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All'esterno del Musicdrome c'è un'attesa diversa dal concerto che si aspetta da molto tempo. Si è radunata la gioventù odierna, quella che è nata dalle ceneri della generazione X del post grunge, quella che ad ascoltare i giornali avrebbe poche speranze per il futuro ed è incazzata perché vive di precariato. Questa sera non si assiste ad una semplice reunion, oppure al classico “tuffo nel passato”; non è storia vecchia rispolverata per fare “cassa”. Sul quel palco incastrato al fondo della sala, davanti ai nostri occhi e pompanti nelle nostre orecchie, ci sono i precursori degli anni '90. Coloro che hanno in qualche modo aiutato a far nascere la scena di Seattle e non solo. Stasera ci sono i Dinosaur Jr! Dopo oltre un decennio di silenzio, nel 2005 tornano con la formazione originale per un tour mondiale: "L’idea era solo di fare un tour ma ci siamo trovati così bene che ci siamo detti, perché non continuare?", dichiara il chitarrista J Mascis. Ed ora dopo l'uscita del loro ultimo Beyond (Fat Possum, 2007), portano il loro marchio di fabbrica nel futuro. Chi pensava si fossero estinti si sbaglia di grosso! Per tutta la durata del concerto, J Mascis con i suoi ormai distintivi lunghi capelli bianchi sembra in uno stato di trance, mentre si arrampica con la mano sul manico della chitarra. Scorrono i brani più “estasianti” del loro lungo repertorio, Feel The Pain, Freak Scene, Out There, Tarpit, The Wagon, The Lung, Gargoyle, Budge, seguiti dai nuovi Crumble, Pick Me Up, Been There All The Time. I suoi assoli, da far rimpiangere gli anni '70, sono oro colato per questi tempi moderni; nessun virtuosismo ma solo una forza della natura. Barlow è il più agitato del gruppo. Si dimena e canta molto spesso non solo come spalla di Mascis, suonando quel vecchio basso Fender come se fosse un bambino da sculacciare, seguito alla perfezione dalla instancabile e tuonante sezione ritmica di Murph. Il muro sonoro prodotto dai tre non è più quello degli anni '80, quando l'eccessivo volume sembrava uno schermo protettivo della loro timidezza. Ma a sentire la miscela rock, punk, pop, carica di melodia e armoniosità, suonata dai tre Dinosauri, adrenalina pura sparata dagli amplificatori, sembra che il tempo non sia mai trascorso e il ghiaccio formatosi tra loro non ci sia mai stato. Un'esibizione che colma ogni aspettativa dei presenti, visibilmente soddisfatti e speranzosi nel ritorno attivo sulle scene della band oltre questa tournée. La domanda comune a tutti è perché ora, nel futuro, rispetto agli anni dai quali vengono i Dinosauri, non si riescano più a formare sinergie musicali come quelle. Il passato dovrebbe insegnarci come migliorare e progredire, ed a sentire la musica suonata stasera ne avremmo di basi solide dalle quali partire. Ma forse è proprio il presente che non è pronto e capace di ascoltare realmente quanto fatto prima. Nell'attesa che questa speranza si possa materializzare, lunga vita ai Dinosaur Jr.
Articolo del
18/06/2008 -
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