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Piove e fa freddo, non ci sono le condizioni ideali per uscire di casa, ma uno sforzo possiamo anche farlo se il richiamo è rappresentato dal potente grido di guerra lanciato dalle Meldrum, la band per metà svedese e per metà americana che è in tour per presentare “Blowing Up The Machine", il loro nuovo album, finalmente distribuito anche in Europa, e non soltanto negli Stati Uniti. Il disco è il seguito di “Loaded Mental Cannon”, titolo che segnò il loro debutto quasi due anni fa. Le Meldrum però si fanno attendere, restano in albergo fino a tardi, e quando poi salgono sul palco del Jailbreak, è già mezzanotte e mezzo, e siamo già ad un nuovo giorno!!! Non molto alte, ma in possesso di una quantità di energia invidiabile, talvolta addirittura in esubero, Michelle Meldrum, chitarra elettrica, Moa Holmsten, voce, e Frida Ståhl, al basso, stabiliscono subito un contatto quanto mai diretto ed efficace con un pubblico non eccessivamente numeroso ma affamato di metal vibes, viscerali e possenti. Con loro, alla batteria, il gigantesco Gene Hoglan, ex Death, ora con gli Strapping Young Lad, una vera e propria montagna di muscoli prestati al metallo! Il set delle Meldrum si rivela ossessivo e brutale, ma anche molto divertente, basato come è su un intreccio letale fra delle chitarre elettriche lancinanti e una sezione vocale semplicemente tuonante, di cui si occupa ben volentieri la pettuta Moa, indemoniata vocalist, dotata di un sex appeal forse poco raffinato, ma convincente, in particolare quando, tutta sudata, e spinta dal gran caldo, si appresta a togliersi quel poco che gli resta, lì davanti a tutti! Da allora in poi cori da stadio la accompagnano in ogni sua interpretazione. D’altra parte brani come “King Of Denial” , “Scar“ e “Down Your Throat” non lasciano spazio ad eccessive riflessioni tematiche, sono un pugno nello stomaco e basta, e l’ondeggiare delle chitarre di Michelle e di Frida spinge Moa a giocare con l’asta del microfono e a promettere a quanti si protendono verso di lei un after show ricco di soddisfazioni! E’ il delirio, sottopalco ci si spinge che è un piacere, io devo salvaguardare la parte ancora funzionante del mio bagaglio osteo-articolare, allora mi faccio da parte, tanto c’è Ghost in avanscoperta per le foto! Splendida l’esecuzione di “Miss Me When I'm Gone”, il brano che Lemmy Kilmnister, il leggendario vocalist dei Motorhead, ha scritto per le Meldrum. Sembra che Lemmy e Moa siano diventati molto amici, vi lasciamo immaginare argomenti e pratiche comuni, con lei Moa, special guest del primo album solista di lui, iconoclasta e selvaggio, l’Anti Papa dell’Heavy Metal!!! Intanto la chitarra elettrica di Michelle (ex Wargod, ex Phantom Blue) si fa sentire e il riff velenoso e metallico di “Purge” si diffonde in lungo e in largo per tutto il locale! E’ lei Michelle, la vera guida del gruppo sul piano stilistico e musicale, fin dall’inizio, quando aprivano i concerti americani dei Danzig, dei Black Label Society di Zakk Wylde (il chitarrista di Ozzy) e degli stessi Motorhead! Usciamo dal locale a notte fonda, benediciamo la pioggia, rinfrescante per padiglioni auricolari e timpani messi a dura prova da un live act tutto al femminile, ma pesantemente e sorprendentemente hardcore, oltre qualsiasi aspettativa. Poco spazio a spunti melodici, negazione assoluta di qualsiasi armonia, dalla bocca di Moe e dalle chitarre di Michelle e di Frida, molta aggressività, molta voglia di verità e di un approccio diretto, tanto nella musica quanto nella vita, nell’amore, nel sesso e nel rock and roll, che tutto questo, signori, comprende! STAY HARD!
(per la foto delle Meldrum in concerto al Jailbreak si ringrazia Maria Chiara Tortora detta "Ghost")
Articolo del
02/12/2007 -
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