|
Dopo l'uscita nel 2005 di 2012 (K Records), gli Old Time Relijun tornano in Italia per una mini tourneè, investendo il pubblico con il loro blues malsano e perverso che sprofonda tra il rock-noise dei primi anni '80 e schizofrenia, ritmo, musicalità ed atmosfera. “Io voglio condividere un’esperienza di profonda bellezza e orrore insieme, per ricordare a tutti di restare vivi”. Questo è il monito del chitarrista e voce del quartetto di Portland, U.S.A., Arrington De Dionyso, valido sia come scopo della serata sia della loro musica. Sul palco i quattro sono completamente padroni della scena; non tanto perché si lasciano coinvolgere nelle sonorità che creano, ma per l'aura di mistero che li avvolge. Sono come posseduti da un spirito che li guida nel liberare l’intera folla da ogni brutto pensiero e peso sulla coscienza, facendola ballare e divertire per oltre un'ora. Suonano alcuni loro classici Mystery Language, Vampire Victim, Cold Water e quasi interamente il loro ultimo lavoro, Catharsis In Crisis (K Records/ Goodfellas, 2007), il quale, proposto dal vivo, risulta molto più introverso ed inquietante: feedback, sovraincisioni di chitarre come suonate da dimensioni parallele e quel saxofono da coronamento alla voce profonda e al tempo stesso isterica del chitarrista De Dionyso. Sono soprattutto queste le caratteristiche che differenziano gli Old Time Relijun da cd al live; un'esibizione fisica e diretta ricca di visioni al di la di ogni spiegazione, umana e reale, nate e volute, dal leader De Dionyso, fin da quando era giovane: “Da piccolo trascorrevo molto tempo in chiesa, tra discorsi su diluvi, e divina creazione; così per fuggire da questa realtà strofinavo gli occhi fino a che non vedevo brillanti e risplendenti luci”.
Articolo del
26/05/2008 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|