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Il locale è pieno, ragazzi ovunque, seduti a terra, sui sofà, negli alcova, sotto al palco, in piedi e nel Mutiny Club cresce l’attesa e anche il caldo inizia a farsi sentire, poi i fari accesi si abbassano fino a creare una luce soffusa e fanno il loro ingresso: Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, accolti da un pubblico caloroso con un lungo applauso; tanti appassionati ma anche molti curiosi che non li conoscevano ancora, scattano foto, cercano un angolino per guardare. L’usignolo di Pisa, Petra Magoni è bellissima con i suoi occhioni azzurri, ma soprattutto bravissima indossa una salopet a gonna e sotto un pantaccolant nero, ai piedi indossa un paio di scarpe con tanto di super tacco vintage stile Vivienne Westwood, un abito dal gusto dadà, lo stesso stile che ho notato in molti brani, in alcuni vocalizzi e modi di giocare con gli acuti e le parole da parte di Petra Magoni e le note di Ferruccio Spinetti. Quest’ultimo contrabbasso e voce, dal 1990 elemento degli Avion Travel, e dal 2004 fa parte del quintetto del pianista Stefano Bollani, alle spalle collaborazioni di livello internazionale. Iniziano questo magnifico progetto già nel 2003. "Musica Nuda" (Radio Fandango) è il loro primo album, riproposto con delle aggiunte in "Musica Nuda 2" (Radio Fandango- doppio cd). La scaletta è ricchissima di brani di cui alcuni anche improvvisati. I due si guardano negli occhi e si capiscono al volo, creano la magia dei celebri duets, suonano uno psyco jazz che ricorda molto quello dei Quintorigo, la teatralità dgli Avion Travel di Peppe Servillo (non a caso). "Over The Rainbow", "Come Togheter", "Roxanne", "Imagine", "I Will Survive", "Sacrifice" tra i brani classici pop rock e jazz riarrangiati e riproposti, e suggestivi ancora di più sono i brani in italiano come "Guarda che luna", "Nessuno", e prima della pausa cantano una particolarissima "Non ho l’età" in cui la composizione dadà - psyco jazz, con tanto di urla di entrambi, e il virtuosismo della voce di Petra, la bravura di Ferruccio al basso, toccano uno dei momenti più alti della serata. Poi a questo brano, per rimanere in tema di love songs struggenti segue "Non andare via", un pezzo in cui Petra ci mette molta passione e la verve di una grande jazzista insieme a note libere sapientemente mescolate di Ferruccio al basso. La voglia di giocare con la musica e le parole viene fuori in "Il cammello e il dromedario", dal basso viene fuori un interpretazione sui generis da "The Final Countdown" degli Europe a "O Sole Mio", fino ad arrivare a "Grease", e Petra si trasforma in Olivia Newton John e il pubblico rimasto fino ad allora in un silenzio sacrale inizia anche a muoversi e a cantare. Quindi la loro non è semplicemente una riproposizione di brani classici, ma una trasformazione attraverso un acido creativo e sapientemente dosato come soltanto i grandi artisti sanno fare. Un altro momento molto toccante è stata la reinterpretazione in voce di "Sicilia" di Stefano Bollani. Il concerto si conclude con due bis; il primo "Prendila così"; poi, acclamati dal pubblico, che ne vorrebbe ancora per parecchio, salgono di nuovo sul palco e cantano "E ci sei", il brano del 1996 che fece conoscere Petra al grande pubblico in occasione del festival di Sanremo. Scrosciano gli applausi e sono tutti contenti perché la magia che hanno creato è veramente tanta, bravi, veramente bravissimi. A presto ragazzi!...
Articolo del
23/04/2007 -
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