sui visi più giovani ed emotivi quando la tastiera di Tim attacca le prime note di “Bedshaped”, l’autentica perla del vecchio album, l’impressione è che questi tre ragazzi del sud dell’Inghilterra davvero ce la possano fare di nuovo a scalare le classifiche di tutto il mondo. Ce lo auguriamo, naturalmente: per quel che ci riguarda dopo questa notte con loro, promossi a pieni voti.
Articolo del
08/05/2006 -
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