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Osanna
Che fine ha fatto il progressive italiano?
Napoli
22/01/2003
di
Tiziano Afrikaanjustice
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Dopo anni di silenzio tornano alla luce gli Osanna con un nuovo album. Il gruppo progressive rock italiano, nato agli inizi degli anni '70 all' epoca proponeva una produzione musicale del tutto unica ed originale. TAKA BOOM è il disco che hanno presentato al concerto napoletano del 12 Gennaio, nel quale hanno anche riproposto pezzi storici affiancati a tre brani inediti. Un' occasione per rivedere l'intero percorso del gruppo dalla nascita fino ad ora. La performance è accompagnata da video e fotografie storiche che ripercorrono le varie tappe storiche della band. Della formazione originale ritroviamo solo Danilo Rustici e Lino Vairetti accompagnati da Enzo Petrone (bassista ufficiale dal 1978) , Gennaro Barba, Luca Urciuolo e Vito Ranucci. Quest'ultimo, il sassofonista, e quello che più mi ha fatto riflettere nell'ascoltare questa formazione suonare. "Che fine ha fatto il sax che una volta urlava Libertà? Dov'è quel flauto che poteva trasmettere dolcezza e violenza in un solo controtempo?". Queste le domande che continuavano a girarmi in mente durante e dopo la loro esibizione. Non posso far a meno di pensare a ciò che è stato e ciò che non sarà più.. perché gli Osanna per quanto possano conservare il nome, per me sono rimasti nei gloriosi anni '70, quando l'unione di Danilo Rustici e Lino Vairetti (autori e fondatori del gruppo) insieme a Elio D'Anna (fiati), Massimo Guarino (batteria) e Lello Brandi (basso) davano vita a quello che era la vera testimonianza del progressive italiano. Purtroppo quell'energia, per quanto possa essere ancora radicata nei due componenti originari, non basta a fare del concerto 2003 una vera performance degli OSANNA (Senza levar nulla ai musicisti della nuova formazione.) Ma non posso far finta di non aver sentito la mancanza di quel virtuosismo, di quei brani strumentali nei quali i giri di basso,gli assoli di sax e chitarra e i controtempi di batteria erano protagonisti. Ho ascoltato, invece, molto l'uso della "voce" e delle "tastiere" che spesso rimpiazzavano quella brutalità inimitabile di cui erano portatori inconfondibili. Persino nel riproporre i vecchi brani sentivo che qualcosa era finito, qualcosa non c'era più. Ogni pezzo (anche quelli classici) sfociavano in un sound-rock che, senza voler essere troppo cattivo, poteva fare chiunque avesse le capacità. Vedevo suonare quel sassofono con una vitalità prossima a Zero e non potevo fare a meno di ricordare Elio D'Anna suonare contralto e tenore contemporaneamente e capovolti. L'anima degli Osanna ha preso il volo.. e a noi purtroppo come spesso accade per i grandi del passato non rimangono altro che un sapore amaro in bocca e dei vecchi vinili consumati dal tempo.. vinili come L'UOMO, UNO, MILANO CALIBRO 9, PALEPOLI e LANDSCAPE OF LIFE.
Articolo del
22/01/2003 -
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