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Sembrava di essere tornati ai tempi del rock underground di fine anni Sessanta, con un locale storico e tuttora affascinante come il Piper Club di Via Tagliamento che si riempie lentamente in occasione di un concerto atteso ed importante. Il live act di Malcom Middleton, ex Arab Strap, che presenta le canzoni inserite su “A Brighter Beat”, il suo nuovo album solo, riscalda l’ambiente. Il chitarrista e cantante scozzese, originario di Glasgow, sembra aver tratto nuove energie da questa nuova dimensione e, insieme al suo gruppo, mettono in fila una serie di rock ballads morbide e piacevolmente elettrificate, impreziosite dagli interventi del violino e delle tastiere che danno corpo al tessuto melodico dei brani. Oltre alla title track, ritmata, intensa e sognante, resta impressa una canzone molto più cupa ed esistenziale, una ballata minimale dal titolo di “We Are All Going To Die”, ben eseguita da Malcom Middleton & band. Ma quando poco dopo le 23,00 le luci del locale si abbassano ancora, si capisce che è arrivato il momento di Chan Marshall, compositrice e cantante newyorchese, in arte Cat Power, una giovane donna che da sola, senza concedersi niente che non sia il gusto delle sue stesse emozioni, è in grado di fermare il tempo e di creare atmosfera ovunque possa dare spazio alla sua voce. Nell’occasione è accompagnata dalla Dirty Delta Blues Band, il suo nuovo gruppo, composto da Judah Bauer, ex Jon Spencer Blues Explosion, alla chitarra, da Greg Foreman, ex Delta’72, alle tastiere e al piano, da Eric Paparozzi al basso, e da Jim White, ex Dirty Three, alla batteria. Fin dalle prime note delle canzoni di “The Greatest”, l’ultimo album da lei pubblicato, si capisce che attinge molto alla tradizione folk blues della musica americana e che deve essere da sempre una appassionata di “soul music”. Brani come “Where Is My Love”, “Living Proof”, “The Moon“ e la stessa “The Greatest”, la title track, disegnano melodie accoglienti che riproducono sia il calore che la profondità della musica dell’anima. Il pubblico si lascia docilmente prendere prigioniero dalla morbidezza di alcuni suoi passaggi vocali e insieme dalla sensualità della sua voce così roca ed impastata, eredità del blues. Chan si muove in continuazione sul palco, sorride, si inginocchia, sembra quasi in preghiera quando interpreta “Lived In Bars”, nuovo singolo e nuovo video, e “Love And Communication”. I tempi della disperazione e del pianto sono finiti, non è più preda delle sue allucinazioni, è una Cat Power meno ombrosa, meno inquieta quella che si presenta qui questa sera, un’artista matura innamorata delle sue canzoni e che si dimostra anche perfetta conoscitrice della storia dalla quale proviene. “Song To Bobbie” infatti, è dedicata a Bob Dylan, ed è un brano che verrà inserito sul prossimo album solo, ma poi in rapida successione ascoltiamo anche una versione davvero particolare di “Satisfaction”, noto brano dei Rolling Stones, una cover da brividi di “The Dark End Of The Street” di James Carr, pietra miliare della musica americana, e infine una interpretazione appassionata di “I’ve Been Loving You Too Long” di Otis Redding, altro manifesto della “soul music”. Cosa chiedere di più da una serata così? Il cerchio si chiude, Cat Power, la nuova star dell’indie rock, che mescola le sue composizioni con pezzi storici dei tempi andati, risorge il Soul, torna a scorrere il Blues, ci si perde dietro quelle emozioni, comunicate da una giovane donna che ha sofferto, che non se ne vergogna e che ama profondamente tutti noi attraverso la musica che è capace di regalarci e che fluisce libera e sincera dal suo canto.
Articolo del
09/05/2007 -
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