|
I gruppi che ho visto in queste due serate sono 6 in tutto. Questa volta sono arrivata in tempo, anche troppo…dato che ho aspettato per un’oretta tutt’e due i giorni. Colpa mia che sono troppo ligia al dovere…ehehehe
La prima giornata in cartellone c’erano i Gentlemens, i Disco Drive e i Baustelle. I Gentlemens, rock’n’roll band anconetana, non sembrava tanto felice di suonare…diciamo che mi sono sembrati un po’ scazzati. L’anno scorso abbiamo suonato insieme al Barfly e mi erano sembrati molto più appassionati, ma che volete non siamo robot, e a quanto pare nemmeno professionisti…(loro). Superando il rock’n’roll iniziale che già un po’ mi ha stancato, passiamo alla rivelazione di questa serata: i Disco Drive. Per cominciare sono italiani, quindi vi consiglio vivamente di comprare il cd e assolutamente di andarli a vedere dal vivo perché meritano. Almeno quando sarete anziani, un giorno potrete dire ai vostri nipoti “io c’ero!”. Tanto per cominciare due batterie, un basso e una chitarra…e loro sono in tre. Lo so, in teoria avanza uno strumento…in pratica no! Com’è possibile?! Andateli a vedere! Il batterista era in assoluto la persona più cool di questa serata: T-shirt rossa abbastanza stretta sulle spalle e corta, shorts anni 80 color oro con il bordino blu e Convers. Un genio! Il genio in questione si chiama Jacopo Borazzo. Alla chitarra, Alessio Natalizia, altro animale da palcoscenico e al basso non riesco a capirlo. C’è un ragazzo, ma so che il bassista ha lasciato il gruppo, quello nuovo( sempre se è nuovo) è un talentuoso riccetto che niente lo sfiora e niente lo turba. Un treno dance, che va dritto per la sua strada. Il microfono è di tutti e di nessuno! Assolutamente splendidi! I Baustelle, bhè i baustelle…uff…i bauuustelleeee…già li vedevo sempre prima che non erano famosi, ora veramente il difficile è cercare di fuggire in tempo per non vederli. Nota positiva di tutto il concerto è la tastierista che fa ad anello di congiunzione dall’egocentrismo degli altri componenti della band e il povero pubblico di teenagers adoranti. Iniziano suonando un pezzo dell’ultimo album. Senza salutare senza dir niente. Suonano e basta. Finisce il primo pezzo e inizia il secondo, ma prima una perla del cantante: “questa canzone è per l’elastico del culo dei ragazzi di questo benedetto millennio”. Forse sono troppo stupida io, ma cosa vuol dire? Stendiamo un velo pietoso…
Serata due: The Vox: gruppo anconetano di teenager sedici diciassette anni, molto bravi…canzoni un po’ alla Franz Ferdinand un po’ Strokes un po’ Libertines… tecnicamente sono molto preparati, il bassista?! Un figo in assoluto con quella massa di cappelli riccia sulla testa è quello che diverte e si diverte di più sul palco. Hanno iniziato a suonare facendo cover degli Oasis, per poi dedicarsi ai pezzi propri. Oddio non brillano certo per originalità, ma sono piccoli ed hanno tempo di crescere…anche in originalità. The View: gruppo di under 21 scozzese. Sono il nuovo fiore all’occhiello di James Endeacott , che ha scoperto gente come gli Strokes e Libertines. Un consiglio? Andateli a vedere, troppo star e poco rock…non credo che dureranno…fisicamente intendo! Ad ogni modo hanno il bassista più carino degli ultimi vent’anni. The Delays: sono stati il gruppo che mi ha fatto rivalutare la seconda serata. Un pop ballabile suonato molto bene. Sanno quello che fanno e lo fanno bene. E lo suonano anche bene! Una miscela di jangle-pop, new wave e indie-rock. Il pezzo che ho "Valentine", non riesco a smettere di ascoltarlo. Mi ricorda molto Madonna ai tempi di "Ray Of Light", con meno pretese, ovviamente. Questi ragazzi si fanno avanti con l’umiltà e la forza delle cose semplici, convinti di avere per le mani un buon prodotto…ed è così. Consigliato anche il cd…probabilmente se non ci fosse Mtv sarebbero il nuovo tormentone estivo!
Articolo del
31/07/2006 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|