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Il suono di una sirena antiaerea fa calare lo stadio nel buio più fitto. Una stella rossa viene illuminata alle spalle di quattro uomini in piedi sul palco; incappucciati e con le divise dei prigionieri politici di Guantànamo. Tra lo stupore della folla che non capisce realmente cosa succede, queste misteriose figure imbracciano gli strumenti e danno il via alla loro “ribellione”: i Rage Against The Machine sono tornati! In questi mesi che hanno visto diverse reunion di gruppi storici, quella dei Rage sembrava la più improbabile ed inaspettata. Invece ecco sul palco, per la sola data italiana nella loro tournee mondiale, una delle band chiave degli anni '90, che con la sua innovativa formula musicale ha sconvolto più di un'intera generazione, estendendo così i confini del rock. Toltisi le vesti da carcerati, i Rage si lanciano senza sosta nel riproporre i loro brani, carichi di potenza e del loro indistinguibile groove dato dalla fusione della musica rock e della vocalità ed attitudine rap del cantante Zach De La Rocha; da qui il genere crossover. De La Rocha si presenta come il leader carismatico di sempre e con i suoi urli sembra voglia far sentire i suoi testi di protesta oltre le mura dello stadio. Famosa è la sua continua lotta, con il sostegno del chitarrista Tom Morello, contro il marcio presente nella politica. Il discorso nel finale della canzone Wake Up, in dissenso della presidenza Bush e delle guerre che gli USA stanno combattendo in questi anni, ne è un chiaro esempio. La scaletta proposta dalla band, che suona a ruota proprio tutte le canzoni più forti dei loro album, non fa che esaltare e mandare in estasi gli oltre ventimila presenti. Per oltre un ora e trenta i Rage fanno tremare la terra anche grazie all'aiuto dei propri fan che cantano ogni canzone: Booomtrack, Sleep Now In The Fire, Testify, Bulls On Parade, People Of The Sun, Clamp Down, Ashes In The Fall, Calm Like A Bomb, Sleep Now In The Fire, War Within A Breath. E' impressionante durante l'esecuzione di Bullet In The Head e nel Wake Up di incitamento dopo il discorso di Zach, il volume del coro di tutto lo stadio che copre la voce dello stesso de la Rocha, come uno sfogo per gli anni di attesa del ritorno dei Rage. Nel finale, prima di salutare il pubblico con il pugno teso al cielo, eseguono forse uno dei loro brani più conosciuti ed amati da tutti, Killing In The Name. Un ritorno sulle scene quello dei RATM desiderato tanto quanto il sentire un nuovo album in studio. Morello a riguardo sostiene: “Non ne abbiamo parlato; scrivere un album è differente che ad esibirsi, ma la cosa è sicura è che le nostre canzoni sembrano nate per essere suonate ora”. Speriamo di risentire presto la terra tremare sotto i nostri piedi al suono dei Rage Against The Machine.
Articolo del
25/06/2008 -
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