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Era la prima delle due date romane dei Finley, in realtà la seconda perché quella del 13 dicembre era andata “sold out” da subito. Il tour di “Tutto E’ Possibile” era stato articolato su dodici date, che ben presto però sono diventate ventotto, in virtù del successo immediato e dell’eccezionale riscontro di vendite di un album che viaggia ormai intorno alle 180.000 copie vendute, con Ste, Pedro, Dani e Ka già sotto contratto con una major la EMI, a soli venti anni d’età! Parafrasando il titolo dell’album, viene davvero da chiedersi come Tutto questo E’ stato Possibile, considerato il fatto che Dani e Ka fino a poco tempo fa facevano rock in una cantina di Legnano, mentre Ste e Pedro avevano già un gruppo grunge senza però troppe pretese. Dal loro incontro, è nata una sintesi fortunata ed esplosiva che finisce per catturare un pubblico di giovanissimi, dai dodici ai sedici anni al massimo, ragazzi e ragazze in età scolare che si affacciano soltanto adesso sul circuito del rock and roll. I testi delle canzoni dei Finley sono quanto mai semplici e a presa diretta, fatti come sono di quelle frasi che può capitare di leggere sui diari dei teen-agers, desiderosi di andare incontro alla vita con quel bagaglio di amicizie, di emozioni e di innamoramenti che procede di pari passo con i loro sogni. Ci sono ragazzi che non sono andati a scuola per essere in fila, davanti al Circolo, dalla mattina e quando arriviamo siamo accolti da una fiumana di adolescenti al grido disperato ed entusiasta di “Vogliamo i Finley!” che quasi quasi ci ricorda il delirio Beatles della fine degli anni Sessanta! In un modo o nell’altro, divisi in piccoli gruppi, e superato qualche momento di legittima apprensione da parte dei genitori presenti, riescono ad entrare tutti e il Circolo degli Artisti diventa come una palestra durante il concerto di fine anno scolastico. Aprono le danze i Searching For, un gruppo romano di rock and roll con buone prospettive che intrattengono e riscaldano un pubblico che però aspetta solo loro, i Finley, e quando arriva anche il momento per Ste, Pedro, Dani e Ka di salire sul palco, un delirio collettivo li accoglie. I ragazzi dimostrano di ricordare a memoria tutte le parole delle loro canzoni e i brani più famosi, come “Sole Di Settembre”, “Addio” e “Diventerai Una Star” vengono eseguiti dalla giovane band insieme al pubblico, in modo tale che il processo di identificazione fra giovani supporters e rock band risulti compiuto. A dire il vero, questi Finley sembrano la versione edulcorata dei Green Day che a loro volta sono la versione soffice del punk rock dei Sex Pistols e dei Clash. I brani eseguiti da “Tutto E’ Possibile” sono molto radiofonici e attecchiscono in fretta, ma non si fanno notare in quanto a originalità compositiva. Se proprio volessimo cercare una “via italiana” al punk rock, beh allora dovremmo guardare in altre direzioni. Ma la serata scorre via piacevolmente, quelle note di pop and roll che vengono dal palco non sconvolgono noi “vecchie pellacce” cresciuti con Motorhead, Social Distortion e Stooges, ma l’entusiasmo dei ragazzi è contagioso e proprio non è il caso di dedicarsi ad affilati esercizi di critica. Il concerto si chiude con l’immancabile citazione di trenta secondi da “Seven Nation Army” dei White Stripes in ricordo del titolo di Campioni del Mondo e con una appassionata versione di “Fumo e Cenere” che manda in visibilio i ragazzi, in un diluvio di gridolini e di braccia imploranti, tese verso il palco. Stasera si replica, sempre a Roma, sempre al Circolo, ancora un sold out e subito dopo, al termine di questo tour, i Finley sono attesi in sala di registrazione per lavorare alle canzoni di un nuovo album.
Articolo del
13/12/2006 -
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