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Sono circa le 21 quando le luci si spengono nel caldo torrido dello Zenith di Parigi e nel buio si comincia a sentire il beep che contraddistingue l’inizio di The Black Parade, l’ultimo lavoro dei My Chemical Romance, concept album che narra le emozioni e le paure del protagonista che sta per morire e che viene chiamato semplicemente The Patient. “Now c’mon c’mon to this tragic affair” canta Gerard Way, che esce sul palco pochi secondi dopo immedesimato proprio in questo personaggio, con un camice da ospedale addosso, trucco bianco in faccia e occhi cerchiati di nero. Comincia con The End, intro dell’album, e a metà canzone sfila via il camice per rivelare la divisa da Black Parade, la stessa indossata dagli altri componenti della band e già sfoggiata nei video di Welcome To The Black Parade e Famous Last Words. A ruota proseguono con Dead! su cui il pubblico, prevalentemente molto giovane, si scatena, tanto che nelle prime file si ha l’impressione che non ci sia una sola persona in tutto il palazzetto che non stia saltando! “We are the Black Parade!” annuncia Gerard subito dopo, e come i fans dei My Chemical Romance ben sanno questo significa che stiamo per assistere ad uno dei fortunati concerti in cui l’ultimo album verrà suonato per intero. E questo è infatti quello che promette il cantante seguito dal boato del pubblico, prima che riprendano a suonare, una dopo l’altra, tutte le canzoni con lo stesso ordine del cd, seguendo la disperata e tormentata storia di The Patient. L’energia è alle stelle, l’acustica è ottima e Gerard Way sa tenere il palco e coinvolgere in modo tale che è davvero difficile non lasciarsi trascinare. Lasciato alle spalle un passato disturbato da problemi di alcool e droga, ora appare perfettamente lucido e concentrato, la sua voce è pulita e potente, la comunicazione col pubblico è costante e reciproca, ma quello che colpisce più di tutto è la teatralità di questo frontman, vero e proprio “animale da palcoscenico”, che accompagna ogni momento con espressioni, gesti, atteggiamenti, senza mai scadere nell’eccessivo, ma apparendo sempre estremamente coinvolto ed immedesimato nella parte. L’esempio più plateale è probabilmente Mama, il brano più originale e teatrale dell’album e del concerto, e uno dei momenti più amati dai fans. Qui Gerard trascina il pubblico per cinque minuti di canzone che presenta passaggi che arrivano a ricordare il musical, e conclude con un pianto disperato sotto il riflettore puntato solo su di lui, trasformando gradatamente i singhiozzi in una risata da pazzo che rivela tirando su la testa all’ultimo secondo, prima che torni il buio, e si riprenda con la canzone successiva. Traspare una forte sintonia tra i componenti della band, tra cui spicca, per tecnica, Ray Toro, chitarrista principale, estremamente professionale e concentrato. Frank Iero, secondo chitarrista molto amato dai fans, accompagna con parti più semplici ma offre un forte contributo di immagine, muovendosi molto, buttandosi per terra, inscenando duetti complici di perfetta intesa con Gerard. Bob Bryar, il batterista, è preciso e attento, e presenta un certo gusto, pur senza eccellere in tecnica. E’ assente il bassista della band, Mikey Way, “impegnato” in luna di miele! Lo sostituisce Matt Cortez, entrato dell’entourage come uno dei loro tecnici, che si inserisce come semplice accompagnamento senza mai spiccare, risultando praticamente invisibile sul palco. La formazione dal vivo si avvale inoltre della presenza preziosa di un tastierista, James Dewees, che pur rimanendo quasi sempre sullo sfondo, contribuisce ad arricchire l’atmosfera. Oltre alla già citata Mama, anche gli altri brani di The Black Parade hanno un’ottima resa dal vivo. Commovente Cancer, eseguita solo voce e piano; intensissima Sleep, che parte con le voci fuori campo, come nel cd, e ci trascina nei terrori notturni del protagonista trasmettendone i brividi; potenti nel senso più “metal” del termine pezzi come This I How I Disappear, House Of Wolves e The Sharpest Lives; coinvolgente Teenagers, amata soprattutto dai più giovani; acclamati da un pubblico entusiasta i singoli Welcome To The Black Parade, I Don’t Love You e Famous Last Words, quest’ultima particolarmente trascinante, e con cui si conclude il primo set di canzoni. Durante la pausa dagli speakers si sente Blood, la grottesca ghost track tratta da The Black Parade, poi eccoli di nuovo sul palco. Senza trucco questa volta, vestiti con normali jeans neri e magliette, per ripartire con ben nove pezzi di bis, tutti tratti dal loro secondo cd Three Cheers For Sweet Revenge, con una sola eccezione, Heaven Help Us, recente b-side del singolo Welcome To The Black Parade, inaspettatamente conosciuta e accolta con entusiasmo da gran parte dell’audience. Le Zenith è il palazzetto per concerti rock più importante di Parigi, nonché uno dei più famosi e rinomati in Europa. Suonare qui indubbiamente rappresenta un punto di arrivo significativo e i My Chemical Romance, con un dichiarato passato da ascoltatori e fans del genere, ne sono perfettamente e chiaramente consapevoli. Durante la seconda parte del concerto Gerard Way si ferma a parlare tra una canzone e l’altra, raccontandoci di quando anni fa la band era in Europa per la prima volta e si erano ritrovati tutti nella stessa stanza d’albergo a guardare insieme Hullabaloo, il dvd live dei Muse registrato appunto allo Zenith. Ricorda del loro entusiasmo, delle loro speranze di gruppo alle prime armi, e di come si erano detti che un giorno forse ce l’avrebbero fatta anche loro. E ora sono qui, sotto questi stessi riflettori, a raccontarci i motivi per cui questa data sia per loro così speciale, di fronte ad un pubblico che ricambia a braccia aperte e partecipa entusiasta e coinvolto fino all’ultimo pezzo, Helena, cavallo di battaglia del secondo album dei My Chemical Romance, con cui si chiude il concerto.
Setlist completa:
The End Dead! This is How I Disappear The Sharpest Lives Welcome To The Black Parade I Don’t Love You House Of Wolves Cancer Mama Sleep Teenagers Disenchanted Famous Last Words
I'm Not Okay Cemetery Drive The Jetset Life Is Gonna Kill You The Ghost Of You Heaven Help Us Give 'em Hell, Kid Thank You For The Venom You Know What They Do To Guys Like Us In Prison Helena
Articolo del
27/06/2007 -
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