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Sono passati ormai cinque anni da quell’altro Neapolis Rock Festival, nel 2003, in cui la band di Michael Stipe suonò nell’area dell’ex Italsider di Bagnoli e addirittura duettò con Patti Smith (che concerto, indimenticabile, per chiunque fosse lì allora). Cinque lunghi anni in cui i R.E.M. hanno sfornato un paio di album nuovi – forse non proprio all’altezza dei vecchi tempi – ma soprattutto hanno mostrato sempre di più di essere una band tra le più importanti al mondo, con un seguito di fan incredibili, senza distinzione di età. Eccoli di nuovo qui, i R.E.M., sul palco allestito alla Mostra d’Oltremare di Napoli. Cornice originale, sicuramente migliore dello scorso anno, che permette la presenza di molte persone, forse un po’ disperse in una location così grande, ma anche molti stand e aree di ristoro per gli spettatori. C’è chi parla di 20.000 presenze, forse anche qualcosa in più. Per la seconda giornata di quello che è forse il più importante Festival del Centro Sud.
I These New Puritans hanno iniziato a suonare verso le 18.30. con il loro carico di influenze post punk e i suoni ruvidi, forse poco adatti al tardo pomeriggio e al sole ancora presente. Subito dopo, gli Editors che hanno regalato quasi un’ora di grande spettacolo pre-R.E.M., con i loro successi che dal vivo sono sembrati ancora più travolgenti. I fan aumentano, arrivano a decine per il gruppo di Tom Smith, che risente a volte troppo delle influenze degli Interpol ma che riesce comunque a far cantare e pogare migliaia di appassionati.
Poi, alle 21, loro. Addirittura con mezz’ora di anticipo. Michael Stipe, Peter Buck e Mike Mills, che hanno suonato dal vivo in Europa per l’ultima volta nel 2005, davanti a più di un milione di persone. E ieri erano di nuovo a Napoli, per presentare dal vivo ‘Accelerate’ (2008, Warner), il primo album in studio dal 2004 e quattordicesimo della band. Michael Stipe è un animale da palco unico nel suo genere. Canta, si dimena, interpreta, ammicca, scherza divertito e parla con il pubblico a lungo (di cibo, di amore per Napoli, di Patti Smith, di Capri), addirittura – verso la fine – fa gli auguri di buon compleanno ad una fortunatissima Lucia, che – armata di cartellone – non dimenticherà mai più questa serata.
Stipe si presenta elegante come sempre, con Living Well Is The Best Revenge in apertura. Il palco è bello grande, le luci eccezionali così come i maxischermi alle spalle della band. E di seguito i grandi successi di una storia iniziata ad Athens (Georgia) nel 1980 e destinata a non fermarsi ancora. Drive, Electrolite, Supernatural Superserious, Imitation Of Life alcuni dei momenti più belli, come d’altra parte la storica Losing My Religion – attesissima, come sempre - o la bellissima interpretazione finale di Man On The Moon, dedicata come sempre ad Andy Kaufman. Ma anche molte canzoni tratte dal nuovo disco, comunque già entrate nel cuore dei fan.
Alle 23 Stipe saluta, dopo poco meno di due ore e una ventina di brani tutti di alto livello, acclamato dal pubblico napoletano che ha potuto ammirarlo ancora una volta. Giovani e meno giovani, famiglie, anche molti stranieri per assistere ad un grandissimo concerto, forse giusto un gradino più giù rispetto a quello di 5 anni fa. Ma è l’energia, quella che conta. Quella che i R.E.M. non hanno perso e non perderanno mai, e sanno ancora trasmettere al loro pubblico, intatta come un tempo.
(l'autore della foto dei R.E.M. tratta dal concerto del Neapolis è Antonio Benforte)
Articolo del
24/07/2008 -
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