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Preceduti dal “live act” innovativo e vibrante dei Final Fantasy che hanno presentato dal vivo “Has A Good Home” e altri brani del loro repertorio più recente, sono sbarcati a Roma direttamente da Leeds i iForward Russia!, un quartetto inglese molto interessante che avevamo apprezzato su “Give Me A Wall”, il loro disco d’esordio, e che attendevamo ad una conferma dal vivo. La giovane band, composta da Tom, voce solista, Whiskas, chitarra elettrica, Rob, al basso e Katie, alla batteria, ha dimostrato subito di saperci fare e di possedere l’atteggiamento giusto e quella carica elettrica necessaria per coinvolgere il pubblico. A cominciare dalle prime note veloci e frizzanti di brani come “Thirteen“, il primo singolo, “Fifteen Part 2“ e “Twelve” (i iForward Russia!, invece di perdersi dietro titoli magari improbabili, adorano numerare le loro canzoni) si è capito subito che la loro miscela di punk rock e funky music funziona, e che la dimensione “live” esalta le qualità tecniche e strumentali della band. La chitarra ora percussiva ora perforante di Whiskas si combina perfettamente con la sezione ritmica di Rob e di Katie e da questa incredibile fucina di sonorità accelerate, sperimentali e un po’ folli, emerge poi sovrana la vocalità distorta, ma piacevolmente ammaliante, di Tom, il “front man” della band. L’intesa è perfetta, malgrado il gran caldo (che i iForward Russia! dimostrano di soffrire non poco ) il concerto scorre via corroborante e piacevole per un’ora, e fra i brani eseguiti riconosciamo “Doctor”, “Seventeen”, “Eighteen”, “Sixteen” e una fantastica “Fifteen Part 1” che ci fa tornare al periodo del primo punk inglese della fine degli anni Settanta. Sì perché, a ben sentire, i iForward Russia! potrebbero essere tranquillamente accostati agli XTC o ai primi Ultravox, grazie a quelle capacità creative e a quella dimensione bizzarra e geniale che coniuga e loro armonie con un afflato tipicamente Punk! In chiusura ecco che arrivano “Nine”, il secondo singolo tratto dall’album, e “Eleven”, veloce e graffiante proprio come un rock’n’roll primordiale. E’ musica fluida e scorrevole, l’impatto è volutamente aggressivo, ma i singoli brani poi si lasciano ascoltare, e la struttura armonica di ciascuna composizione non è mai banale. Una conferma e insieme una gradita sorpresa, era proprio la musica che volevamo sentire!!!
Articolo del
07/10/2006 -
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