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A guardarli oggi, non si direbbe che questi due signori abbiano avuto a che fare con le origini del movimento punk, alla fine degli anni Settanta. Eppure, proprio allora gli XTC muovono i primi passi, ereditando dal punk scariche di energia da mettere nelle proprie canzoni e un atteggiamento cinico e iconoclasta nei confronti del sistema. Insieme a loro, tra gli altri “punk intenzionali”, personaggi del calibro di Joe Jackson e Paul Weller. Già agli esordi, gli XTC non si esprimono usando magliette strappate e spille infilzate nella pelle ma piuttosto arrangiamenti sempre originali e testi illuminati, spesso geniali. Mentre English Settlement del 1982 e Skylarking del 1986 si candidano al ruolo di pietre miliari, il gruppo si ritira a vivere nella modesta cittadina di Swindon, tra Londra e Bristol, e decide di non esibirsi più dal vivo. Tutto bene fino al 1992, anno di pubblicazione di Nonsuch. Poi sette anni di silenzio, in polemica con la propria etichetta discografica. Un anno fa, il ritorno con Apple Venus Volume 1, seguìto in queste settimane da Wasp Star (Apple Venus Volume 2). Sette anni in silenzio. Andy Partridge - In quel periodo avevamo un contratto discografico ma era terribilmente poco vantaggioso per noi e non ci consentiva di guadagnare nulla col nostro lavoro. Inoltre i nostri dischi non venivano promossi sul mercato e questo non permetteva loro di vendere. Abbiamo cercato di rescindere il contratto ma la Virgin, la nostra etichetta di allora, non ne ha voluto sapere. Così abbiamo deciso di scioperare e abbiamo appeso le chitarre al muro. Abbiamo smesso completamente di lavorare perché se fossimo stati in studio, da contratto la Virgin avrebbe potuto appropriarsi di qualsiasi cosa avessimo registrato. E’ stato molto frustrante perché eravamo convinti della buona qualità delle canzoni che avremmo voluto realizzare. Così, appena abbiamo rescisso il contratto, ci siamo rimessi a lavorare e abbiamo registrato materiale sufficiente per riempire quattro album. Poi abbiamo fatto una selezione e di album ne abbiamo pubblicati due: Apple Venus Volume 1 e Wasp Star (Apple Venus Volume 2). Non sappiamo cosa faremo di tutto il materiale avanzato ma per ora va bene così. Una vita al margine. Colin Moulding - Per quanto mi riguarda, Swindon è stimolante. Uno dei motivi per cui non me ne vado è che avrei paura di perdere l'ispirazione per le mie canzoni. Vivere in campagna ci dà la possibilità di essere liberi e non piuttosto reinterpretati nell’ottica di ciò che ci circonda. Se lavorassimo per esempio a Londra, sarebbe impossibile non risentire del clima culturale che si respira in tutte le grandi città. Il posto in cui viviamo non è male ma la vita che fanno le persone che ci circondano è terribile. Non fanno mai niente e questo è deprimente. Ho provato a descrivere questa situazione in Boarded Up, una canzone dell’ultimo album. E’ una canzone triste che parla di gente triste. In ogni caso vivere a Swindon significa essere in una situazione insulare, parallela, diversa. E in definitiva anche la nostra musica lo è. Noi siamo delle creature esotiche, forse le ultime di una specia in estinzione, un po’ come dei dodo (grosso uccello delle Mauritius, estinto nel 1860, n.d.r.). E in più siamo poco in relazione con le bestie che ci circondano. Difficilmente gli XTC ispirano simpatia di primo acchito. Andy Partridge ha le sembianze di un serial killer mentre Colin Moulding è un signore elegante e posato, che uno immaginerebbe più facilmente a una battuta di caccia alla volpe che non con una chitarra al collo. Invece sono due persone amabilissime, riservati ma estremamente disponibili all’eloquio, se non fosse che Mr. Moulding parla con un volume di voce che rasenta il non udibile. D’altronde, non è sempre stato il bassista il lato oscuro di ogni rock band? Basti pensare a John Entwistle negli Who, John Paul Jones nei Led Zeppelin, Bill Wyman nei Rolling Stones. Andy Partridge insomma, è l’estroverso della situazione e a tratti sdrammatizza con qualche battuta di spirito la serietà con cui loro stessi interpretano la nostra chiaccherata. Humour inglese, s’intende. XTC e il successo. Andy Partridge - Non essere un gruppo di successo è un modo per essere liberi, poter proseguire per la nostra strada, continuare a cercare qualcosa, e non dover seguire per forza le mode. Non mi preoccupa se un album vende o meno ma piuttosto se una canzone è buona o no. In un certo senso quello a cui aspiro è una sorta di “successo personale”. Non mi interessa se la gente pensa che siamo dei geni. E tantomeno mi interessa cosa pensa la critica. Se leggo un parere negativo sulla mia musica penso che il giornale che sto leggendo è scadente, se il parere è positivo mi sembra comunque di non essere stato capito. E’ difficile ritrovarsi in quello che la critica scrive. Dal vivo mai. Colin Moulding - Per essere buoni musicisti live bisogna essere attori e bugiardi. E noi non lo siamo. Forse da giovani, quando uno sente di avere tutto da dimostrare, si riesce meglio on stage. Ma non è il nostro caso. Comunque suonare in studio e suonare dal vivo sono due operazioni molto diverse e non è detto che si riesca in entrambe. Ma non è poi così strano se si pensa che in altre forme espressive la dimensione live non esiste. Basti pensare alla letteratura. Immaginate uno scrittore che scrive davanti a migliaia di spettatori che gli gridano: “Bravo! Facci il capitolo 4, è il più forte di tutti!!”.
Articolo del
01/02/2002 -
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