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Le difficoltà nel trovare parcheggio ci fanno capire subito che stasera a Stazione Birra si fa sul serio, si gioca pesante e non c’è poi da meravigliarsi se poi è quasi impossibile affacciarsi in sala. E’ la sua serata, sono tutti lì per lui, vecchi rockers d’annata, nati con il blues, stempiati ma duri a morire, accanto ai giovani dell’ heavy metal che trovano in Paul Gilbert, ex Racer X, ex Mr Big, fra i capostipiti dei guitar heroes negli anni Ottanta, un punto di riferimento di fondamentale importanza. Paul Brandon Gilbert ha iniziato a suonare la chitarra a soli sette anni, è andato a lezione ma poi - visto che non riusciva ad assimilare le tecniche classiche di approccio allo strumento - ha smesso per ricominciare più tardi, a modo suo. Con il passare del tempo è riuscito a perfezionare un suo personale stile chitarristico, capace di contenere sia la vocazione melodica della sua preparazione di base che quella carica distruttiva da perfetto shredder che gli ha permesso di imporsi sulla scena metal. Adesso a 41 anni d’età, e con una fertile carriera solista alle spalle, Paul presenta questa sera dal vivo le composizioni tratte da “Get Out Of My Yard”, un cd del 2006, ma il suo ultimo album in ordine di tempo. Il disco è quasi esclusivamente strumentale, ma ci sono anche dei passaggi in forma canzone, quelli più adatti alla dimensione live. Ben presto infatti riconosciamo le note di “Rusty Old Boat” e di altro materiale nuovo che si vanno a mescolare in modo frenetico ed esaltante con citazioni del suo passato con i Mr. Big - come l’arpeggio iniziale di “To Be With You” – con citazioni classicheggianti o con gustosi reprise da Led Zeppelin e Deep Purple. La band che accompagna Paul Gilbert in tour è giovane ma molto agguerrita, c’è il bassista che incalza con il suo strumento neanche fosse in possesso di una motozappa e ci siamo noi in delirio per un fiume di musica che parte dal blues approda al rock ritorna al funky disegna melodie arcane e spara heavy metal in un arco di tempo ragionevolmente breve e con modalità di esecuzione veloci e molto molto pulite. Dopo l’esecuzione di “My Teeth Are A Drumset”, Paul vede fra il pubblico agitarsi un tipo con un sombrero gigante. E’ per lui, sopra c’è scritto Mexico, è più che un invito, non aspettava altro, e via con “Down To Mexico” un’altra cavalcata chitarristica di devastante potenza. Scorrono via altri grandi successi targati Mr.Big come “Addicted To That Rush” con i ragazzi delle prime file che - a sorpresa - accompagnano Paul e cantano a memoria. Il finale invece è riservato a brani esaltanti e corrosivi come “You Kids” e “I Am Not Afraid Of The Police” e ad un immancabile tributo al genio, al punto di partenza di qualsiasi chitarrista rock, a Jimi Hendrix ed esplodono quindi sul palco di Stazione Birra le note fulminanti di “Foxy Lady”, un suo classico, un pezzo immarcescibile, che comunque Paul Gilbert riesce a reinterpretare con una vena di ritrovata freschezza e cattiveria. Non potevamo chiedere di più, ce ne andiamo felici e consapevoli di come e quanto una chitarra elettrica… allunghi la vita!!!
(la foto di Paul Gilbert in concert è stata gentilmente concessa dallo stesso autore Giancarlo De Chirico)
Articolo del
12/05/2007 -
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