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La band olandese dei Vengeance festeggia i suoi primi venticinque anni di attività con un tour europeo fitto di date che questa volta si ferma a Roma. Il locale è caldo e accogliente, la partecipazione invece è inferiore alle attese perché l’hard-rock spumeggiante presentato dal gruppo guidato dall’inossidabile e rasposo Leon Goewie, voce, e da Peter “Slash” Bourboun, chitarra solista, meritava maggiore rispetto ed attenzione. Ciò nonostante i Vengeance, una vera e propria rock and roll band tinta di heavy metal, non si fanno impressionare e danno vita ad uno show letteralmente fantastico, di certo superiore a quelli che sono i loro riscontri discografici. E’ dal vivo infatti che Leon e gli altri riescono a dare il meglio, grintosi, energetici e divertenti come soltanto loro sono capaci di essere! E’ vero, forse propongono una musica un po’ datata, una sorta di old fashion hard & roll, che mette insieme echi e sapori di AcDc, Saxon, Accept ed altri gruppi della nuova ondata metallica dei primi anni Ottanta, però canzoni come “Down And Out” e “She’s The Woman” oppure la scatenata “Take It Or Leave It” o ancora la medley che fa capo a “Take It To The Limit” non sono affatto male e si lasciano ascoltare che è un piacere. Robusta la sezione ritmica, chitarre sporche e ficcanti, un sound aggressivo e potente, ma che si esalta nel divertimento, nell’atmosfera conviviale, piuttosto che nella “cattiveria” propria di altri gruppi con lo stesso approccio sonoro. Leon è un vero “Rock and Roll Man” (proprio come il titolo della canzone che esegue dal vivo) e ne combina di tutti i colori sul palco, sia quando canta “Rip It Off” e l’esaltante “Back In The Ring”, sia quando ci regala “Rock and Roll Shower”, una vera “doccia di rock and roll”, fatta di birra e di whisky che si riversa inopinatamente addosso da una bottiglia piena che fino ad un minuto prima teneva in equilibrio sulla testa! Leon poi trasforma il secchiello del ghiaccio in cappello, una sorta di elmo da guerra ridicolo e divertente, ci pieghiamo in due dalle risate! Forse proprio in questo consiste il rock and roll party delle origini cantato dall’Iguana e dal compianto bon Scott, la cui effige campeggia sulla maglietta di Leon! Ancora un paio di numeri, “No Mercy” e “Arabia”, e poi la fine in un frastuono metallico che ci ha reso sordi, ma che ci ha fatto sentire a casa, meglio che ad una festa fra amici. Quando salutiamo Leon dopo il concerto, lui si rivela di una gentilezza unica, ci ringrazia di essere venuti e quasi si scusa perché puzza da fare schifo (e Ghost ne paga le conseguenze). D’altra parte immaginate voi quale può essere la risultanza chimica di birra, whisky e sudore, “shakerati” insieme in chiave metallica! Più concerti così, è questo il mio augurio di Pasqua! Allora sì che sarebbe di Resurrezione! Yeaaaaah!
(la foto di Leon Goewie dal vivo alla Stazione Birra è dell'autore della recensione Giancarlo De Chirico)
Articolo del
22/03/2008 -
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