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Vinicio Capossela
Vinicio Capossela live @ PalmARIA Festival, Cava del Pozzale - Isola Palmaria (La Spezia), 19 luglio 2008
Isola Palmaria (La Spezia)
19/07/2008
di
Giovanni Ansaldo
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Non è facile star dietro a Vinicio Capossela. L’immaginario che il cantautore nato ad Hannover riesce a creare è talmente ricco di suggestioni, di riferimenti e di divagazioni che spesso può disorientare. Questo concerto nella splendida cornice dell’Isola Palmaria- inserito nel programma del “PalmARIA Festival 2008” - lo ha confermato una volta di più. Capossela è un artista inquieto, in continua evoluzione. Ecco perché le sue “Storie di marinai, balene e profeti” hanno probabilmente scontentato qualcuno tra gli spettatori giunti dalla terraferma per assistere a questo reading-concerto. Chi si aspettava il cantautore-istrione e un po’ confidenziale delle origini ha dovuto fare i conti con un artista diverso, innamorato della letteratura marinaresca e affascinato dalle storie di profeti biblici. In questo luogo sospeso nel tempo, con le Cave del Pozzale da una parte e il mare dall’altra, il cantautore ha condotto gli spettatori lungo un viaggio letterario e musicale in onore del mare e delle sue creature. Lo spettacolo ha avuto due momenti ben distinti: una prima parte di letture ed una seconda più musicale e improvvisata. Vinicio si presenta con i canonici quaranta minuti di ritardo, accompagnato dalla sua band di fiducia, e dà il via al suo pastiche di letteratura e musica. Accompagnato da theremin, contrabbasso e chitarra declama il “Libro di Giona”, legge passi tratti da “Moby Dick” e dalla “Ballata del vecchio marinaio” di Coleridge, intramezzando i reading con le proprie canzoni. La parte musicale lascia forse qualche dubbio. Pezzi come “La Santissima dei Naufragati” e “Dalla parte di Spessotto” sono perfetti per il contesto e si giovano degli “strumenti inconsistenti” pensati per l’occasione. Le “instant songs” come “Polpo d’Amor” e “La bianchezza della balena”, pensate e scritte appositamente per lo spettacolo, non sembrano invece tenere il passo. In realtà il Vinicio che più stupisce e intriga è quello in grado di vestire i panni del narratore-profeta, del marinaio di fortuna in balia del fato e del mare. Rendere intrigante una lettura difficile come il “Libro di Giona” non è cosa da tutti. Saper raccontare con violenta espressività il finale di “Moby Dick”, interpretando con grande abilità il delirio del capitano Achab lo è altrettanto. Un discorso a parte meriterebbe la voce: davvero bella, sia durante le letture che durante le canzoni. Ma questa non è certo una sorpresa. Il pubblico però sembra piuttosto freddino e non gradisce i tanti passi biblici, non sapendo che il libro di Melville è ricco di riferimenti alle Scritture e che l’idea di Capossela è dunque perfettamente coerente con il tema di fondo. Qualcuno chiede addirittura “Facci ballare!” e dimostra di non aver capito granché di questa serata. Conclusa la prima parte con la lettura del “Libro di Giobbe”, consapevole che la platea sta un po’ sonnecchiando, Vinicio sveste i panni del profeta marino e indossa quelli dell’intrattenitore, si veste con frac e coda da sirena e regala un arrangiamento in chiave cabarettistica del pamphlet di Céline “Scandalo degli abissi”. Il pubblico in realtà non sembra rispondere ancora moltissimo e rimane un po’ indifferente. A scaldare un po’ gli animi ci pensano un’immancabile “Medusa Cha Cha Cha” e il classico “Canzone a manovella”. Siamo quasi all’una di notte. Vinicio si siede al pianoforte regalando due perle al chiaro di luna, “L’affondamento del Cinastic” e soprattutto “Morna”, splendido e malinconico tango estratto dall’album “Il Ballo di San Vito”. Ad un certo punto si ferma, in silenzio. “Guardavo la luna” dice mentre si gira verso il pubblico con aria estasiata. Peccato che questo piccolo idillio sia arrivato così tardi. Concludendo possiamo dire di aver assistito ad uno spettacolo bello e suggestivo, anche grazie all’Isola Palmaria. L’unica nota stonata è stata una scarsa sintonia con il pubblico, caso davvero raro ad un concerto di Capossela. Forse le letture a volte un po’ difficili non hanno aiutato. Pazienza, del resto nessuno qui aveva promesso gran divertimento, ma solo storie di marinai, balene e profeti.
SETLIST: Inedito Giona nel ventre della Balena (reading) Dalla Parte di Spessotto Moby Dick (reading) La bianchezza della balena- reading e canzone La ballata del vecchio marinaio ( reading ) I fuochi fatui La Santissima dei naufragati Libro di Giobbe (reading) Polpo d’amor Scandalo degli abissi Cha Cha Cha della Medusa Ballata di Billy Bud Canzone a Manovella Cinastic Morna
Articolo del
20/07/2008 -
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