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Mi sembra molto indovinato il connubio fra la musica ed i testi dei brani de “L’Altra Educazione”, il vostro nuovo album. La scelta di un “elettro-noise” godibile e spinto all’eccesso è l’ideale per mettere in tavola certe tematiche tipicamente urbane?
La musica dei Surgery è sicuramente uno dei tanti specchi in cui si riflette la realtà contemporanea. Fatta di ritmi frenetici, rapporti interpersonali inconsistenti e superficialità intellettuale. In questo sconfortante scenario siamo cresciuti e continueremo a vivere ma avendo coscienza e desiderando altre prospettive con tutte le forze.
Cosa c’è dietro il travestimento a metà strada fra il “glam post atomico” e certi boia degli “snuff movies” con cui vi presentate sul palco per i vostri “live act”?
Travestirci è solo un modo per distinguerci dalle altre band e per avvicinare il pubblico ancor prima di aver ascoltato attentamente la musica. Siamo nell’epoca dell’immagine e sappiamo bene che conta averne cura. Abbiamo voluto opporci agli stereotipi classici da rockstar, facendo leva sulla repulsione e sul fascino perverso della mostruosità. Credo che anche questo possa essere definito uno stereotipo, ma ne siamo quantomeno consapevoli.
Canzoni come “L’Erba Cattiva” e “Siamo Animali” confermano un atteggiamento oltremodo provocatorio e ribelle contro il mondo intero. Chi sono i vostri principali nemici?
Se dovessi risponderti sinceramente e nei dettagli non darei una buona impressione perché odio il cardinale Ruini, chi lo fa parlare e chi gli da retta. Le sue posizioni medievali influenzano in maniera negativa lo sviluppo civile del mio paese e quindi non posso far altro che odiarlo. Detesto l'impostazione qualunquista e mediocre dei mezzi d’informazione e dell’intrattenimento televisivo Italiano. Maria de Filippi e Costanzo stanno rovinando generazioni intere, forse esagero e spero di sbagliarmi.
Cosa vi ha spinto a scrivere un testo come quello su “Roma Brucia”?
"Roma Brucia" ha un testo diverso da quelli de L’Altra Educazione, i riferimenti alla città moderna sono inseriti nello scenario classico. Ho un amore e un legame viscerale con Roma e con i Romani, ma a volte vorrei bruciassero insieme in un fuoco degno dei fasti del passato. Vivere a Roma è una fortuna e una condanna. Sarebbe saggio andarsene ma nello stesso tempo un grande errore. Roma brucia quotidianamente di un dolore che è vivo e se riesci a cavartela nel suo seno putrido, niente potrà farti paura.
Industrialismo, sperimentazione e elettronica sono la spina dorsale della vostra musica, quale è però la vostra formazione musicale?
Ci piace la musica ispirata, che sia elettronica, rock o pop. Tra i molti generi che hanno composto la nostra formazione citerei sicuramente il dark, il metal, ma allo stesso tempo anche la tecno, l’industrial, il punk, il sinth-pop, il rock italiano e alcuni fondamentali cantautori. Come vedi il ventaglio delle nostre ispirazioni è piuttosto ampio.
Ascoltando le vostre canzoni che mescolano pop a sonorità industriali, a volte si ha la sensazione che il buon vecchio Alberto Camerini avesse fatto visita ai Killing Joke…
Il sound di Alberto Camerini può essere riconducibile al nostro, anche se un po’ frivolo per i miei gusti. Comunque è stato un caso unico, peccato che parliamo di pochi brani. Ma per quanto riguarda i Killing Joke, sono davvero onorato del paragone. Sono un gruppo che più invecchia e più diventa solido ed esemplare, la stessa vale per i Ministry.
Su “Stupida Estate” ascoltiamo un agghiacciante “non posso cantare parole d’amore” che la dice lunga sullo stato attuale delle cose... Volete aggiungere altro?
Quella frase di "Stupida Estate" in realtà intendeva chiarire che il brano non è una stupida hit zuccherosa e anche la frase “non voglio gridare il mio profondo orrore” serve a riportare l’ascoltatore sui miei classici binari umorali. Vorrei aggiungere a scanso di equivoci; che l’amore e il calore dei sentimenti positivi sono un elemento nutritivo e i migliori carburante per la mia vita.
Su “Elettroshock” possiamo ascoltare la voce di una bambina che canta “ho ucciso mamma e papà con una busta di plastica / me l’ha ordinato la musica”. Siamo ai confini del “politically correct”, quel passaggio non getta forse benzina sul fuoco sulla polemica sempre attuale alimentata da quanti credono che ci sia il “metal sound” dietro certi fatti criminosi?
Il brano butta benzina perché equivocabile, ma in realtà ironizza su quanti pensano che il messaggio violento di un testo possa far commettere atti criminosi. La bambina nell'introduzione di "Elettroshock" grida soltanto “mamma e papà con una busta di plastica” far recitare quella frase per intero ad una creaturina di due anni sarebbe stato davvero criminoso. Questa puntualizzazione era doverosa.
Da dove viene quel “la lezione era in stato avanzato, il libro chiuso, il mio cuore in guerra” che sintetizza la voglia di rivolta, l’esasperazione ed anche il grido di allarme che proviene dalla vostra musica?
Quella frase viene dai miei ricordi scolastici non certo idilliaci e se rappresenta un grido esasperato è perché i cosiddetti educatori sono stati dei grandi bastardi. Se a distanza di così tanti anni ci scrivo canzoni qualche motivo ci sarà. Purtroppo sono partiti con il piede sbagliato e mi hanno fatto incazzare molto presto. Forse se avessi incontrato buoni maestri sulla mia strada, adesso non sarei capace di reagire con la forza necessaria alle deprecabili assurdità di questo sistema.
Siete convinti anche voi che “L’Altra Educazione” sia il vostro lavoro più caratterizzato, quello meglio riuscito?
"L’Altra Educazione" è il nostro lavoro più maturo e quello che ci è costato più lavoro e uno sforzo economico superiore ai precedenti. E’ stato registrato e composto nell’arco di due lunghi anni e raccoglie i brani migliori mai composti fino ad allora. Il prossimo sarà ancora migliore e speriamo di poter continuare le collaborazioni fondamentali che hanno permesso la buona riuscita del suo predecessore, ossia la produzione di Di Marco e Fasciolo, la registrazione e il missaggio dei dbrecording studios e la promozione ottimale della Kick Agency. Ciao e grazie delle domande davvero molto stimolanti a cui è stato un piacere rispondere.
Articolo del
06/04/2007 -
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