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In assoluto uno dei gruppi più importanti della storia dell’hip-hop, dato che nel corso degli anni ottanta ha, con le sue intuizioni innovative, traghettato un genere ancora grezzo e underground verso la “modernità”. -------------I Run DMC erano un trio, composto da ragazzi tutti originari di Hollis, Queens, un tranquillo quartiere della middle-class di New York. Run (alias Joseph Simmons, nato il 14 novembre 1964) era il fratello minore di quel Russell Simmons che fin dalla fine degli anni ’70 aveva fatto da manager all’”old-schooler” Kurtis Blow, e che successivamente creò una propria compagnia di management, la Rush Productions (e poi l'etichetta Def Jam). Fin dall’inizio Russell incoraggiò il fratello a rappare e lo spinse ad esibirsi come supporto al suo protetto Blow con il nomignolo “The Son of Kurtis Blow”. In breve, Run formò un duo insieme all’amico d’infanzia DMC (alias Darryl McDaniels, nato il 31 maggio 1964), che fu chiamato Run DMC. Dopo essersi diplomati al liceo, nel 1982 i due rappers richiesero i servigi di un loro amico comune, il dj Jason Mizell, (nato il 21 gennaio 1965), che assunse il nome d’arte di Jam Master Jay. -------------Grazie alle aderenze del ben introdotto Russell Simmons, i Run DMC firmarono un contratto con l’allora emergente etichetta Profile, e nel 1983 pubblicarono il primo singolo, “It’s Like That”, che sulla facciata B recava “Sucker Mc’s”. Si trattò, senza mezzi termini, di un vero evento epocale nella storia dell’hip-hop. Con i Run DMC, infatti, era nato, dal giorno alla notte, un nuovo stile, più rispondente alle esigenze della gioventù metropolitana: il cosiddetto “hardcore”, che qualcuno in quel periodo definì anche “new school” (espressione che poi di volta in volta sarebbe stata utilizzata per ulteriori sviluppi del rap). Molti aspetti lo rendevano distante anni luce dai “party-records” di Grandmaster Flash & The Furious Five e dei Cold Crush Brothers: l’inusitata aggressività dei rappers, la sonorità scarna delle basi, contraddistinte dal ritmo incalzante della “boom-box”; e a questo andava aggiunta l’immagine del trio, assolutamente “normale”: magliette nere e jeans, con tanto di scarpe da ginnastica senza lacci. Insomma, il “look” di qualsiasi ragazzo di colore di New York City. Senza togliere nulla a “It’s Like That” (una vera gemma riproposta, fra l’altro, nel ’97 in una versione rimixata da discoteca), la vera esemplificazione del nuovo genere era “Sucker Mc’s”, fatta solo di voci e drum-machine, brano in cui Run e Darryl attaccavano briga con quei rappers che, a loro avviso, erano scialbi (per usare un eufemismo), ovvero dei “suckers”. Nonostante la sua asprezza, il singolo entrò nei Top 20 delle classifiche R&B, risultato eguagliato dal secondo 7 pollici dei Run Dmc, pubblicato di lì a poco, “Hard Times / Jam Master Jay”. ---------------------Seguirono altri due singoli prima dell’uscita, nel 1984, dell’album eponimo “Run DMC”: un capolavoro che merita un posto tra i dischi imperdibili dell’hip-hop e che fra l’altro è il primo album del genere a non essere solo un veicolo per uno o due 12”, bensì una sorta di concept sulla vita metropolitana. Oltre a contenere i primi storici singoli dei Run DMC, si trattava di un prototipo di moderno (per l’epoca) hardcore hip-hop, e si avventurava, per la prima volta, nell’inesplorata terra del crossover tra rock e rap nella stupefacente “Rock Box”, pezzo oggi semidimenticato ma innovativo almeno quanto “Sucker Mc’s”. Agli albori del 1998 “Run DMC” è stato, giustamente, incluso dai redattori del mensile “The Source” tra i cento migliori album di tutti i tempi (“Raising Hell” è l’altro disco del trio a cui è stato conferito questo onore). -------------Nel 1985 i Run DMC tornarono all’attacco con il secondo album “King Of Rock”, che fin dal titolo esplicitava la loro voglia di approfondire la commistione tra rap e rock. Mancava però, stavolta, l’”effetto sorpresa” dell’esordio, e, aldilà di qualche episodio piuttosto ispirato (“Can You Rock It Like This”, “You Talk Too Much” e la stessa title-track), i Run DMC non fecero che riproporre la formula “hardcore” da loro stessi inventata. Comunque sia, “King Of Rock” permise al trio di consolidare la fama ottenuta, che anzi si allargò ulteriormente grazie alla partecipazione, verso la fine dell’anno, al film “Krush Groove” (in compagnia di artisti affermati quali Kurtis Blow e i Fat Boys). Dalla colonna sonora fu tratto il singolo “Together Forever”, un trascinante brano dal vivo che è tuttora uno dei preferiti dai fans dei Run DMC.
Articolo del
18/04/2003 -
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