|
Inizio questa recensione – anche se non ha, come di consueto, la pretesa di esserlo, piuttosto solo il mio resoconto della serata – con alcune frasi che Johnny Solinger, “nuovo” cantante degli Skid Row che sostituisce già dalla reunion del 2000 il frontman storico Sebastian Bach, ha urlato durante il concerto: “dite ai vostri amici che pensano che il rock sia morto e che questo gruppo non dovrebbe esistere: GET THE FUCK OUT!”; oppure: “non importa quanto vecchi siamo o quanto vecchi siete: noi continueremo a farlo (il rock, ovvio, ndr), SKID FUCKING ROW!”; e la più bella, ripetuta più volte: “questo non è un concerto, questo è un party!”.
Il bello degli Skid Row è che trasformano davvero un concerto in una grande festa: intendiamoci, il genere è l’hard rock un po’ glam, dei tardivi anni ‘80, un po’ fratelli dei Guns e dei Motley, un po’ cugini cattivi dei Bon Jovi, che conosciamo bene, che si ama, si odia o che si apprezza molto se consumato a piccole dosi (come il sottoscritto) e soprattutto nella versione live. Oltre che per l’energia del loro rock, la sua potenza, velocità, anche violenza, gli Skid Row colpiscono anche per la straordinaria foga con la quale si presentano e si concedono al pubblico: impossibile non farsi trascinare ed impossibile non definirli come uno dei gruppi più generosi in circolazione.
Componenti fondamentali degli Skid Row sono anche simpatia e ironia: non è da tutti infatti riuscire a non prendersi troppo sul serio, arrivare con un nuovo album cercando di fare semplicemente quello che sanno fare al meglio. Le nuove canzoni si inseriscono benissimo nella scaletta classica: i riff sono sempre più potenti, le melodie sempre accattivanti, i testi sempre più... beh... Skid fucking Row!
Devo darvi dei titoli? (per chi non li conoscesse molto...) L’ABC: Monkey Business, Slave To The Grind, Get The Fuck Out, Sweet Little Sister, e se proprio volete anche il lentazzo: I Remember You. Interessante anche la cover di Psycho Therapy dei Ramones, una bella sorpresa.
Per il resto: capelli lunghi, bandane, tatuaggi, canotte, birre, tanti Fuck!, riff duri e puri, assoli veloci, chitarre distorte e batteria che picchia... questi sono gli elementi necessari per un gran bel rock ‘n roll show, saperli miscelare alla grande non è da tutti, e fra questi, gli Skid Row sono dei maestri.
Ad aprire il concerto i Side One, giovane band italiana che ha dimostrato di aver imparato alla grande dai maestri.
Articolo del
11/11/2007 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|