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E’ vero, i tempi stanno cambiando. In peggio, purtroppo. Un concerto come quello dei New Christs, la band australiana nata da una costola dei Radio Birdman, sarebbe dovuto essere occasione di incontro per young rockers assetati di emozioni forti e per new punks con voglia di radici, e invece - dopo l’annullamento della data di Cosenza e la cancellazione del concerto di Milano per scarsa prevendita - siamo davvero in pochi, anche questa sera a Roma, dieci anni dopo l’affollato concerto dei New Christs al Mattatoio di Testaccio. Altri tempi, altre mode culturali, adesso siamo diventati tutti cultori del brit pop, amanti del new cool, e gli estremisti ascoltano solo brutal metal. Ma allora non c’è proprio più spazio per il rock and roll, quello vero, quello sincero, urlato con tanto fiato in gola per dare voce alle viscere? Entriamo nel locale, il vuoto assoluto, siamo in quattro, usciamo per guardarci intorno, giusto il tempo per incontrare Jim Dickson, il bassista, che porta un take away di pizza ad un affamato Rob Younger, il front man della formazione. Poco dopo arrivano altri “reduci”, non molti in verità, e alla fine - quando partono le note di “We Have Landed” - siamo quasi in cinquanta ad agitarci sotto palco e a gustare le sferragliate acide e dure dell’hard rock psichedelico di una cult band nata quasi per caso, il giorno in cui venne chiesto a Rob Younger, vocalist dei Radio Birdman, di arrangiarsi in qualche modo e di trovare una band in grado di aprire il tour australiano di Iggy Pop. Da quel momento in poi i New Christs sono stati un progetto parallelo all’attività dei Radio Birdman, ma sono stati capaci di sfornare live act e album fantastici, a cominciare dal ben noto “Distemper” del 1989. l’acustica non è delle migliori, i suoni alti si infrangono e ci restituisco un riverbero innaturale, ma chi se ne importa, Jim Dickson picchia sul basso come un forsennato e Rob Younger si agita come un ossesso, in preda al richiamo delle sue stesse prodigiose canzoni. Non poteva mancare “The Burning Of Rome”, con una sezione ritmica serrata che precede l’esecuzione di “Existence”, un nuovo brano, presentato questa sera dal vivo. Seguono la fragorosa denuncia di “Impeachment” e le note trascinanti e bollenti di “Coming Apart”, da “Distemper”, un brano che alberga da sempre nel mio cuore e nella mia testa, un pezzo che eseguito dal vivo semplicemente straborda, va oltre, è vera e propria tracimazione di punk e di garage rock!!! Ancora “On Top Of Me” e una quanto mai indovinata “Born Out Of Time”, con il refrain di “Shaking All Over”, un classico del rock and roll, che prende corpo all’improvviso, all’inerno della struttura armonica del brano. Splendide poi anche “Jenny” e la riproposta di “The Seeker”, un vecchio successo degli Who. C’è un’atmosfera molto calda che offre spazio alle acrobazie di quanti si lasciano trasportare dalle note dei New Christs e disegnano movimenti all’apparenza sgraziati ed improbabili, ma anche gli unici in grado di rappresentare le vibrazioni che ci scuotono dentro. In tour per una manciata di euro, i New Christs non hanno riscosso il successo di pubblico che avrebbero meritato, ma va bene anche così! Loro sono avanti negli anni, ma non imbolsiti, sono dei beautiful losers, non dei falliti. Tornano ancora sul palco per eseguire “The Party Died”, a velocità folle, come sempre, e spariscono nel backstage per un po’. A fine concerto sono di nuovo là fra i presenti a firmare vecchi dischi in vinile, che da adesso in poi saranno ancora più prestigiosi. Long Live Rock and Roll!
Articolo del
24/05/2008 -
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