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L’edizione del Telecomcerto di quest’anno era uno di quegli eventi musicali da non perdere, una serata che quelli del Progetto Italia della Telecom ed il Comune di Roma hanno pensato di offrire come al solito gratuitamente al pubblico romano e a tutti quelli che provenienti da ogni regione di Italia o anche dall’estero (è il caso di un gruppo di inglesi che ha comprato il biglietto online su internet senza sapere che l’evento era gratuito) hanno affollato il prato del Circo Massimo fin dalle prime ore del pomeriggio. Il concerto è stato allestito alla perfezione e in un arco di tempo piuttosto breve, ma la macchina organizzativa ha retto bene, malgrado fossero oltre 500.000 le persone che si sono radunate per accogliere il ritorno dei Genesis, la storica band di Rock Progressivo inglese, che mancava dall’Italia da ben 18 anni! Phil Collins, voce e batteria, Tony Banks, tastiere, e Mike Rutherford, chitarra solista, sono quel che resta del nucleo storico del gruppo, dopo l’abbandono di Peter Gabriel, prima, e di Steve Hackett, poi. Accanto a loro dei session men straordinari come Chester Thompson (ex Weather Report, ex Frank Zappa) alla batteria e Daryl Stuermer (ex George Duke Band) alla chitarra elettrica e al basso. L’appuntamento romano di questa sera è anche l’ultima data europea del tour di “Turn It On Again”, dopo di che la band volerà negli Stati Uniti. Il palco è di dimensioni enormi, una struttura a forma di W di spaventosa bellezza, lunga circa 64 metri, alta 30, dotata di tre schermi giganteschi ad altissima risoluzione. Lo scenario naturale è fantastico e intorno alle 21,20 la Luna comincia ad illuminare questa splendida serata (ripresa integralmente da telecamere mobili in modo da essere riversata su dvd e commercializzata quanto prima) e i Genesis danno inizio alle danze. Le note dinamiche e potenti di “Behind The Lines” e di “Turn It On Again”, entrambe tratte da “Duke”, riscaldano ben presto l’ambiente. Seguono “No Son Of Mine”, da “We Can’t Dance” e ”Land Of Confusion”, inserita su “Invisible Touch”, per una parte iniziale del live act che riflette per intero quella virata verso un pop raffinato e godibile intrapresa dai Genesis negli ultimi anni. Subito dopo però Phil Collins, in un italiano stentato e divertente, annuncia un repertorio fatto di “canzoni d’annata”: il pubblico approva con un’ovazione calda e corale. Le note intriganti del crescendo elettrico di “In The Cage”, tratta da “The Lamb Lies Down On Broadway”, il primo vero concept album registrato dal gruppo, hanno un effetto devastante sui presenti, molti dei quali non più giovanissimi, che si “sciolgono” sul piano emotivo, al solo ricordo! E ancora ”The Cinema Show” e quella “Afterglow” dolcissima, che ricordiamo inserita su ”Wind & Wuthering”. Dopo questa breve parentesi si torna al periodo più recente con ballate pop ben congegnate come “Hold On My Heart” e “Home By The Sea”, per poi ritornare - all’interno di una politica di sana alternanza, direbbero al telegiornale - al passato con il refrain morbido e quanto mai accattivante di “Follow You, Follow Me”, il fortunato singolo tratto dal non eccelso “And Then There Were Three”. Coppie non più giovani si abbracciano teneramente all’ascolto, papà con bambini al seguito si affannano sul piano educativo e didattico, e comunicano loro il “sacro verbo”, che poi sarebbe quello che ascoltavano da giovani. Mai come in Italia infatti il Rock Progressivo degli anni Settanta ha potuto contare su un numero così vasto di seguaci e i Genesis - insieme a band altrettanto celebri come i King Crimson e i Van Der Graaf Generator - hanno avuto continui riconoscimenti di stima, di vendite e di affetto. Arriva un medley composto da “Firth Of Fifth” e dalla ben nota “I Know What I Like”, tratto da “Selling England By The Pound”, il cui ritornello viene cantato a squarciagola da grandi e piccini. Giunti al momento dell’esecuzione di “Mama”, la timbrica diventa più oscura, il beat elettronico si fa più martellante, il brano è interpretato con grande classe da un Phil Collins in grande forma che si lascia andare a quel ghigno, a quella risata isterica, che tanto apprezzavamo su disco! I vecchi Genesis si contraddistinguevano per la venatura romantica delle loro canzoni e ascoltare di nuovo una slow ballad melodica e ondeggiante come “Ripples”, tratta da “A Trick Of The Tail”, fa scorrere i brividi lungo la schiena di noi tutti! E’ il momento di rendere tributo alla piazza e, mentre enormi fasci di luce illuminano porzioni di pubblico in festa, Phil Collins spiega la natura dell’effetto “Domino”, per poi eseguire subito dopo il brano omonimo. Non mancano i passaggi solo strumentali, che mettono in risalto le abilità dei singoli musicisti, per poi raggiungere l’apice al momento dell’inarrestabile dialogo alla batteria fra Phil Collins e Chester Thompson, preludio a “Los Endos”.ù L’ultima parte dello spettacolo è dedicata a composizioni di presa immediata e molto coinvolgenti, è il caso di “Tonight Tonight Tonight” e del pop gustoso ed incalzante di “Invisible Touch”. Dopo una pausa di qualche minuto, i Genesis tornano sul palco per il gran finale: ringraziano Roma e la sua gente, che rimarrà nel loro cuore per sempre, e Phil Collins intona una divertente versione di “I Can’t Dance”, all’interno della quale mima balletti goffi ed improbabili. Il saluto finale, l’ultimo, quello definitivo, non poteva che essere lasciato sotto un cielo di stelle alle note sognanti di “Carpet Crawlers”, la stupenda rock ballad che è di certo il simbolo di tutta la loro produzione artistica... La voce di Phil Collins non fa rimpiangere quella di Peter Gabriel e fra il pubblico la commozione si mescola al ricordo. Sono davvero in tanti a cantare “We’ve got to get in, to get out”, molti accompagnano quella melodia stringendosi forte in un abbraccio, altri ancora improvvisano passi di ballo teneri e sentimentali a cui consegnare per un’altra volta ancora gli ideali non realizzati di una intera generazione, la nostra.
(la foto di Mike Rutherford on stage al Circo Massimo di Roma è dello stesso autore dell'articolo Giancarlo De Chirico)
Articolo del
16/07/2007 -
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