|
Assistere ad un concerto di Brant Bjork e dei suoi “fratelli”, vuol dire fare un salto nel passato e ritrovarsi all’improvviso nella California dei primi anni Settanta quando - grazie ai Grateful Dead - cominciò a diffondersi certo rock psichedelico infarcito di blues che proponeva lunghe “suite” strumentali e tutto il potere all’improvvisazione, all’interno della quale scorazzava libera e felice Sua Maestà la chitarra elettrica. Queste le influenze musicali di Brant Bjork, uomo del deserto, che vive a Joshua Tree, in mezzo al nulla, con orizzonti sconfinati davanti a sé, con molte lucertole e tanti cactus come vicini di casa. E’ stato fra i fondatori dei Kyuss, ha partecipato alle “Desert Sessions” di J.Homme dei Queens Of The Stone Age, ha poi formato i Fu Manchu e questa sera lo ritroviamo dal vivo con i suoi Brothers Of Rock : Cortez alla chitarra, Dylan Roche, basso e Mike Peffer, batteria. Tutti musicisti giovani ma assetati di buon vecchio blues che - sotto la guida di Brant Bjork, chitarra e voce - presentano i brani tratti da “Saved By Magic” il nuovo album, inciso per la Duna Records. Una fascia rossa legata intorno alla fronte, lunghi capelli neri e barba incolta, jeans e camicia militare, Brant sembra davvero un reduce della generazione del Flower Power, una sorta di “hippie” arrivato fin qui dal passato e comincia subito a far girare la sua band all’insegna di un “heavy-blues” potente e tirato, con una sezione ritmica serrata, tipica dell’hard rock. Molti i brani strumentali, con quegli accordi di chitarra modulati sui 4/4 che evidenziano un’adesione quasi calligrafica agli stilemi del blues, ogni tanto, come su “Kiss Away”, Brant comincia cantare “baby baby, ain’t life crazy?”, spinto da ottime intenzioni, ma poco sostenuto dalla voce. Il suono della chitarra diventa sempre più hendrixiano, note che fanno viaggiare lontano, è un “deja vu” forse, ma proposto con freschezza nuova: “Freak Levels”, “Arcade Eyes”, “Get Into It”, “The Feeling” e “The Good Fight” scorrono via in un sovrapporsi di passaggi carichi di elettricità e di distorsioni, roba da fare invidia a Jerry Garcia! Ascoltiamo anche “Magic Vs. Technology”, il brano strumentale che più degli altri contiene gli ingredienti di base della formazione, una sorta di ritorno al passato, all’era psichedelica, alla musica lisergica contrapposta allo smodato uso delle tecnologie moderne. E’ una serata di rock blues appassionato e sincero che si chiude sulle note di “ Let The Truth Be Known” dopo oltre due ore di concerto. Sonorità piuttosto monolitiche, talvolta ripetitive ed anguste, ma la serata è stata gradevole, per merito di una band come i B.B.B., quanto mai affezionata alle sue radici, che vive la musica con la semplicità e la genuinità di un tempo, senza eccessive sovrastrutture e divismi. Long Life to Rock’n’Roll!
Articolo del
07/06/2006 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|