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Keith Moon
La leggenda di "Moon the Loon"
14/09/2006
di
Emanuele Tamagnini
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La scommessa più grande tra quelli che hanno conservato Keith John Moon nel cuore è di riuscire a trovare un'immagine del fantastico batterista ritratto in una posa seria! Tra "quelli" ci siamo anche NOI. Una sfida persa in partenza. Moon The Loon è stato una delle più importanti, influenti, deflagranti personalità di tutti i tempi che abbiano mai calcato i palcoscenici del mondo musicale. A diciotto anni dalla sua scomparsa tutto è rimasto intatto. Che signfica che la sua immensa leggenda è rimasta intatta. Questa non vuole essere un'ennesima scheda biografica sugli Who (per quello ci sono enciclopedie, libri e siti noiosi e barbuti) neanche un sunto storiografico sulla vita del nostro eroe. Vuole essere un ricordo scanzonato con il sorriso sulle labbra, proprio come fu tutta l'esistenza di un personaggio irripetibile che si meritò per questo l'appellativo di The Loon ["il matto"]. Allora come non rimembrare la sua fondamentale scoperta dei cherry bomb, petardi esplosivi con i quali iniziò a far saltare le porte delle stanze d'albergo di mezzo mondo comprese le tazze dei water. Una passione che non lo abbandonò mai. Nel 1967, durante un tour in USA, al Gorham Hotel di New York fece saltare in aria la camera della moglie del direttore nel cuore della notte. Successivamente divenne "silenzioso". Riusciva a devastare ambienti senza far rumore lasciandoli poi in una fase post-bellica. Ma le sue splendide iniziative fuori di testa sono da manuale del perfetto folletto. Riempiva vasche da bagno di ketchup e ci infilava delle gambe di plastica. Irretiva i suoi colleghi o i ragazzi della crew con polveri che danno prurito, bombette puzzolenti, insetti finti, fumogeni e carnevalate del genere. Facendo leva sul suo enorme parco macchine non esitava a lanciare una Rolls nel fondo della piscina. Ma una delle interpretazioni da autentico maestro del brivido... fu quando dopo un concerto americano, si lanciò nel vuoto dalla finestra di un camerino che dava sul mare. Motivo? Gli impedivano di portarsi dietro una groupie. Lo cercarono per ore e ore, con polizia e guardia costiera, operazione congiunta ma infruttuosa. Era sparito. Quando tutti lo davano per morto, avendo abbandonato le speranze, si sentì una voce che arrivava dai pilastri del molo: "non ci credevate che l'avrei fatto sul serio, non è vero?". ERA LUI. Da applausi poi l'esibizione che mise in scena insieme a Vivian Stanshall. Si vestì da ufficiale nazista e sfilò in pratica per il quartiere londinese di Golders Green abitato da una grossa comunità ebraica. Immaginate il seguito della vicenda! Ma fu colpito anche da una tremenda disavventura quando uccise, investendolo, il suo autista Cornelius Neil Bolland. Nel tentativo affannoso e disperato di sfuggire ad una folla scatenata che si era raccolta all'esterno di una discoteca nell'Hertfordshire, fece retromarcia troppo velocemente con la sua Rolls Royce prendendo in pieno lo sventurato ragazzo. Keith Moon era così. Un eccesso di sfrontatezza esponenziale. Ma non gli si poteva voler male. Era impossibile. Imperdibile nei film "200 Motels" di Frank Zappa (1972), in "That'll Be The Day" (con Ringo Starr e David Essex) e ovviamente nei panni dello zio Ernie in "Tommy" di Ken Russell. Da avere anche solo per la copertina il suo unico album solista - "Two Sides Of The Moon" - edito nel 1975 dalla Polydor e recentemente ristampato dalla Sanctuary. La fine è nota. La notte del 6 settembre 1978 Keith prende una piccola dose di cocaina. Esce con la sua bellissima compagna, l'attrice svedese Annette Walter-Lax, per andare al party di mezzanotte organizzato da Paul McCartney per celebrare il compleanno dell'icona Buddy Holly durante il quale viene proiettato il film "The Buddy Holly Story". Di ritorno nel suo appartamento di Curzon Lane (lo stesso dove nel 1974 morì Mama Cass Elliot) prendere sonno diviene per Keith un'ossessione. La mattina si sveglia affamato. Si cucina una bistecca. Per addormentarsi ingerisce 32 pillole di Heminervin, un farmaco che rilassa i muscoli prescritto ai pazienti affetti da alcolismo, ma la dose è più del doppio di quella letale! Alle 3.40 del pomeriggio Annette lo ritrova faccia a terra sul pavimento. Keith Moon viene dichiarato morto, per complicazioni respiratorie, al Middlesex Hospital. 23 di quelle compresse gli fuorno trovate nello stomaco ancora non sciolte. Ai suoi funerali più di cento persone stiparono la piccola West Chapel al Golders Green Crematorium dove fu cremato. All'entrata campeggia ancora una piccola targa di marmo bianco dove è scritto: Keith Moon - THERE IS NO SUBSTITUTE. Nel cuore per sempre.
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
14/09/2006 -
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