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- Quale la genesi di un nome davvero ispirato ed originale come Sospirinaria? Ha qualcosa a che fare con l’impatto che vorreste abbia la vostra musica?
Il fatto è che il nome è del tutto casuale, ci è venuto in mente dopo settimane di ricerca e solo dopo averlo accettato perché suonava bene ci siamo resi conto anche del significato figurato che poteva avere e che in fondo è rispecchiabile nella nostra musica. La cosa di cui siamo più contenti è che è un nome originale, bello e soprattutto non appartiene a nessun’altro per quanto ne sappiamo.
- Se avete letto la recensione, ho apprezzato il vostro cd. Potreste dirci di come e quando vi siete formati come band?
Ci siamo formati nel 2005 dopo altre esperienze con altre band, inizialmente ci siamo allenati facendo cover di matrice più che altro “grunge”, poi abbiamo scoperto una certa affinità nei nostri gusti cominciando a tirare fuori composizioni e suoni nostri cercando di staccarci il più possibile dalle cover e portando avanti la nostra strada “underground” sicuramente più difficile ma sicuramente più ricca di soddisfazione per quanto ci riguarda.
- Brani come “Messico”, “Sotto La Polvere”, “Aspetta Immobile”, e “Prima di Mezzanotte”, che è davvero bella, risentono molto delle influenze di certo rock targato U.S.A. Quali sono state le vostre maggiori influenze musicali?
Direi che nel corso degli anni abbiamo masticato tanta musica che ci ha reso ciò che siamo, ma chi ha davvero sconvolto il nostro cammino sono stati gruppi come Nirvana, Pearl Jam, The Cure, The Beatles, Muse, Oasis, Radiohead e tanti altri gruppi senza i quali non avremmo mai preso forma come musicisti.
- A dire il vero, sono rimasto favorevolmente impressionato anche da “slow ballad” come “Uno Per Volta” e “Vecchio”, che partono da una base acustica, ma che poi regalano un crescendo elettrico davvero convincente. Come costruite le vostre canzoni? Da che cosa traggono spunto le vostre storie?
In molti casi le canzoni prendono spunto da esperienze personali di vita più o meno quotidiana, io propongo un’idea, una bozza e poi se lo spunto ha delle buone caratteristiche che ci rispecchiano, tutti e tre cominciamo a lavorarci sopra per dare una forma ed un senso al nuovo materiale fino a che il risultato non prende un senso per noi.
- E’ stato difficile cominciare dalla provincia per entrare nel circuito del rock? E come volete starci? Da che parte?
Indubbiamente è dura, però credo che molto dipenda dalla volontà che si mette in ciò che fai, certo le possibilità che abbiamo noi rispetto a chi vive in realtà più grandi sono molte meno soprattutto per quanto riguarda i live, ma in fondo tutto mondo è paese e come ho già detto la determinazione e anche un po’ di fortuna in campi come la musica fanno la differenza, a questo proposito vorrei rendere merito alla Kick Agency di Roma che sta seguendo la promozione del nostro primo cd e che grazie al suo lavoro ci fa uscire un po’ dalla nostra realtà di provincia. Per quanto ci riguarda vorremmo stare dalla parte dei gruppi che ci hanno ispirato in Italia e quindi il circuito è sempre l’underground, più che altro ci piacerebbe poter esprimerci come vogliamo, senza vincoli e cercando sempre di divertirci suonando. So che non è poco ma visto che ce l’hai chiesto… - E’ banale, lo so, me ne rendo conto, ve ne chiedo scusa da subito, ma come coniugate Gubbio, San Francesco, il Lupo e il Rock and Roll?
Gubbio è la nostra città della quale andiamo fieri e che coniugo con il lupo che può essere visto come la mancanza di una scena e la carenza di situazioni live che minacciano e scoraggiano chi vuole far musica indipendente come noi, San Francesco lo coniugherei col rock nel senso più libero del termine, perché il rock è da sempre stato simbolo di ribellione e di rotture dagli schemi della società e credo che lui in questo sia stato davvero un esempio da seguire.
Articolo del
11/05/2007 -
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