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E’ una splendida giornata di sole ad Aix-Les-Bains, il clima è caldo ma non troppo, il cielo è azzurro e soffia una leggera brezza. L’area in cui si svolge il Musilac Festival è incantevole, distesa su un prato di erba fresca e soffice sulla riva di un lago, il lago di Bourget per la precisione, in una zona pre-alpina vicino a Chambery. Tutto è organizzato in modo impeccabile, c’è ombra sotto gli alberi in abbondanza, banchetti per fare shopping, stand gastronomici di ogni genere, tavolini per ristorarsi, lo stand di Guitar Hero dove si affollano i giovanissimi, un’area per le signing sessions dove sconosciuti (a noi) gruppi francesi attirano fans entusiasti, t-shirt ricordo ufficiale del festival a 5 euro, fontanelle per rinfrescarsi, e perfino i bagni puliti! Insomma, ce n’è abbastanza per annotarsi di controllare il programma del festival l’anno prossimo e nel caso rifarci un pensierino… Lungo il percorso c’è anche un’area di TVEurope2, dove i Keane ci danno il primo assaggio, acustico, della loro musica, nel tardo pomeriggio a sorpresa, richiamando intorno alle transenne che delimitano lo stand riservato tutti quelli che erano impegnati a bighellonare e curiosare nella zona. I tre ragazzi inglesi dimostrano subito di essere in ottima forma, Tom Chaplin imbraccia la chitarra acustica e ci regalano un’inedita ed interessante versione di Is It Any Wonder, poi rilasciano un’intervista per la TV e rientrano nel backstage, non prima di aver accontentato le tante richieste di autografi. Proseguendo oltre l’area degli stand si arriva infine ai due grandi palchi, montati su uno spiazzo pianeggiante uno di fronte all’altro. Non vengono utilizzati contemporaneamente, ma in modo alternato, per risparmiare al pubblico il tormento dell’attesa del cambio degli strumenti. I fans più scatenati sono appostati sotto il sole da ore per conquistare e conservare la prima fila, resistendo ad una lunga serie di gruppi francesi di vario genere che si susseguono sui due palchi. Così intorno alle dieci di sera, quando termina il concerto dei Superbus (band rock francese che considerando la partecipazione del pubblico sembra molto conosciuta da queste parti), in meno di dieci minuti i Keane cominciano a suonare. Chrystal Ball è il pezzo di apertura, accolto subito con molto entusiasmo da un pubblico caldo e coinvolto. La voce di Tom Chaplin è pulita e intensa, Tim Rice-Oxley suona la tastiera e si agita con la consueta passione, Richard Hughes accompagna con una batteria precisa ed energica. Sembrano finiti i tempi bui, i ragazzi sono tornati alla grande, Tom appare sereno e sorridente e ci racconta della loro ritrovata amicizia e della felicità di celebrare proprio quella sera il centesimo concerto del tour di Under The Iron Sea. Proseguono poi alternando canzoni dei due album, il cavallo di battaglia Everybody’s Changing, poi Put It Behind You, Nothing In My Way, un’intensissima We Might As Well Be Strangers e una estremamente coinvolgente Bend And Break. A questo punto anche sul palco Tom sfodera la chitarra e il trio esegue una bellissima e originale versione di Your Eyes Open, seguita a ruota da Hamburg Song, al termine della quale Tom si cimenta in un pezzo da brivido di Fly To Me, bside di Everybody’s Changing, eseguita tutta voce con un solo leggero tappeto di tastiere sullo sfondo. Si riprende con Leaving So Soon e un’esecuzione di This Is The Last Time da levare il fiato, poi il momento più commovente ed intenso del concerto, A Bad Dream, una delle tracce migliori dell’ultimo album. La canzone è ispirata a An Irish Airman Foresees His Death, un poema di Yeats sull’orrore e il dolore della guerra. Tom manda senza mezzi termini “a quel paese” Bush manifestando pubblicamente la propria condanna nei confronti della guerra in Iraq, poi annuncia il video che sta per essere proiettato sullo schermo, su cui passano immagini di guerra mentre la voce calda da brivido di Neil Hannon (cantante dei Divine Comedy, che ha prestato la sua collaborazione) scandisce parte dello splendido poema di Yeats, sottotitolato in francese per la comprensione di tutti. Sul finire delle immagini partono le prime note e la canzone scorre via interpretata perfettamente, con tutta l’intensità che la contraddistingue. A chiudere il concerto arrivano poi Is It Any Wonder, Somewhere Only We Know, accolta con un particolare entusiasmo, e per finire Bedshaped, bellissima come sempre, con un finale in crescendo in cui Tom dà il meglio di sé. I Keane dal vivo convincono sempre di più e il salto di qualità rispetto agli esordi è evidente, tanto in materia di professionalità quanto in sicurezza e padronanza del palco. Interessante l’episodio con la chitarra, che forse lascia uno spiraglio aperto per un possibile utilizzo dello strumento anche su disco, magari tra qualche tempo. Intanto si dimostrano prontissimi per registrare il dvd live il prossimo 21 luglio a Londra.
(la foto di Tom Chaplin al Musilac Festival associata all'articolo è di Roberto Maestrini)
Articolo del
20/07/2007 -
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