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Venerdì 7 settembre. Ufficialmente riapre la stagione. Riapre il Traffic. Uno dei locali cardine dell'underground romano. Per l'occasione tirato a lucido e rinnovato nella sua sala principale, quella destinata ai roventi live show che da qualche anno caratterizzano una programmazione varia, onnivora, attenta, spiritata, sempre curiosa e coinvolgente. Alle 21.40 la mia apparizione messianica si traduce sull'uscio del locale dove ha inizio il rito dei "saluti" che è un piacere riprendere dopo almeno un paio di mesi di ferie forzate. Una trasmutazione da selezionatore di dischi "carini" che intorno alle 23.10 aprirà le danze per un giro di valzer, per una staffetta in cui si avvicenderanno altri tre momenti moltiplicati per due, altri tre Dj Set (Supermarket, Dj Baronetto e Dj Henry Kib) accuratamente scelti per dipingere di varietà una serata di gala come questa. Alla spicciolata, con la solita lentezza capitolina, il club si satura di personaggi noti, meno noti, avventori della prima ora, della seconda, della terza, della quarta finanche della quinta. La pattuglia di Nerds Attack! è nutrita e scomposta. Stasera riusciamo ad essere più ciancianti, più cafoni del solito, più portati alla festa. Hag, Watt, il Gherardi versione Madchester, Aguirre I, Lipstick Traces, il Serra, Flavietta, il monolitico Di Fabio, tutti guidati dalla calma aziendale del Sensei (!!!) che dispensa perle di saggezza a iosa. Il Traffic è così. Tranquillità e rilassatezza al piano superiore. Irruenza e voglia di divertimento al piano inferiore. La sala rinnovata ha raddoppiato lo spazio. Ha allargato i confini. Palco piazzato alla sinistra delle scale. Consolle, backstage, postazione fonico, bagni bagni alla sinistra, grande atmosfera da club. Dove stare vicini è l'imperativo. Dove sentire il fiato dell'altro accanto è d'obbligo. Dove iniziare a ballare sembra normale. L'apertura Trip Hop scalda l'odore di immacolato e bollenti animi di personaggi d'altri tempi. Poi via via la musica pigia sull'acceleratore. Secondo giro. Il tempo passa tra sorrisi e bicchieri vuoti. Tra whiskey brucia budella e strette di mano. C'è una gran parte della Roma musicante. Ma non solo. Tavoli di fanciulle trasognate. Di cappelli e sudore. Di tatuaggi e basette. Di amici e sguardi furtivi. Di cose semplici difficili da spiegare. Di cose per le quali, tutto sommato, val la pena vivere. Come la notte. Come il cuore. Come il Traffic.
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
Articolo del
11/09/2007 -
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