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Sono molto conosciuti in tutta l’Europa centrale e nel Benelux, non altrettanto da noi. Ma le cose stanno cambiando in fretta, il gothic metal sta ritrovando il suo pubblico. Il seme mellifluo ma anche mortale gettato nel terreno dai Sisters Of Mercy negli anni Ottanta sembra trovare adesso tanti seguaci, figure dark, apocalittiche ed oscure, che si aggirano lente ma in gran numero dalle parti dell’Alpheus, riempito questa sera come avviene solo nelle grandi occasioni. E’ infatti un clamoroso sold out quello che accoglie i Within Temptation, il gruppo olandese guidato dalla splendida Sharon Den Adel, una vocalist giovane ma potente e sensuale come poche altre sue colleghe, un gruppo versatile e potente che può contare anche sul talento chitarristico di Robert Westerholt e di Ruud Jolie, su Jeroen van Veen al basso, su Martijn Spierenburg alle tastiere e infine sul poderoso Stephen van Haestregt alla batteria. Hanno raggiunto il successo con “Mother Earth”, il disco del 2001 e sono adesso in tour per presentare "The Heart Of Everything", il loro ultimo album, un cd che non delude le attese. Ben presto le note fortemente drammatiche di “Stand My Ground” e di “What Have You Done”, il nuovo singolo, si diffondono in sala ed è davvero un bel sentire!!! Sharon si impossessa subito della scena, sorride a tutti e saluta, è contenta di essere qui, per la prima volta, perfettamente a suo agio con quella gonnellina bianca leggera che ondeggia morbida e sinuosa su un paio di stivali neri, e con un corpetto che le stringe il petto, lasciando intravedere la fonte di tanta generosità vocale! La ricetta musicale che ha portato al successo i Within Temptation non è certo difficile da decifrare, ed è il risultato di un gustoso “mix” di melodie potenti ma accattivanti su una base ritmica decisamente metal che costituisce il supporto ideale per i voli pindarici effettuati dalla voce di Sharon, una sorta di Angelo metallico siderale, una potenziale eroina delle nuove generazioni più estreme. Non capita spesso infatti di vedere così tante ragazze ad un concerto del genere, e Sharon deve essere senz’altro l’ideale ”alter ego” di molte di loro! All’interno del repertorio presentato dal vivo, stupisce in positivo la qualità delle esecuzioni di brani storici come “Memories” e “Angels”, delle vere e proprie metal ballads ispirate, auliche e classicheggianti, mentre l’esaltazione collettiva viene raggiunta al momento della riproposta di “Ice Queen”, il singolo che decretò qualche anno fa lo spessore musicale del gruppo. Il pubblico urla a squarciagola quella canzone, è una invocazione, è un momento di identificazione, è una lettura collettiva di tematiche quali l’amore, l’abbandono e la morte, un sentiero ideale caro a quanti sono ancora giustamente in possesso di velleità romantiche, seppure costretti in un mondo materiale e vile, che non vuole ascoltare, sebbene messi in un angolo, con questa musica come unico veicolo di espressione, forte e consolatorio come si conviene!
Articolo del
05/04/2007 -
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