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Per la serie “I Was Punk Before You Were Punk”, tornano ad esibirsi a Roma, i Dirty Actions, gruppo seminale dell’ondata punk che invase l’Italia sul finire degli anni Settanta. Erano i tempi dei Take 4 Doses, della Kandeggina Gang, dei Windopen, dei Kaos Rock, degli X-Rated e degli Skiantos, ricordate? L’ultima volta a Roma era stata nell’81, al Tube, con la vecchia “line up” che prevedeva Johnny Grieco alla voce, Ugo Delucchi e Giovanni Bruzzo alle chitarre, Johnny Demode alle tastiere e Alessio Capurro alla batteria. Il gruppo era originario di Genova, c’era anche Mario Benvenuto alla voce nella “first edition”, si trattava di giovani disegnatori e fumettisti che nell’occasione, in perfetta regola con la rivoluzione punk di allora, diventavano anche musicisti e convogliavano massicce dosi della loro creatività dirompente in una musica che ha lasciato buona testimonianza di sé su un singolo come “Rosa Shocking”, inciso per la Cramp Records nel 1979, in una “compilation” memorabile, edita da Rockerilla e intitolata “Gathered”, e anche in raccolta su vinile intitolata “Rock 80”, insieme ad altre punk-rock bands italiane dell’epoca. “Last but not least” i Dirty Actions erano arrivati anche ad aprire i concerti italiani dei Damned!!! Una lunga pausa e poi nel 1996 i Dirty Actions cercano un rilancio con la pubblicazione di “Apocrifo”, un “long-playing” che vede la supervisione del critico musicale Federico Guglielmi e del “dee-jay” radiofonico Rupert di Radio 2, un disco che contiene tutti i loro brani migliori, alcuni dei quali incisi dal vivo. Li ritroviamo adesso sotto il nome di Dirty Actions Tribute, una band giovane che vede Demetrio Caracciolo alla chitarra elettrica, Alessio “Bibe” Barbieri al basso, Max Omini alla batteria e l’immarcescibile Johnny (Gianfranco) Greco alla voce. La nuova band si esibisce dal vivo intorno a mezzanotte, all’interno della rassegna “Crack! Fumetti dirompenti” dedicata a Stefano Tamburini. Ad assistere un pubblico molto giovane, probabilmente ignaro della storia della band, che si ritrova spiazzato, quasi impaurito, di fronte all’aggressività e alle continue provocazioni di Johnny Grieco che , incurante dell’età, è incontenibile e si agita sul palco come un adolescente arrabbiato, pronto a spaccare tutto. Arrivano le note di “Rosa Shocking” e di “Aktion/Aktion”, che è anche il titolo del nuovo video, proiettato in scena durante l’esibizione della band. Sono immagini forti che fanno raggelare il sangue, condite da un misto di beat elettronici e di chitarre distorte, mentre lui, Johnny Grieco è più in forma che mai, ha uno sguardo allucinato (stile Ozzy Osbourne) e possiede intatta quella carica iconoclasta (stile Iggy Pop) che lo fa saltare su e giù dal palco, arrampicarsi sulle sedie, rovinare paurosamente al suolo, maledire e scalciare tutto quello che gli capita sotto tiro, per poi ripartire come se nulla fosse accaduto. E’ il momento dell’esecuzione di “Bandana Boys”, liberamente ispirata al libro dei morti di William S. Burroughs, seguita poi da “1979”, da “Attenti agli 80” e dalla fantastica “Tira La Boccia”, tutta una serie di pezzi “barricaderi” molto legati sia al Punk che al Movimento del ’77, che infiammavano gli animi sul fronte musicale e politico. Riconosciamo le note incalzanti di “Mongoloid” dei Devo, una “cover” scelta con cura, dal repertorio di uno dei più prestigiosi gruppi di “punk progressivo”, arriva poi anche “Nevada Gaz” dei Gaz Nevada, con dedica all’esperienza di Radio Alice, una delle prime radio libere di Bologna, chiusa dalla polizia nel 1977. Finalmente un momento di pausa, è tempo di scioglierci un po’, con un brano dichiaratamente funky come “Sex Trap”, con l’insaziabile Johnny Grieco vero e proprio “sex shooter” che ancheggia come un forsennato sul palco, simula copula e predicato nominale, prima di avventarsi come una belva affamata sulle bestemmie di “ I Wanna Be Your Dog” degli Stooges di Iggy Pop e il Forte Prenestino diventa come il “set” de “La Regina dei Dannati”, con chi vi scrive che resta senza voce dopo aver evocato all’unisono con Grieco le liriche dell’Iguana. Il concerto si conclude con una versione tambureggiante e sfrenata di “Wardance” dei Killing Joke, colonna sonora ideale di un finale sconvolgente ed orgiastico, un brano che fornisce testimonianza esauriente delle influenze musicali che hanno segnato la vita artistica e l’esistenza personale di Johnny Grieco e adesso dei suoi Dirty Actions Tribute, un gruppo ben assortito, fatto di musicisti di talento che hanno saputo rielaborare con personalità e tanta passione i suoni di una band dal glorioso passato lanciato verso un nuovo inizio. Punk Is Not Dead, man! Iggy sarebbe fiero di te, Johnny!
(Si ringrazia Johnny Grieco per la foto gentilmente concessaci di lui stesso in concert)
Articolo del
16/06/2006 -
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