|
Te li aspetti un po’ spenti e, perchè no, ancora un po’ ubriachi. In fondo pensi che hanno vent’anni, che con un solo disco hanno vinto gli Mtv Awards di Copenaghen come Best Act Italiano e si stanno preparando all’ennesima serata sold out, con ragazzini urlanti, genitori trepidanti e qualche musicologo curioso del nuovo fenomeno Finley. Te li ritrovi invece sul divano a bere the e camomilla (“per la voce ovviamente” dice Pedro), quattro ragazzi dall’aria normale, con qualche capello fuori posto ma non troppo e ancora la testa sulle spalle. E un bel sorriso di soddisfazione, sopra ogni cosa.
F: “Complimenti innanzitutto, un bel colpo davvero” Ste (basso): “Grazie, è davvero una bellissima sensazione. Una cosa indescrivibile, dobbiamo ancora riprenderci”
F: “Avete una bella cera, nonostante tutto…” Dani (batteria): “Grazie, ma non è proprio vero…siamo ancora un po’ storditi dai festeggiamenti, è stata una lunga notte di festa a Copenaghen. Ed il giorno dopo eravamo già a Torino a suonare. Ma il premio ci ha dato solo molta carica, siamo usciti sul palco e abbiamo dato il meglio come sempre…e le voci erano perfette, eravamo un po’ preoccupati di non esibirci bene”.
F: “Dunque un anno dall’uscita del singolo…e ora siete arrivati fino a qui. Che anno è stato?” Pedro (voce): “Un anno fantastico, non ci sono altre parole. Il tour, la vita nuova e poi il Festivalbar, la collaborazione con Mondo (Mondomarcio n.d.r.) e ora questo premio…siamo felici e basta”
F: “Parlate di vita nuova…eravate studenti universitari prima, ora avrete un po’ abbandonato credo. Qualche rimpianto della vecchia vita?” Ka (chitarra): “Nessun rimpianto. Siamo ancora iscritti all’università, ma paghiamo giusto le tasse…ovviamente abbiamo interrotto per fare il tour, ma non torneremmo indietro per niente al mondo. L’esperienza di quest’anno la vogliamo ripetere ancora e ancora finchè possibile, ci piace questa vita”.
F: “Dopo il singolo è stato difficile realizzare l’album intero?” Pedro: “No, le canzoni erano già quasi tutte pronte, scritte negli ultimi tre-quattro anni. Le abbiamo registrate in due mesi ed eravamo già pronti a suonarle dal vivo. Durante il tour abbiamo lavorato sulle nuove canzoni.”
F: “Nuovo album di prossima uscita?” Dani: “Alla fine del tour torneremo in studio per registrare, verso marzo/aprile. Non ci vorrà molto tempo.”
F: “I vostri testi erano innanzitutto in inglese, poi li avete adattati anche all’italiano. Come sarà il prossimo disco?” Pedro: “Manterremo l’inglese perché è come abbiamo sempre suonato. E poi speriamo ci apra orizzonti anche all’estero, dove ci piacerebbe tantissimo suonare”.
F: “Parliamo del vostro pubblico... attira soprattutto i giovanissimi, ma gli ultimi riconoscimenti potrebbero cambiare leggermente le prospettive. E’ una cosa a cui puntate?” Dani: “Non ci dispiace il nostro pubblico. E’ vero, ci sono dei giovanissimi, ma spesso sono accompagnati dai genitori che scoprono di amare la nostra musica. Quindi alla fine non ci limitiamo ad una fascia d’età. Certo soprattutto attraverso il Festivalbar abbiamo avuto molta più visibilità e questo ci aiuterà ad avere più fans.”
F: “A Verona avete suonato con MondoMarcio. Come è stata questa collaborazione?” Ka: “Nata quasi per caso, lavoravamo in due sale di registrazione vicine... Ci ha sentito suonare il ritornello di “Dentro alla scatola” e da lì è nato tutto. Ne è uscito qualcosa di buono.”
F: “Anche perché suonate due generi molto diversi…” Ste: “Sì, ma è al dimostrazione di come si possa spaziare nella musica. Noi siamo partiti da piccoli ad ascoltare il rock americano, dai Green Day ai Blink182. Ascoltavamo quasi solo quella musica, mentre quest’anno di esperienza ci ha aperto mille altri orizzonti. Io per esempio non conoscevo affatto il rap, è stata l’occasione per apprezzarlo. E Mondo è un ragazzo molto tranquillo, con cui si lavora benissimo.”
F: “Il pezzo dal vivo riesce assai bene. Preferite la dimensione live o quella da studio?”
Ridono sempre tutti della banalità della domanda. Sono cavalieri nel ridere un po’ meno di altri.
Pedro: “La dimensione live. Viviamo per trasmettere musica. Sul palco è sempre un’altra storia.” Dani: “Anche quando registriamo pensiamo sempre a come verrà quel pezzo dal vivo, a cosa farà Ka, a come ci muoveremo in quella parte di canzone, se Pedro sputerà dalla bottiglia…”
F: “E tra cinque anni dove vi vedete?” Pedro: “Ancora qui a suonare, ovviamente. Con quattro album alle spalle. Noi ci contiamo.”
E allora un in bocca al lupo a questo fenomeno Finley. E un arrivederci alla prossima occasione per approfondire la faccenda della bottiglia.
Articolo del
10/11/2006 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|