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Lunedì 5 maggio 2008. Location Circolo degli Artisti. Città Roma. Alle 22.00 circa Francesco Tricarico dà il “la” alla sua esibizione live intonando, per la gioia dei “pochi ma buoni” presenti, “Io sono Francesco” pezzo che apre ed introduce il cantante sotto il cielo, non stellato, di una Roma bagnata dalla pioggia ma vogliosa di ascoltare uno dei cantautori italiani più interessanti del momento. Con “Altra Possibilità” Tricarico entra nel vivo del suo ultimo lavoro, "Giglio", smuovendo, con ritmi più sostenuti, un pubblico incuriosito dai nuovi testi che però già apprezza. Tricarico sul palco è timidamente ironico, di poche parole – tra una canzone e l’altra – ma incisive, sorride e prende gli applausi del pubblico come fosse la sua prima volta con una sorta di introversa umiltà che decisamente piace, abituati, spesso, come siamo, ad artisti eccessivamente presenti – pressanti... Prosegue con una canzone che personalmente ritengo un piccolo capolavoro in quanto molto piacevole e nel contempo molto “puntuale” nel definire una determinata situazione facilmente riconoscibile da tutti: “Oroscopo” sveglia i cuori ed il pubblico saltella, sorride, entra a fondo nella kermesse; i musicisti (molto rockers dai capelli lunghi) che accompagnano Tricarico creano un sound fedele agli input di "Giglio" ma con punte rock negli assoli di chitarra che scandiscono, a fasi alterne, i vari brani durante il concerto. L’atmosfera, già calda, si scalda ulteriormente sulle note dolci di “Eternità” tra coppie che si abbracciano ed orecchie attente al testo denso di richiami quasi onirici sul senso di un amore puro un po’ reale un po’ no... brividi (di grande piacere!) scivolano sulla schiena di un po’ tutti i presenti quando Francesco – incitato più volte dal pubblico romano con un “bella Frà facce n’altro pezzo!” - introduce un brano forte, profondo, di una semplicità che non lascia scampo alle amare, reali parole che contiene, una canzone molto nota al grande pubblico perché interpretata da un ancor più grande artista, una colonna portante della musica italiana d’autore: il molleggiato per eccellenza Adriano Celentano. Con “La situazione non è buona” si raggiunge sicuramente uno dei punti più alti del concerto; Tricarico canta la sua canzone con una forte cadenza empatica che cattura, affascina, quasi stordisce... “i suoi occhi sono pieni di sale” si direbbe citando le parole di un testo di Rino Gaetano, di quel sale, appunto, che commuove, che coinvolge la mente ed il cuore... ed il pubblico decisamente apprezza. Tra brani vecchi e nuovi (più i secondi che i primi) come “Pomodoro”, “Fili di tutti i colori”, “Musica”, “Il Mio Amico” (bellissima!), Tricarico si muove sul palco come un “pifferaio magico” che conduce il suo pubblico verso l’altra alta vetta della performance in atto ovvero “Vita Tranquilla”... la gente riconosce e subito applaude felice, sulle note e parole del ritornello “Io... voglio una vita tranquilla - Perché è da quando sono nato - Che sono spericolato - Io... voglio una vita serena - Perché è da quando sono nato... che è - Disperata... spericolata... - Però libera... verd'è sconfinata” le mani si alzano verso il cielo e verso Francesco che raccoglie il coro del pubblico interpretando per tutti la comune voglia e necessità di libertà contrapposta alla continua ricerca di qualcosa che mai sazia. Il pathos è molto e dopo le note di “Libero” la serata, in fase conclusiva, si rialza nuovamente per il bis con “Vita Tranquilla”; Tricarico manifesta timidamente, ma con un bel sorriso – d’occhi e di bocca -, la sua soddisfazione; canta, canta, quasi urla e poi, come per permettere anche al pubblico di liberarsi così come ha fatto lui, si mette da un lato e osserva, sente la musica andare, le note correre e la gente cantare le parole di una canzone intensa, della stessa ad essere stata insignita del Premio della Critica “Mia Martini” a Sanremo 2008. Un concerto in grado di appagare chi ha una certa fame “di qualità”; Tricarico è stato bravo, è stato lui, e questo è decisamente già molto, è già tanto.
Articolo del
06/05/2008 -
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