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Sono in tre, vengono da Trondheim, Norvegia , là dove si sono formati nel 1989. Si fanno chiamare Motorpsycho - dal titolo del noto film omonimo di Russ Meyer del 1965 - e sono una vera e propria fucina di suoni multiformi e potenti. La band risulta attualmente formata da Bent Saether, basso, voce e tastiere, da Hans Magnus Ryan, chitarra e voce, due componenti della line-up originaria, e da Kenneth Kapstad, batteria, arrivato solo l’anno scorso. Il gruppo ci presenta dal vivo “Little Lucid Moments”, il nuovo album, un disco uscito appena due mesi fa, ma il concerto di questa sera è anche l’occasione giusta per offrire una retrospettiva sulle loro composizioni più note. Band quanto mai fertile ed eclettica, i Motorpsycho si distinguono nel panorama metallico attuale per la loro abilità di combinare soluzioni tipicamente metal con passaggi che si richiamano invece a certo rock psichedelico dei primi anni Settanta. Brani come “You Lose”, “Like Always”, e “The Alchemyst” denotano la tendenza a costruire delle enormi suite musicali, imponenti e grandiose, cosa che era tipica dei Pink Floyd, dei King Crimson o dei vecchi gruppi di progressive rock di tanti anni fa, non certo del grindcore metal più recente dal quale loro stessi hanno preso le mosse. Splendida anche “Little Lucid Moments”, la title track del nuovo disco, altrettanto bella, da brividi addirittura, è “Feel”, uno scrigno prezioso che racchiude in sé melodie davvero ancestrali, dagli antichi sapori nordici, dagli echi lontani. Non sono pochi infatti gli elementi folk and traditional che i Motorpsycho inseriscono con sempre maggiore continuità all’interno della loro musica, ed è proprio un gran bel sentire! All’abilità tecnica e alla felice vena compositiva di Saether e di Ryan, si unisce la grande vigoria fisica di Kapstad, instancabile drummer, e non sono rari i momenti del concerto che ci ricordano l’epicità di un live act dei Dream Theater o anche il mind metal dei Tool! Ancora due perle luminose e folgoranti come “On My Pillow” e “Nothing To Say”, quest’ultima accolta da un fragoroso boato di approvazione e di consenso da parte del numeroso ed attento pubblico presente in sala. Citiamo a memoria l’esecuzione di brani come “The One Who Went Away”, “You Lied”, “Sun Child” e “Year Zero” inframezzata dal gustoso refrain di “Not Fade Away”, tanto per farci intendere che poi le radici del rock and roll sono comuni! Non a caso Bent Saether, il bassista, che per tutto il concerto ha nascosto il suo volto dietro i suoi folti capelli lunghi, indossava una T-shirt con la scritta MC5, ideale tributo alla band di Detroit che alla fine degli anni Sessanta diede inizio a quella corrente di alternative rock , metallica e altisonante, di cui ora i Motorpsycho sono degni seguaci!
Articolo del
28/05/2008 -
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