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C’era il pubblico delle grande occasioni ad accogliere Ben Harper e i suoi Innocent Criminals, reduci dal successo fatto registrare da “Both Sides Of The Gun”, l’album doppio uscito nella primavera scorsa che ha scalato rapidamente le classifiche in tutto il mondo. Il ragazzo ha passione e un grande carisma, cose che gli permettono una presa diretta con la folla, nell’occasione composta in maniera equamente distribuita da giovani entusiasti e da “rockers” d’annata, pronti a riconoscere in lui il segno della continuità della tradizione del Blues, del Soul e della Country Music americana. A dire il vero Ben, originario di Claremont, California, si trova a suo agio nel mescolare generi e idee musicali molto diverse fra loro, tanto è vero che il concerto comincia con un reggae bello e tirato (fosse il nuovo Bob Marley? Gli assomiglia per tratti e movenze) per passare subito dopo ad un rock acido tinto di funky e di blues. I suoi più grandi successi si sovrappongono ai brani del nuovo disco, per un “live act” lungo e vibrante, come piace a lui, che assomiglia tanto ad un viaggio nella musica americana, con momenti di “mainstream rock” ammiccanti e godibili, ma anche con tanti passaggi squisiti di vero Blues, di Soul e di Gospel. Sì perché gli esiti della sua collaborazione recente con i Blind Boys Of Alabama hanno fatto in modo che accanto a grandi “hit” come “Steal My Kisses”, “Morning Yearning” e “Waiting For You”, una “slow ballad” oltre modo sentimentale e romantica, ci fossero anche composizioni come “Where Could I Go” e “Satisfied Mind”, tratte da “There Will Be A Light”, il disco registrato con il noto gruppo gospel sopra citato, ed è stato là che il concerto ha toccato il suo apice, con dei brani eseguiti “a cappella” dallo stesso Ben Harper che mette in mostra dote vocali straordinarie, da Angelo Nero del Blues, con quella colomba bianca della Pace sullo sfondo che mette in risalto la sua religiosità e la sua militanza politica, da sempre contro la guerra, da sempre contro George W. Bush. Davvero pregevole anche l’esecuzione di “Diamonds On The Inside”, mentre poi si ritaglia uno spazio tutto suo Juan Nelson, il gigantesco bassista nero degli Innocent Criminals, che esegue con tutta l’anima e con una dedizione semplicemente commovente “I Got A Woman”, un classico di Ray Charles. Poi arriva il momento di “Black Rain”, un brano scritto in memoria delle vittime dell’uragano Katrina che sconvolse New Orleans, una canzone che è al tempo stesso un’aspra denuncia contro il governo degli Stati Uniti, troppo impegnato nella guerra in Iraq e colpevolmente in ritardo nell’organizzazione dei soccorsi. Ecco le note piacevolmente bluesate e tinte di funky di “Both Sides Of The Gun” alle quali ben presto fanno seguito quelle di “Burn To Shine“, un rock and roll elettrico che infiamma la platea. Un momento di riflessione, più morbido, più pacato, sempre così quando a parlare ci si mette il cuore, ed arriva “Forever”, un ballata acustica di pregio, e poi ancora sul finale, in rapida successione, “Get It Like You Like It”, che fa tremare e ballare l’intero Palalottomatica, “Gather ‘Round The Stone” e “Better Way”. Un ottimo concerto, caldo, appassionato e convincente ed è stato bello vedere accanto a noi tanti ragazzi che condividevano gli ideali di pace, giustizia e libertà che invocava dal palco un Ben Harper quanto mai ispirato e contento. La magia del Rock e della musica buona, vera, socialmente impegnata e senza confini, è tornata a vivere per una notte ancora qui a Roma, te ne siamo grati Ben!
Articolo del
15/10/2006 -
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