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La ricordiamo negli anni Settanta fra le prime black women della musica rock, autrice di brani fantastici che ci hanno accompagnato per tutta quella stagione. Lei, Joan Armatrading, fenomenale interprete e chitarrista di origine anglo caraibica, è attualmente in tour per celebrare i suoi primi 36 anni di carriera, fresca di una nomination per un Grammy Award, ottenuta grazie al successo di “Into The Blues”, il disco dello scorso anno che ha avuto un successo incredibile, in particolare negli Stati Uniti, terra che del blues è la patria riconosciuta.
Il concerto di questa sera a Roma è stato caratterizzato da un incredibile crescendo che ha letteralmente “sbalzato dalle sedie” quanti si aspettavano una serata di pieno relax al fresco del laghetto di Villa Ada. Dopo aver eseguito brani piuttosto recenti come “The Devil I Know" e “Woman In Love”, Joan ha toccato il cuore dei numerosi presenti con “Show Some Emotion”, un vecchio brano del 1976 e lo spazio subito sotto il palco si è rapidamente riempito di un popolo blues, appassionato e festante. Lei appare molto sorridente e contenta, non si risparmia, suona la chitarra con una pulizia ed una limpidezza da fare invidia ad Eric Clapton, e soltanto gli echi di una persistente tastiera ci riportano un po’ alle atmosfere anni Ottanta, quelle del suo periodo pop e mainstream che le ha portato però un grande successo commerciale. “Something Gotta Blow” è una canzone bellissima, intensa e sofferta, un blues di origine controllata, un “ballatone” in piena regola, subito seguito da “Into The Blues”, la title track del nuovo album. E’ proprio nella riscoperta della sua vena blues che Joan, dopo un periodo di rallentamento della sua produzione artistica, ha ritrovato la spinta giusta per poter ripartire. E lo ha fatto alla grande. Ascoltare le note della sua chitarra, la tonalità della sua voce, forte e calda, è davvero un piacere che racchiude come in una nicchia quanti hanno vissuto quell’epoca. Joan canta di come ogni vero amore porti con sé un bagaglio di sofferenza, canta della pioggia che cade giù pesantemente a consolare l’animo dopo tanto dolore, a spazzarne via se possibile perfino il ricordo. La chitarra diventa dura, quasi sferzante, su “Me Myself I”, l’inno alla solitudine, intesa in senso anglofono, cioè a quella capacità di bastare a se stessi, senza piangersi addosso. Il concerto si conclude alla grande con l’esecuzione di un altro vecchio successo, quella “All The Way From America”, il cui ritornello viene cantato in coro da tutti presenti, con un afflato che denota tanta partecipazione ed affetto. Ma la serata non poteva concludersi senza le note di “Drop The Pilot”, il più noto successo della Armatrading, che infatti torna sulla scena, insieme alla sua band, dotata di una sezione ritmica davvero molto valida, per eseguirla come saluto finale al suo pubblico.
Un’esibizione che ha richiamato in gran numero quanti hanno vissuto in prima persona l’epoca del rock blues, ma che non è stata niente affatto nostalgica. Era questa la direzione giusta, perché smarrirsi con hip hop, trip hop o altre tendenze, beh... non l’ho mai capito.
Articolo del
23/07/2008 -
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