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Chi è Jont? Musicista, compositore e cantautore inglese, Jont ha alle spalle numerose performance nei più rinomati locali londinesi, anche se deve il suo primo successo proprio all’Italia. Due tour consecutivi, nel 2002 e nel 2003, ed un album, “28” pubblicato in Italia per la Cyc/Audioglobe, lo hanno consacrato come incantatore di platee e, rientrato in patria, ha continuato a non deludere il suo pubblico. Dopo “One Long Song EP”, mini album uscito nel 2005, Jont è alle prese con il suo nuovo lavoro in studio...
L'intervista (Londra, 6 maggio 2006).
Lo senti canticchiare sulla panchina di un parco, in una zona poco frequentata di Londra, noncurante della pioggia, e ti chiedi se è vero o se è uscito da una qualche soprannaturale realtà dove regnano la musica e la poesia. Eh sì, perché Jont non è solo un cantautore che vive con la sua chitarra come uno scrittore vivrebbe con la sua penna preferita. Jont è anche un poeta, della musica e della vita. Nella sua ingenua e adorante visione della musica, si stupisce se gli chiediamo perché vive in questo mondo. Jont: “Per passione, naturalmente. Perché amo la musica. Potrebbe esserci un motivo diverso?Quale altra ragione potrebbe avere qualcuno di suonare se non per passione?” Con un sorriso gli facciamo notare che non è sempre così; vorremmo dirgli che anzi, quante ne vediamo di band che si consumano dietro ad interessi commerciali e quant’altro! Ma ci sembra di fare una piccola crepa in quel suo meraviglioso mondo, allora preferiamo tacere e parlare solo di quello che lui ama in modo così genuino: la musica. Dopo il primo album “28”, attualmente sold out in Italia, Jont si prepara ad incidere un nuovo album mentre sta concludendo un mini tour in Inghilterra.
F: “Jont, come definiresti la tua musica?” Jont: “Mmm…fammi trovare una definizione che non scontenti nessuno…direi: Alternative pop rock! Così la gente si confonde sul significato e non dice nulla” F:”Le tue performance live sono davvero eccezionali. Quando il primo concerto?” Jont: “Non troppo presto direi, avevo ventidue anni. Da sempre suono perché mi piace suonare, e in particolare mi piace scrivere. Trovo molto più naturale suonare dal vivo, il suono non rende così bene in uno studio di registrazione. Mi piace trasmettere energia” F: “Questa dimensione live può rischiare di imprigionarti?” Jont: “ No, assolutamente no. Sento naturale suonare dal vivo, trasmetto molto di più, è il mio mondo. Ma non rischia di imprigionarmi, anzi.” F: “Parli di trasmettere qualcosa, ed in effetti alcuni testi sono molto interessanti….hai molto da dire dentro?” Jont: “Sì, molto da dire. Ma le mie canzoni non riguardano il mio ego: comincio a suonare, in una stanza, non so di che cosa la canzone stia parlando o parlerà. Ho in testa solo la prima riga e poi chissà cosa succede.” F: “E’ cambiato nel tempo il tuo modo di fare musica?” Jont: “E’ naturale, credo, che ci sia un’evoluzione. Posso dire che si evolve il mio modo di fare musica, ma non il mio approccio ad essa”. F: “Ora sei accompagnato da un’ottima band. Prima suonavi da solo?” Jont: “All’inizio con delle bands. Persino con una band che faceva musica jazz, era il 1996. Poi ho suonato da solo per quattro o cinque anni, e sono tornato ora a suonare in gruppo, con degli ottimi ragazzi”. F: “Meglio suonare in gruppo?” Jont: “Decisamente sì, le mie canzoni sono scritte per lo più per essere suonate con la band” F: “A proposito delle tue canzoni…ce n’è una in particolare che ha un testo davvero singolare, "House Of Dreaming". Parla di una fuga da un certo mondo per inseguire un’ispirazione. E’ una metafora?” Ride di gusto. Jont: “no no, è proprio letterale. Parla di un gruppo di addetti alle pulizie di un cinema che sentono una canzone mentre stanno svolgendo il loro lavoro e improvvisamente li invade l’ispirazione a lasciare tutto ed inseguire un sogno. La canzone che sentono, tra l’altro, è “Sweetheart”…mi sono auto citato, sono spiritoso?” La sua allegria è così contagiosa che dà quasi fastidio tornare a parlare di questioni strettamente commerciali, ma il dovere ci impone di chiedere del suo futuro come artista. F: “Hai una speciale relazione con l’Italia, in particolare con la CYC e con il tuo manager italiano che ha fortemente creduto in te. “28” ha avuto decisamente ottimi riscontri e le nuove canzoni promettono ancora meglio. Hai davanti a te il mercato libero in cui ti sei mosso fino ad ora e dall’altra parte il mercato stretto del business. Una scelta dura?” Jont: “Una scelta. Vedremo nel tempo” F: “Resti a Londra per ora?” Jont: “Sì, anche se non ho un posto dove voglio assolutamente stare: negli ultimi tre mesi della mia vita non sono mai stato nello stesso posto per più di qualche giorno. E mi va bene così.” F: “Chiudiamo con il tuo pubblico. Come lo definiresti?” Jont: “Direi trasversale. Ogni genere di persona, giovane e matura. Voglio crescere, crescere sempre di più e continuare a piacere a tutto il mio pubblico. L’album sarà decisivo”.
Lo lasciamo lì, a canticchiare sulla sua panchina, a pensare ai suoi libri di poesia, a meditare forse sulla prossima canzone. E torniamo, con fatica, alla realtà della pioggia londinese.
Sito ufficiale: www.jontmusic.net
Articolo del
15/05/2006 -
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