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Temi malinconici, ritmi funky-jazz in 4/4, blues e swing si fondono in una performance di una delicatezza di tocco unica che caratterizza il trio jazz di Enrico Intra (al piano), P. Salonia (contrabbasso) e F. Mondini (batteria).Pianista, compositore, direttore d'orchestra, Enrico Intra ha cominciato la carriera giovanissimo, affermandosi sin dalla metà degli anni '50, quando la prestigiosa rivista francese Jazz Hot, nel suo annuale referendum, lo consacrò secondo miglior pianista europeo (primo fu Martial Solal). Tra i musicisti più conosciuti in Italia, è stato tra i primi a sviluppare un concetto "europeo" di jazz, aprendosi agli stimoli e alle ricerche provenienti dal mondo classico ma, contrariamente ad altri, senza perdere il legame con il blues e il naturale senso dello swing che pervadono tutta la sua musica, anche quella influenzata dal mondo euro-colto. Nonostante ciò, si è rivelato un flop il concerto del 25 Febbraio 2003 tenuto a Napoli all’ Area 17 di Fuorigrotta (www.movimentinliberta.it) che da tempo ha cominciato una rassegna jazz attraverso la quale passeranno molti altri cardini del genere. Sarà stata l’acustica (in un tendone da circo quale è l’Area 17 il suono si disperde in modo non omogeneo, e questo si evidenzia ancora di più nel jazz); sarà stata l’alto livello dell’evento musicale; sarà stata la poca pubblicità; saranno stati i 10 € di ingresso; fatto sta che ad applaudire il Trio formato da E. Intra c’erano poco più di 30 persone (non solo adulti) che, per quanto hanno potuto, hanno cercato di far sentire il più possibile la loro voce, “costringendo” il trio a suonare più di un BIS. Durante il concerto più volte sono state toccate le corde dell’anima, attraverso temi ed atmosfere che spesso portavano l’immaginazione in posti lontani, dove il tempo e lo spazio non avevano dimensione. Le sue composizioni, infatti, si configurano come delle vere e proprie sfide a schemi formali ed espressivi ben consolidati e spaziano dalla rivisitazione del blues sino al campo della musica sacra (La Messa d'Oggi ne è una felice testimonianza, cosi come le riletture per elettronica e suoni acustici di alcuni cicli del gregoriano), senza trascurare l'incontro con il mondo popolare (Archetipo) nè composizioni di ampio respiro (Nuova Civiltà). Anche Chet Baker e Milt Jackson (il vibrafonista del Modern Jazz Quartet) hanno suonato in numerose occasioni al suo fianco. Musicista che ama mettersi costantemente in gioco, Intra si muove sempre su territori di ricerca, rifiutando le inutili esercitazioni di stile pur mantenendo una sua precisa cifra espressiva. Attivo a tutto tondo nel mondo della musica, Enrico Intra dirige dal 1987 i Civici Corsi di Jazz di Milano, una delle principali realtà didattiche italiane in campo jazzistico, e ha fondato la Civica Jazz band del Comune di Milano. E' inoltre, da più di un trentennio, un infaticabile organizzatore di rassegne e festival. Enrico Intra ha anche avuto la felice intuizione di fondare, negli anni '60, il celeberrimo Intra's Derby Club, che fu il tempio del cabaret e del jazz nella Milano del boom economico. Ha al suo attivo una nutrita discografia, tra cui si distinguono: "With Milt Jackson", "Archetipo", "Effetto Alfa", "To The Victims Of The Vietnam", "Mulligan meets Intra" e i recenti "The Blues" , "Nosferatu", "Bach-Cage-Intra".
Articolo del
08/04/2003 -
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