|
Sono tornati i Kula Shaker, li ricordate? A quasi dieci anni da Peasant, Pigs & Astronauts, Crispian Mills e soci ci riprovano con il novello Strangefolk. Formazione pressoché identica, con Mills a voce e chitarra, Alonso Bevin al basso e Paul Winter-hart alla batteria. Unica new entry, Harry Broadbent alle tastiere, che sostituisce Jay Darlington, entrato in pianta stabile nelle line-up live degli Oasis. I Kula Shaker sono stati tra i protagonisti del panorama live italiano del mese di ottobre, con tre date in tre giorni (il 19 a Milano, il 20 a Roma ed il 21 a Ravenna). Il concerto romano di sabato 20 ha registrato il tutto esaurito, riempiendo il Circolo degli Artisti come pochi altri hanno saputo fare. Io dovevo essere lì. Infatti io lì c’ero... Purtroppo il Circolo degli Artisti non è sempre al top in fatto di organizzazione e ogni tanto la professionalità latita. I miei accrediti infatti sono misteriosamente andati perduti nel passaggio telefonate-email tra la Tandemtree ed il Circolo... risultato? Con i biglietti sold-out non mi è rimasto che chiamare il mio contatto inglese che direttamente dall’Inghilterra ha risolto il problema... Dio benedica la perfetta organizzazione britannica! Il concerto però era già iniziato da un pezzo. Il locale si era infatti riempito molto presto, costringendo gli Orange di Francesco Mandelli, che aprivano la serata, a suonare ben prima dell’orario stabilito. Tagliando corto, il morale della favola è che sono riuscita a vedere solo l’ultimo terzo dell’esibilzione dei Kula Shaker e mi ritrovo qui con la coda tra le gambe ed il capo cosparso di cenere a raccontarvi solo un morso di concerto. Entro e mi accorgo che il locale è davvero stracolmo: non solo la sala dov’è stato allestito il palco trasuda umanità da ogni angolo ma il pubblico si è espanso anche nella saletta accanto e si affaccia come meglio può verso il palco, nella speranza di vedere anche solo il ciuffo biondo di Mills, il manico del basso di Bevin... o semplicemente un amplificatore. Con tre bracciate mi immergo tra la folla fin sopra la testa. Distinguo chiaramente le note finali di Shower Your Love a cui segue Hurricane Season, la canzone dell’ultimo cd che riferita al devastante uragano Katrina. Mi guardo intorno, il pubblico presente è decisamente eterogeneo sia per età che per stili. In molti cantano i testi di tutte le canzoni, sia le più vecchie che le nuove arrivate. L’aria è calda e la gente di ottimo umore. Crispian Mills e soci si divertono sul palco e sanno coinvolgere. Sulle note di Tattva c’è una vera ovazione. Tutti cantano, ballano e si divertono. L’aria anni Settanta che trasuda dai loro brani non perderà mai il suo fascino. Con la cover di Joe South, Hush, altro grande successo della band, il pubblico è in visibilio. Probabilmente i Kula Shaker hanno fatto molti passi falsi nella loro carriera e non hanno sempre prodotto cd all’altezza delle aspettative, ma sul palco si sanno far perdonare. Anche i brani tratti da Strangefolk guadagnano un’identità nuova e più colorata sotto i riflettori del palco. Un esempio su tutti è Great Dictator (Of The Free World), canzone che guarda il mondo dalla “prospettiva di Bush”, una delle più belle dell’album che però live riesce a guadagnare almeno 10 punti extra. Il concerto è agli sgoccioli, Mills snocciola qualche frase in italiano per la gioia dei non anglofoni presenti e l’esibizione si chiude con la misticheggiante Govinda. Il pubblico sembra avere bisogno di qualche minuto per ritornare al presente e alla realtà. Intanto i Kula Shaker sono già usciti dal backstage e si prodigano in autografi e foto senza lesinare sorrisi e battute. Gli italiani, malgrado i dieci anni di latitanza, senza ombra di dubbio non si sono dimenticati di loro. La band se ne è accorta ed è per questo che la cosa che sopra ogni altra verrà ricordata di quest’esibizione sarà l’alchimia perfetta, l’armonia, il mood festoso e coinvolto che attraversava il Circolo degli Artisti a cavallo delle note. Magia. I Kula Shaker se ne vanno promettendo di tornare presto... e io prometto che farò tutto il possibile per esserci di nuovo... ed entrare dall’inizio!
Articolo del
25/10/2007 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|