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A distanza di un anno tornano a Roma in concerto le Client, un trio inglese di pop elettronico elegante e di buona fattura. La band ha in uscita “Heartland”, il loro terzo album, per la Metropolis Records ed è intenzionata a promuoverlo in tour, anche per fare in modo di allontanare dal pubblico quell’immagine di ragazze carine, alla moda, e solo accidentalmente musiciste, che ne aveva segnato l’esordio. Bisogna dire che questa volta Client A, alias Sarah Blackwood, la bionda vocalist della band, aggressiva e ammiccante, Client B alias Kate Holmes, alle tastiere e Client E alias Emily Strange, al basso, riescono a offrire una prova convincente e la loro miscela di musica elettronica e dark wave colpisce nel segno. D’altronde hanno aperto in passato i concerti dei Depeche Mode e Andy Fletcher, che dei Depeche è il tastierista, è stato produttore del loro album d’esordio, quindi qualcosa devono aver imparato, e si sente! Le note oscure e ventrali di “Rock And Roll Machine” riscaldano subito l’ambiente, segue “Down To Underground”, una ballata pop intrisa di elettronica, ma garbata e godibile. Emily Strange al basso è puntuale, anche quando sembra aggirarsi sul palco con pigrezza e apparente distacco, elementi che in realtà accentuano la sua sensualità devastante. Molto belle anche “The Price Of Love” e “Client”, un brano davvero carico di tensione ed intrigante che contiene quel “available on request / satisfaction guaranteed” che è diventato lo slogan delle Client in tour! Avanti ancora con “6 In The Morning”, “Someone To Hurt”, “Radio” e la fantastica “Drive” dal nuovo disco, che raccontano storie molto moderne, parlano pur sempre di relazioni fra i due sessi, ma con un altro approccio, e se ne infischiano le Client dell’amore romantico! Molto esplicativa a tale proposito “In It For The Money” con quel coro garbatamente ossessivo che ripete “love sex and money” in un diluvio di tastiere e di sonorità cupe di un basso elettrico quanto mai entrante. Il paragone con gruppi come Ladytron e Goldfrapp ci sembra d’obbligo, le Client si muovono su quella stessa lunghezza d’onda e - se il loro scopo è l’intrattenimento - allora l’obiettivo viene centrato in pieno, perché la serata si rivela oltre modo piacevole! In chiusura il “refrain” semplice ma quanto mai diretto di “It’s Rock And Roll”, sì certo, siamo d’accordo, ma in un'altra forma però, più vellutata e dai contorni “dance”, qualcosa che non sarebbe dispiaciuta ai Love and Rockets di Daniel Ash a metà degli anni Ottanta! E allora via con quel “rock and roll is all I want to do /rock and roll is all that I want from you”, dove per rock and roll si intende di tutto, dalla voglia di libertà al sesso, dalla trasgressione al divertimento, creando così una sorta di chiusura del cerchio con i vecchi Padri fondatori! Mucho gusto!
(la foto delle Client in concert è dello stesso autore Giancarlo De Chirico)
Articolo del
27/04/2007 -
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