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Il 17 luglio 2003 Simone si scontra (nel senso letterale ed automobilistico del termine) con Enrico Rovelli (manager di Vasco Rossi), che lo adotta musicalmente: e da allora la sua vita cambia. Il debutto al Festival di Sanremo nel 2004, la partecipazione a tre serate del Festivalbar, via di corsa ad aprire i concerti di Vasco nel “Buoni o Cattivi Tour” e la partecipazione nel 2005 al Reality Music Farm.
E, naturalmente gli album: da “Giorni” a “Buon Viaggio” fino al suo ultimo lavoro, uscito a maggio “Sesso, Gioia e Rock ‘n’ Roll”...E poi lo trovi a una serata di beneficenza in un piccolo paese di provincia, come a dire “sì la mia vita è cambiata ma resto lo stesso di sempre”. Il titolo del nuovo album è una sorta di slogan che esprime le tre anime di Simone: quella passionale, quella felice e quella musicale. La parola “droga” è stata cambiata perché, come dice lui, è una brutta parola che non fa parte delle cose belle della vita. L’album è semplice ma diretto: dalle riflessioni sulla società in “Burattini e Marionette” a quelle sulla follia inconscia del mondo femminile in “Pura Follia”, fino alla criticata versione italiana di “Don’t Cry” dei Guns n’ Roses. “Sono convinto che quando un cantautore propone le proprie canzoni, automaticamente diventano anche di chi le ascolta. Io sono un fan dei Guns e adoro “Don’t cry” quindi penso che la canzone sia anche un po’ mia” è stato il commento di Simone alle critiche.
F: “A quale canzone del tuo ultimo album ti senti più legato?” Simone: “Quello che sento di più è senz’altro “Scuola della vita”, perché descrive un viaggio che tutti quanti devono fare; un viaggio che inizia fin da quando si è piccoli e la maestra segna sulla lavagna chi si comporta bene e chi no. E da qui partono le prime differenze…”
F: “Come è stato incidere dopo il reality?” Simone: “L’incisione del disco è stata uguale alle precedenti. Dopo “Music Farm” però le mie canzoni erano più conosciute. Ho accettato di partecipare al programma perché sapevo che c’era la possibilità di fare molta musica dal vivo, cosa che io adoro, soprattutto se sono accompagnato dalla mia chitarra. E’ per questo che non avrei accettato di partecipare ad altri reality, quello che mi interessa è solo fare musica. Ho avuto la possibilità di farmi conoscere attraverso le mie canzoni e viceversa di far conoscere le mie canzoni attraverso me stesso”.
F: Non hai avuto problemi a metterti in gioco in modo totale, com’è proprio dei reality?” Simone: Non ho avuto problemi a stare a contatto 24 ore su 24 con le telecamere, non avevo niente da nascondere. Ciò che contava di più era avere la possibilità di farmi conoscere attraverso quella che io giudico la cosa più bella del mondo: la musica. Poi quando ho saputo che anche un grande artista come Fausto Leali aveva accettato di mettersi in gioco, ho pensato che potevo farlo anche io”
F: “Che sensazioni provi quando ti esibisci davanti al pubblico?” Simone: “Le stesse che provavo qualche anno fa, quando facevo le prime serate. Solo che adesso le canzoni sono le mie e naturalmente sentire che il pubblico le conosce e le apprezza è un’emozione forte. Faccio il rappresentante della mia musica: non importa se a sentirmi ci sono 10, 100 o 1000 persone, mi piace comunicare con la gente con la mia voce, con la chitarra e con la band.”
Il talento e la musica di Simone si racchiudono proprio in “Scuola della vita”, dove torna il tema costante dei suoi album: il viaggio. Quello della vita, appunto, dove si devono fare delle scelte che segnano l’esistenza, dove devi costruirti da solo il futuro incerto, facendosi sentire, urlando la voglia di emergere. Aspettiamo di vedere fino a dove lo porteranno la sua indole libera da William Wallace ed il suo motto “Viva la Musica Sempre!!”.
Articolo del
08/06/2006 -
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